“On the Other Side”, nuovo album e prova di maturità per gli Space Traffic

Nove brani inediti nel nuovo album del gruppo valdostano. Si esibiranno dal vivo alla Festa dell'Onda in programma il 4 e 5 aprile in Via Tourneuve.
Space Traffic
Cultura

Gli Space Traffic tornano a farsi sentire con un nuovo progetto che segna un ulteriore passo nel loro percorso sonoro, un lavoro che affonda le radici nella dimensione più autentica e immersiva della musica e che sembra nascere per essere più vissuto che semplicemente ascoltato: “On the Other Side” è infatti un album concepito come un flusso continuo, una struttura circolare che si apre con un’introduzione e si sviluppa attraverso nove brani inediti capaci di rincorrersi all’infinito, come se l’ascoltatore fosse invitato ad attraversare una soglia invisibile per poi ritrovarsi, senza soluzione di continuità, di nuovo al punto di partenza.

Dopo l’esperienza del ritorno della band sulle scene e la spinta creativa riaccesa anche grazie all’energia di Lady Bubblegum, il gruppo sembra oggi aver trovato una nuova maturità espressiva, scegliendo una direzione precisa e allo stesso tempo aperta, quasi cosmica, dove il concetto stesso di album si trasforma in viaggio.

Space Traffic
Space Traffic

Il disco è stato registrato interamente dal vivo negli home studio di Mike Picciurro, ingegnere del suono e “quarto space” del progetto, una scelta che restituisce un suono caldo, organico, privo di sovrastrutture e capace di mantenere intatta l’energia dell’esecuzione, come se ogni traccia fosse un frammento di un’unica lunga sessione.

A rendere ancora più distintivo il lavoro è l’accordatura a 432 Hz, una frequenza che, secondo molti musicisti, favorisce un ascolto più naturale e profondo, quasi in risonanza con le vibrazioni dell’universo, contribuendo a creare un’atmosfera avvolgente che accompagna l’ascoltatore lungo tutto il percorso sonoro. “On the Other Side” si muove così tra rock psichedelico e space rock, richiamando suggestioni che guardano tanto alla tradizione quanto alla sperimentazione, ma senza mai perdere una propria identità, costruita proprio sull’idea di continuità e immersione totale: non un insieme di canzoni separate, ma un unico organismo sonoro che respira, si espande e si richiude su sé stesso.

È un invito a lasciarsi andare, a non interrompere l’ascolto, a entrare in quel loop evocato fin dal titolo e dalla sua immagine simbolica, quella porta da attraversare senza sapere esattamente cosa ci sia dall’altra parte, se non la promessa di un’esperienza che, proprio come il disco, non ha un vero inizio né una fine.

Il primo appuntamento per sentirli dal vivo sarà la Festa dell’Onda in programma il 4 e 5 aprile in Via Tourneuve.

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