Rifiuti: le opposizioni di Fénis, Gressan, Jovençan e Quart chiedono trasparenza

I gruppi di minoranza dei quattro Consigli comunali parlano di "un grave problema di metodo e di trasparenza" per il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. E spiegano: "Questo assetto rischia di consolidare un sistema costoso, inefficiente e poco chiaro".
Raccolta rifiuti
Comuni

“I cittadini hanno diritto a un servizio efficiente, equo e sostenibile, ma anche a decisioni politiche trasparenti, responsabili e pienamente condivise, soprattutto quando incidono direttamente sulle tasche delle comunità locali per molti anni”.

A scriverlo, in una nota congiunta, sono i gruppi di opposizione dei Consigli comunali di Fénis, Gressan, Jovençan e Quart. Il tema che li lega è presto detto: la “forte preoccupazione per l’evoluzione del nuovo servizio di raccolta rifiuti nel subATO B, alla luce della variante contrattuale, che interviene in modo sostanziale su una concessione appena affidata e già profondamente modificata nei suoi presupposti operativi ed economici”.

Le minoranze evidenziano innanzitutto “un grave problema di metodo e di trasparenza”, dal momento che “la variante, che comporta un aumento contrattuale di 4 milioni 500mila euro” è stata portata alla loro attenzione “non attraverso una comunicazione formale ai Consigli comunali, ma solo a seguito della lettura di un provvedimento dirigenziale pubblicato sull’Albo pretorio digitale dell’Unité Mont-Émilius, peraltro redatto e approvato negli ultimi giorni dell’anno 2025”.

“Un atto di tale rilevanza, che incide su un servizio pubblico essenziale e sui costi a carico dei cittadini per molti anni, non può emergere in modo casuale e tardivo, senza un confronto preventivo e senza un passaggio politico-amministrativo chiaro nelle sedi democratiche competenti”, si legge ancora.

Non solo: “Nel merito, la variante conferma che il servizio, così come progettato, ha presentato criticità già in fase di avvio rendendo necessari correttivi immediati che comportano costi aggiuntivi strutturali, successivamente spalmati su tutti gli utenti – dicono ancora le opposizioni –. Questo dato smentisce la narrazione politica che ha per anni presentato il nuovo sistema di raccolta come uno strumento di risparmio economico”.

E aggiungono: “Non è inoltre definita in modo chiaro la scelta di suddividere il territorio in tre parti con conseguente modalità di raccolta diversa (porta a porta, PAP semintegrale e raccolta stradale) in quanto non sono previsti costi separati per le tre modalità di raccolta visto il carattere integrato dell’operatività del servizio. Tale modello ibrido, incompleto e disomogeneo, genera infatti disagi operativi e non garantisce quei risultati complessivi che tutti ci auspichiamo estendendo il porta a porta all’intero territorio”.

Il cahier de doléances non finisce qui: “A pochi mesi dall’avvio del servizio, si è infatti reso necessario procedere a estensioni del porta a porta, aumenti delle frequenze di raccolta, potenziamenti dei servizi stradali, sostituzioni e anticipazioni di investimenti infrastrutturali”, il tutto “a dimostrazione del fatto che l’impianto originario dell’appalto non era adeguatamente tarato sulle reali esigenze del territorio”.

Modifiche che, “richieste anche da alcuni Sindaci, comportano costi aggiuntivi strutturali che, seppur presentati come ‘contenuti’ verranno spalmati su tutti gli utenti e per l’intera durata pluriennale della concessione, con un impatto diretto sulle tariffe future”.

A tutto questo si aggiungono, poi, “criticità operative evidenti già segnalate da numerosi cittadini e documentate anche dalla stampa locale nei primi mesi di attivazione del servizio: punti di raccolta frequentemente sovraccarichi, contenitori non svuotati con regolarità, difficoltà nel conferimento, accumuli di rifiuti e situazioni di degrado in diverse aree del subATO B. Elementi che confermano come il servizio non abbia garantito, nella fase di avvio, standard adeguati di efficienza e continuità, generando disagi e malcontento diffuso”.

“È inoltre necessario chiarire che non ci troviamo di fronte a un vero porta a porta e cioè di un servizio a domicilio – scrivono ancora i gruppi di minoranza –. In numerose parti del territorio i cittadini devono infatti portare i mastelli in apposite postazioni predefinite che creano numerosi disagi soprattutto alle persone anziane. Questo assetto rischia di consolidare un sistema costoso, inefficiente e poco chiaro che non genera i benefici economici promessi e non raggiungerà, verosimilmente, i risultati ambientali sperati, nonostante il forte impegno economico chiesto ai cittadini”.

Una concessione, in fondo, c’è: “È corretto riconoscere che il nuovo metodo di raccolta potrà determinare, nel tempo, un miglioramento percentuale della qualità dei rifiuti raccolti e della differenziazione. Tuttavia, questo risultato non può essere perseguito scaricando integralmente i costi sulle famiglie e sulle imprese del territorio”.

Per questo, da un lato “le minoranze ritengono necessario aprire un confronto serio e trasparente per verificare la possibilità di individuare forme di intervento pubblico finalizzate a calmierare l’impatto economico del servizio, evitando che l’intero peso degli aggiustamenti ricada sugli utenti”, mentre dall’altro ritengono “indispensabile investire in campagne di comunicazione sempre più efficaci e continuative, capaci di migliorare il comportamento proattivo dei cittadini e di rendere il sistema più efficiente, riducendo sprechi, errori di conferimento e costi aggiuntivi”.

Infine, c’è tempo anche per qualche domanda rimasta nel sacco. O, per dirla con i gruppi di opposizione, “una questione politica centrale e non più rinviabile”. Ovvero: “Chi ha autorizzato politicamente queste modifiche sostanziali a una concessione appena assegnata? Perché i Consigli comunali non sono stati informati e coinvolti preventivamente? Chi si assume la responsabilità delle conseguenze economiche e operative che ricadranno su famiglie e attività economiche?”.

Domande che aspettano risposta, mentre le minoranze consiliari di Fénis, Gressan, Jovençan e Quart annunciano che – congiuntamente – “vigileranno con la massima attenzione sull’evoluzione del servizio, sull’andamento dei costi, sull’impatto tariffario e sulla qualità effettiva delle prestazioni rese, affinché le criticità emerse nei primi mesi non diventino il presupposto per ulteriori aumenti futuri, né per la normalizzazione di disservizi”.

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