Che la tenuta della neve e la scelta dei materiali avrebbero fatto la differenza era chiaro fin dal mattino, così come era abbastanza prevedibile chi sarebbero stati gli atleti da battere. Nella sprint in tecnica classica delle Olimpiadi di Milano-Cortina non sono mancate le sorprese e le emozioni, con l’Italia al maschile e al femminile che ha brillato ma si è dovuta fermare alle porte della finale. Un solo secondo ha separato l’accesso alla lotta per le medaglie di Federico Pellegrino, e anche Federica Cassol si è giocata al meglio le sue carte.
I prevedibili atleti da battere, dicevamo. Al femminile tripletta micidiale per la Svezia, con l’oro olimpico andato a Svahn, l’argento a Sundling e il bronzo a Dahlqvist. Spaventoso il dominio di Klaebo, ma sorprende l’argento dello statunitense Ogden, che precede l’altro norvegese Vike.
Fin da subito si sapeva che la batteria dei quarti di finale di Pellegrino fosse difficile. Il valdostano ha sempre tenuto bene nel gruppo di testa poi, una volta partita la fuga di Ogden, la gara si è fatta tra Chicco, Vuorinen e Myhlback, con lo svedese autore di una portentosa rimonta che ha costretto il due volte argento olimpico a sperare nel ripescaggio come lucky loser. Alla fine la scelta iniziale della batteria del capitano azzurro si è rivelata azzeccata, ed il suo 3’28”77 è stato il miglior tempo degli esclusi, facendolo accedere nella seconda semifinale, più accessibile, con Vike, Grahn, Tuz, Daprà e Schoonmaker. Qui però, come per gli altri italiani, i materiali non hanno dato più la sicurezza di prima, e Chicco si è trovato a lungo a inseguire. Con Tuz e Vike imprendibili, la speranza per Chicco era il ripescaggio, che è sfumato per un solo secondo (3’42”42 contro i 3’41”48 di Valnes), facendogli chiudere 7° la sua ultima sprint olimpica. Con il solo Barp fuori ai quarti, neanche Mocellini e Daprà sono riusciti ad accedere in finale, finendo rispettivamente 11° e 12°.
Prestazione stratosferica per Cassol nei quarti di finale, che non si è fatta intimorire dal ritmo forsennato tenuto subito da Diggins. La 25enne di Sarre non ha mai perso terreno e nell’ultima salita, fuori dal binario, ha stretto i denti scollinando per terza, sfruttando poi gli ottimi materiali nella discesa e gettando il cuore oltre l’ostacolo nel rettilineo finale, dove è andata a riprendersi il secondo posto decisivo per il passaggio del turno alle spalle di Dahlqvist. In semifinale la fatica si fa sentire ed i materiali, ottimi nei quarti, non sono altrettanto performanti con la neve appesantita, e Cassol rimane staccatissima, chiudendo sesta della batteria e 11ª in classifica, dando comunque ottimi segnali in vista della team sprint. Fuori in semifinale di pochissimo anche Caterina Ganz, 9ª, mentre non avevano superato i quarti Iris De Martin Pinter (18ª) e Nicole Monsorno (22ª).
Olimpiadi, Pellegrino e Cassol si qualificano per la sprint
h. 10.36
Tutto confermato nelle qualifiche della sprint in tecnica classica delle Olimpiadi di Milano-Cortina: Klaebo è l’uomo da battere, la Svezia la nazione che sogna di monopolizzare il podio femminile. Buoni segnali dall’Italia, che qualifica tutti e otto i suoi atleti.
Sarà una sprint dura, sopra i tre minuti (Klaebo ci ha messo 3’07”37), e molto dipenderà da come la neve terrà nelle prossime ore: se dovesse uscire il sole (i quarti di finale iniziano alle 11.45) il fondo sarà ancora più pesante e questo influirebbe molto.
Federico Pellegrino è riuscito a chiudere al 15° posto a 8”74 dal norvegese, poi gli azzurri piazzano Simone Mocellini, 17° nonostante un bastone rotto, Simone Daprà, 23°, ed Elia Barp, 26°. Al via c’era anche Mark Chanloung, che ha finito al 69° posto in 3’35”71. Scelta un po’ a sorpresa per Pellegrino, che si è inserito nella parte alta del tabellone in seconda batteria con Ogden (secondo tempo in qualifica), Myhlback, Liekari, Schely e Vuorinen. Certo è che se si dovesse passare il turno, la semifinale sarà ancora più proibitiva, con la prima batteria composta da Klaebo, Chappaz, Anger, Valnes, Barp e Haeggstroem.
Brilla l’Italia femminile, con quattro atlete qualificate di cui tre in top ten. Tra loro c’è Federica Cassol, che ha chiuso al 9° posto staccata di 6”27 da Linn Svahn, che a sua volta ha preceduto le connazionali Sundling e Hagstroem. Buone qualifiche anche per Nicole Monsorno 6ª, Caterina Ganz 8ª e Iris De Martin Pinter, 19ª. Cassol ha scelto la parte bassa del tabellone nella quarta batteria, insieme a Dahlqvist, Kahara, Diggins, Janatova e Bucher.
Le gare sono trasmesse in diretta su Rai ed Eurosport, sul sito Fis il crono live.
