“Creare una rete stabile per sostenere il territorio, assicurando maggiore attenzione alle persone, un coordinamento più efficace tra le istituzioni e favorendo una maggiore consapevolezza e partecipazione dei cittadini”.
Questi i presupposti di un nuovo accordo istituzionale che punta a rafforzare il lavoro dei servizi sociali nel quartiere Cogne. Il Comune di Aosta, tramite l’Assessorato alle Politiche sociali e Presidi di comunità, ha infatti approvato una delibera che sancisce un Protocollo di intesa triennale con la Regione e l’Azienda regionale per l’edilizia residenziale (Arer).
L’accordo – spiega una nota da piazza Chanoux – definisce ruoli, impegni e modalità di collaborazione tra gli enti per “supportare gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, prevenire il disagio abitativo e promuovere una migliore convivenza nei quartieri”.
Attraverso il Protocollo – dice ancora il Comune –, le politiche abitative ed i servizi sociali vengono messi in rete “creando un sistema coordinato di segnalazioni e interventi per intercettare precocemente situazioni di fragilità, difficoltà economiche o conflitti condominiali”.
Il tutto, per “evitare che piccoli problemi diventino emergenze, aiutando le famiglie a mantenere l’alloggio e a vivere meglio la dimensione di comunità”.
Per i residenti del quartiere Cogne, questo si traduce in una presenza più forte sul territorio. “Il servizio di portierato sociale, attivo dal 2021 e ora esteso all’intera area, rappresenta un punto di riferimento stabile per ascolto, orientamento ai servizi, supporto nelle pratiche amministrative e mediazione nei conflitti di vicinato, presso la sede di place Soldats de la Neige – spiegano sempre dal Comune –. Accanto al portierato operano il Servizio di Prossimità comunale e il Punto Unico di Accesso, che facilitano l’accesso ai servizi sociali e sociosanitari, rafforzando la presa in carico delle situazioni più delicate”.
Con questo Protocollo, l’Amministrazione “intende creare una rete stabile per sostenere il territorio, assicurando maggiore attenzione alle persone, un coordinamento più efficace tra le istituzioni e favorendo una maggiore consapevolezza e partecipazione dei cittadini. Si tratta di un passo concreto per trasformare la riqualificazione urbana in un vero percorso di crescita sociale condivisa”, chiude la nota.
