Ultime sciate e prenotazioni solide: si annuncia una Pasqua positiva per la Valle d’Aosta

Se a livello nazionale si registrano disdette sul turismo ExtraUe, la Valle d'Aosta con un mercato legato soprattutto al turismo di prossimità e a quello del Nord Europa guarda con fiducia alla Pasqua e alla fine della stagione invernale.
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Turismo

Se a livello nazionale è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, dalla pagine di La Stampa a mettere in guardia dalle possibili ripercussioni della guerra in Medio Oriente sul turismo pasquale, in Valle d’Aosta il quadro appare al momento più rassicurante. Qui, infatti, il mercato è legato soprattutto al turismo di prossimità e a quello del Nord Europa, con una forte presenza di clientela britannica, e non si registrano segnali di allarme significativi.

A fare il punto è Luigi Fosson, presidente dell’Adava: “Non prevediamo grosse ripercussioni per il momento”. Le prospettive per Pasqua sono positive, soprattutto per Cervinia, dove grazie alle ultime abbondanti nevicate sarà ancora possibile sciare fino a maggio in ottime condizioni. Anche nelle altre stazioni, sottolinea, la stagione – la maggior parte dei comprensori si fermerà a metà aprile –  potrebbe chiudersi in modo soddisfacente.

Un elemento rassicurante è rappresentato dalla tipologia di clientela: “La maggior parte dei turisti è straniera e ha già acquistato da tempo i biglietti, pagando anche alloggi e camere”, spiega Fosson. Questo limita il rischio di disdette dell’ultimo minuto, a differenza di quanto si sta osservando in altre destinazioni italiane, in particolare a Roma, dove il mercato americano risulta più sensibile all’incertezza internazionale. “Gli americani vanno sempre in giro a fare le guerre e poi hanno paura di uscire di casa, perché temono ripercussioni. Ho avuto modo di sentire i colleghi a Roma e per loro la preoccupazione è maggiore, noi non abbiamo una presenza tale di turisti statunitensi da registrare cancellazioni significative”, aggiunge.

Il cuore del turismo invernale valdostano resta il Nord Europa, affiancato dalla clientela di prossimità. Inglesi, belgi e olandesi, in particolare, continuano a rappresentare una quota importante: si tratta di viaggiatori che pianificano con anticipo.

Al momento non si segnalano cancellazioni. Qualche lieve flessione potrebbe interessare il fondovalle, ma nel complesso l’attrattività di Aosta, garantisce, secondo Fosson, una buona tenuta delle presenze.

Le aspettative per il periodo pasquale restano dunque positive. E il calendario quest’anno gioca a favore: cadendo abbastanza presto (Nda domenica 5 aprile), la festività potrebbe incentivare anche gli italiani a concedersi un’ultima sciata, diversamente da quando Pasqua si colloca più avanti nel mese di aprile, periodo in cui cresce la voglia di mare. Attesa anche per il contributo dei proprietari di seconde case, che potrebbero scegliere la montagna per il ponte festivo.

Il bilancio complessivo della stagione invernale è giudicato decisamente positivo. “Abbiamo avuto un buon dicembre, favorito anche dall’anticipo delle vacanze natalizie di alcuni giorni, un ottimo gennaio e un febbraio in linea con le aspettative”, evidenzia Fosson. Marzo, invece, è stato condizionato dal calendario del Carnevale: lo scorso anno cadeva a inizio mese, mentre quest’anno si è concentrato a febbraio, generando una particolare concentrazione di flussi turistici. “Una sorta di tempesta perfetta”, con la contemporanea presenza di svedesi, inglesi e italiani, “congiunture che ogni tanto si verificano”.

Nel complesso, le sensazioni restano più che positive: “Riteniamo ci sia stato un ulteriore aumento rispetto allo scorso anno. È stato un inverno molto buono”.

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