Facendola un po’ facile, verrebbe da dire che “il quarto vien da sé”. Lo scorso 26 gennaio, infatti, è stata costituita ad Aosta la associazione DemocraziaViva. Un’associazione che – si legge in una nota – “non è finanziata né indirizzata da strutture partitiche e fa parte della rete nazionale dei Comitati Civici per un giusto Sì”.
Un nuovo Comitato per il “sì” al referendum sulla riforma della giustizia del governo Meloni che si aggiunge agli altri tre già annunciati: il Comitato per il Sì, il Comitato Sì Riforma ed il Comitato dei Cittadini Indipendenti per il Sì al Referendum costituzionale.
Soci fondatori di DemocraziaViva sono il medico e già dirigente della Direzione generale Welfare della Lombardia e del Ministero della Salute Michele Tringali assieme a Paolo Bonino, già responsabile della Geriatria nell’Usl della Valle d’Aosta, il funzionario amministrativo regionale Roberto Bonturi e la psichiatra Giuliana Mina.
Il primo appuntamento, una “conferenza pubblica a sostegno delle ragioni di un Sì consapevole e informato” è in programma martedì 3 marzo alle 17.30 nella sala convegni dell’hotel Duca d’Aosta di piazza Narbonne, nel capoluogo.
I relatori invitati sono il dottor Antonio Rinaudo, magistrato in quiescenza, già pm della Procura di Torino, con 41 anni di esperienza in materia di antimafia, antiterrorismo e direzione della polizia giudiziaria specializzata, tra i fondatori del comitato “Cittadini per il sì” al referendum; e la dottoressa Beatrice Rinaudo, avvocata del Foro di Torino.
“L’esperienza cattolica e la tradizione liberale sono le sorgenti inesauribili del nostro pensiero e alimentano la nostra azione per il bene comune – spiega una nota –. Siamo convinti che la grande tradizione autonomista valdostana possa contribuire ad una Europa più federalista e sussidiaria, libera e forte, non asservita a narcisismi di potere né a tentazioni sovraniste e autocratiche”.
Sul proprio sito web, l’associazione DemocraziaViva ha messo a disposizione “un dossier completo sulla riforma costituzionale della giustizia e sulle obiezioni spiegate punto per punto in modo semplice”, dicono ancora.

2 risposte
Anche il Piano eversivo di Licio Gelli aveva il termine democratico nella sua denominazione: Piano di rinascita democratica appunto, e aveva obiettivi antitetici alla democrazia e alla Nostra Costituzione nata all’indomani del fascismo. Nel piano di Licio gelli il piduista eversivo e stragista, p2 di cui faceva parte anche Berlusconi tessera n. 1816, vi era esattamente tale legge che il governo postfascista meloniano vuole approvare, per farci tornare al ventennio dove il Regime fascista controllava in toto la magistratura.
NO, grazie.
Ma perché, visto che ci sono tanti avvocati che obbiettano “punto per punto”, non mettono il punto 7 del documento delle Camere Penali Italiane contro l’allora Riforma del Ministro Giustizia Bonafede?
No problem!
Lo metto io:
“Quanto alle norme che riformano alcune parti dell’ordinamento giudiziario, esse sono un fuori sacco inserito dal Ministro senza mai averci nemmeno consultato. Su di esse ci limitiamo ad osservare che la riforma dell’ordinamento giudiziario non si improvvisa con qualche norma-spot, meno che mai introducendo il sorteggio per la elezione dei membri del CSM, una autentica umiliazione delle regole democratiche e dei principi costituzionali sull’elettorato attivo e passivo”