Turismo e servizi trainano le assunzioni, ma in Valle d’Aosta oltre un posto su due è difficile da coprire

Oltre 3.100 quelle previste tra febbraio e aprile 2026. Circa il 79% delle entrate riguarda contratti a tempo determinato o altre formule con durata predefinita.
Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Economia

Turismo e servizi si preparano alla prossima stagione con una nuova ondata di assunzioni: in Valle d’Aosta sono oltre 3.100 quelle previste tra febbraio e aprile 2026. Ma anche quest’anno la domanda di lavoro supera l’offerta: più del 55% delle entrate programmate dalle imprese valdostane è infatti considerato di difficile reperimento, soprattutto per la mancanza di candidati disponibili o per una preparazione non del tutto in linea con le competenze richieste.

A fotografare il mercato del lavoro sono i dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che analizza periodicamente i fabbisogni occupazionali delle imprese.

Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Nel mese di febbraio 2026 le imprese valdostane prevedono circa 1.140 nuove entrate di lavoratori; nel periodo febbraio-aprile le opportunità complessive salgono a circa 3.140.
Dati in crescita. Le entrate previste aumentano di circa 240 unità rispetto a febbraio 2025, mentre nel trimestre la crescita è di circa 390 unità.

La quota maggiore delle assunzioni si concentra nei servizi, con 770 ingressi previsti a febbraio. In particolare, i servizi di alloggio, ristorazione e turismo assorbono da soli circa 410 assunzioni programmate. Seguono l’industria, con circa 290 entrate previste, e il settore primario, con circa 80 opportunità di lavoro.

La domanda delle imprese valdostane si concentra soprattutto nelle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, che rappresentano oltre il 40% delle entrate previste. Seguono operai specializzati e conduttori di impianti e macchinari, con circa il 29% delle entrate, mentre le professioni non qualificate si attestano attorno al 16%. Più contenuta la quota relativa a dirigenti, professioni intellettuali e tecniche, che nel complesso rappresentano circa il 10% delle assunzioni programmate.

Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Circa il 28% delle entrate previste riguarda lavoratori con meno di 30 anni. Allo stesso tempo emerge un forte fabbisogno di esperienza professionale: per circa il 70% delle posizioni è richiesta un’esperienza specifica nella professione o nello stesso settore. Sul fronte dei titoli di studio, la quota più consistente delle assunzioni riguarda candidati con qualifica o diploma professionale, pari a circa il 48% del totale. Seguono i diplomati di scuola secondaria, con circa il 19%, mentre ai laureati è destinato circa il 7% delle entrate previste.

Dal punto di vista contrattuale prevalgono le forme di lavoro a termine: circa il 79% delle entrate previste riguarda contratti a tempo determinato o altre formule con durata predefinita. Solo il 21% delle assunzioni sarà stabile, con contratto a tempo indeterminato o apprendistato. Il mercato del lavoro regionale continua inoltre a essere fortemente caratterizzato dal peso delle piccole imprese: circa tre quarti delle entrate previste si concentrano infatti nelle aziende con meno di 50 dipendenti.

“I dati del Sistema informativo Excelsior – sottolinea il presidente della Chambre valdôtaine, Roberto Sapia – confermano come il nostro tessuto economico esprima una domanda di lavoro dinamica, sostenuta in particolare dal settore dei servizi e dal turismo. Allo stesso tempo emerge con chiarezza una criticità ormai strutturale, rappresentata dalla crescente difficoltà delle imprese nel reperire alcune figure professionali. Per questo motivo diventa sempre più strategico rafforzare il collegamento tra sistema formativo e sistema produttivo, orientando i percorsi di istruzione e formazione verso le competenze realmente richieste dal mercato del lavoro. Ridurre il divario tra domanda e offerta di competenze significa sostenere la competitività delle imprese e offrire maggiori opportunità occupazionali alle persone”.

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