Per le imprese valdostane, la proiezione per il terzo trimestre 2026 significa “un lieve miglioramento dei principali indicatori economici”, mentre “si conferma la solidità e la tenuta degli investimenti”. Buone notizie. Ad ora, l’incertezza della situazione geopolitica – in Iran su tutto, come già si diceva ad aprile – non fa propriamente dormire tra due guanciali. Ma ordini, export e produzione non hanno rallentato.
È quanto emerge dall’indagine previsionale di Confindustria Valle d’Aosta, per le cui rilevazioni previsionali è stato intervistato un campione delle oltre 300 imprese a lei associate.
O, per dirla con il presidente dell’associazione valdostana Francesco Turcato, “in un contesto così complesso a livello geopolitico, gli imprenditori valdostani continuano a credere nelle proprie aziende, immettendo risorse per innovare processi e prodotti e mantenendo stabili i livelli occupazionali. In pochi mesi abbiamo saputo reagire. A tendere, questa è una premessa fondamentale per guardare anche al 2027 con moderato ottimismo”.
“Non mancano però le sfide, a cominciare dal costo dell’energia e dall’inevitabile riforma dei meccanismi che oggi ne compongono il prezzo, a cominciare dagli Ets – aggiunge il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta –. Va poi ribadita la centralità della manifattura nella cultura anche politica, in Europa come in Italia. L’intero sistema di Confindustria è impegnato in un pressing costante sia sul Governo che in Europa, così come facciamo e continueremo a fare noi nel nostro territorio”.
I dati dell’indagine
Nel dettaglio, i dati nel dell’indagine di Confindustria mostrano un miglioramento del dato sulla produzione con il saldo ottimisti-pessimisti che sale a +22,92 per cento rispetto al +15,91 per cento del secondo trimestre.
Il dato sui nuovi ordinativi registra un lieve miglioramento del saldo (+19,15 per cento) rispetto ai tre mesi precedente (+9,09 per cento). Nell’insieme, la maggior parte delle aziende (circa il 60 per cento) dichiara un andamento costante dell’export, mentre il 30 per cento circa dichiara che l’esportazione è in aumento.
Dato che facendo salire, per questo trimestre, il saldo ottimisti/pessimisti che fa segnare un +18,75 per cento. Aumento significativo, a dire poco, rispetto al trimestre precedente quando il dato era zero.
Diminuiscono le aziende che possiedono un carnet ordini sufficiente per meno di un mese (dal 34,29 al 18,42 per cento). Il 52,63 per cento dichiara ordinativi sufficienti per un periodo da 1 a 3 mesi. Scendono, infine, gli ordini con visibilità oltre i tre mesi (28,95 per cento).
Le aziende dichiarano poi un andamento costante rispetto al trimestre precedente sia sugli investimenti per ampliamenti (da +34,21 ad un 36,11 per cento) sia sugli investimenti per sostituzioni (da +34,21 a 30,56 per cento).
Il settore manifatturiero fa rilevare invece una crescita negli investimenti per ampliamenti (da +38,89 a +50 per cento), mentre diminuisce il tasso di utilizzo impianti dove si rileva un +70,95 per cento (rispetto al +75,15 del trimestre precedente).
Le previsioni occupazionali del terzo trimestre registrano un saldo ottimisti-pessimisti del +10,20 per cento, in calo rispetto all’ottimismo dei tre mesi precedente che registrava un +14,58 per cento. Si mantiene buono il dato relativo alla Cassa Integrazione Guadagni, con tutte le aziende partecipanti all’indagine che rispondono che non vi faranno ricorso. La media complessiva dei tempi di pagamento è di 58 giorni e di 56 giorni per la Pubblica amministrazione. Migliora il dato sui tempi di incasso, dove il 29 per cento rileva un ritardo negli incassi rispetto al 41 per cento del trimestre precedente.
Un focus sulle aziende edili
In sostanza, una nota che il campione delle aziende edili aderenti a Confindustria Valle d’Aosta rileva “una sostanziale tenuta dei principali indicatori economici per questo terzo trimestre 2026. Il saldo ottimisti-pessimisti sulle previsioni occupazionali subisce una diminuzione allo 0 per cento rispetto al +11,11 per cento del trimestre precedente”.
Le attese sulla produzione sono in aumento: “Il saldo ottimisti-pessimisti si attesta su di uno 0 per cento rispetto al -12,50 per cento del trimestre precedente”, mentre è “in calo il dato relativo alle nuove commesse che scende ad un saldo del-16,67 per cento rispetto al +14,29 del trimestre precedente”.
Scendono anche gli investimenti, che vedono passare dal 25 per cento al 16 per cento le aziende che dichiarano investimenti per ampliamenti e dal 25 per cento allo 0 quelle che dichiarano investimenti per sostituzioni.
Stabile il dato sul tasso di utilizzo degli impianti, che si attesta ad un +65 per cento. Costante, invece, la media complessiva dei tempi di pagamento a 50 giorni e a 45 giorni per la Pubblica amministrazione, invece dei 58 e 41 giorni – rispettivamente – del trimestre precedente.
Sostanzialmente, infine, stabile il dato sull’andamento degli incassi. In questo campo, il 14,29 per cento delle aziende dichiara un ritardo nei tempi di pagamento rispetto al 12,50 per cento del trimestre precedente.
