Un domani, più o meno lontano, una parte dei milioni di turisti che ogni anno scelgono la Valle d’Aosta per le proprie vacanze potrebbe arrivare dal cielo. Salvo nuove proroghe, in autunno è attesa la conclusione dei lavori dell’aerostazione, comprensiva dell’allestimento degli arredi.
A delineare le prospettive future dello scalo è stato oggi in aula l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Bertschy.
“Al momento ci sono i presupposti per arrivare a collegamenti charter stagionali con Regno Unito, Scandinavia, Germania e Belgio per la stagione invernale, e con le regioni del Sud e la Sardegna per l’estate, tratte già utilizzate in passato”, ha spiegato.
Secondo Bertschy, lo sviluppo dei voli commerciali dovrà però inserirsi in una strategia condivisa: “Ovviamente tutto questo sarà oggetto di una pianificazione che organizzeremo e definiremo insieme ad Avda e al Consiglio regionale. Il ruolo del concessionario è quello di cercare contratti: uno di questi è attualmente in corso con SkyAlp”. La Regione sta inoltre valutando la possibilità di promuovere lo scalo all’interno delle fiere turistiche.
L’apertura del nuovo terminal è la conditio sine qua non per lo sviluppo dell’attività commerciale dell’infrastruttura: “È una parte che riteniamo importante, nella quale abbiamo investito, e per questo abbiamo deciso di esternalizzare il servizio antincendio per aumentarne l’utilizzo”.
Bertschy ha infine chiarito che l’aeroporto non potrà sostituire i grandi flussi garantiti da ferrovia e autostrada, ma potrà rendere più complementare il sistema delle infrastrutture regionali.
Critico il consigliere Massimo Lattanzi di Fratelli d’Italia, che prima ha lodato l’attuale maggioranza di essersi “presa il merito di riesumare un cadavere che dal 2022 era incompiuto” e poi ha evidenziato la mancanza di strategia: “Ci stiamo preoccupando di riaprire senza avere un piano per gestire lo scalo. Dopo 90 milioni investiti in trent’anni e i 7 milioni per riaccenderlo, se non mettiamo subito la testa sui vettori e sui portatori di turisti siamo già in zona Cesarini. Siamo fuori tempo massimo e sappiamo tutti cosa significa ottenere autorizzazioni e concessioni”.
I lavori dell’aerostazione progettata da Gae Aulenti, come ricordato dall’Assessore Davide Sapinet, sono ripresi a fine 2022 dopo l’interruzione del cantiere originario nel 2014 e “sono stati fortemente condizionati dallo stato di abbandono dell’area, oltre che da atti vandalici e furti. Le tempistiche sono state più volte rideterminate a causa delle sospensioni parziali dei lavori, delle verifiche sugli impianti e delle procedure di conciliazione avviate dall’impresa appaltatrice”.
Dopo la conclusione dei lavori, attesa per l’autunno 2026, “con il completamento delle attività necessarie all’esternalizzazione del servizio antincendio — dall’adeguamento strutturale del distaccamento alla formazione del personale e all’ottenimento delle certificazioni per il passaggio dalla categoria antincendio II alla V — saranno create le condizioni – ha sottolineato Sapinet – per l’operatività di aeromobili di maggiori dimensioni e per un rilancio dell’aviazione commerciale”.

5 risposte
Un aeroporto, per non essere in passivo, deve vedere transitare almeno un milione di passeggeri/anno. Ve li immaginate un milione di turisti che arrivano in volo su 5.000 aerei in un anno?
La Valle potrebbe essere il paradiso europeo del volo a vela e invece per le velleità di grandeur di qualche politico locale si sono spesi soldi che non rientreranno mai per un’opera inutile.
Caro Bertschy, l’unica cosa che riuscirete a far decollare saranno le attività commerciali.
Quale persona (qualche politico?) sarebbe pronto ad investire un po’ dei propri soldi su questa aerostazione e su questo aeroporto commerciale?
…i propri, non quelli pubblici, né!
E’ mai possibile che nessun di quelli che ha preso tali decisioni ne risponda?
Un inaudito spreco di soldi pubblici.
Per non parlare poi dell’eventuale inquinamento acustico e atmosferico che un aeroporto in funzione provocherebbe! Personalmente credo, e mi auguro, che non saranno molti i voli a venire.
Questa è l’opinione indignata di un cittadino deluso.