“I figli di tutti noi”, un podcast racconta la tragedia di Crans-Montana

Attraverso testimonianze e audio originali, Benoît Girod, giornalista dell’Ansa, ripercorre quella notte di Capodanno che ha stravolto la vita di decine di famiglie e segnato per sempre la località sciistica svizzera.
Incendio Crans Montana
Società

Dove è mio figlio?” urla una donna in preda alla disperazione. La voce è quella di una madre che ha da poco perso il figlio diciottenne nell’incendio del bar Le Constellation. Inizia così “I figli di tutti noi. Crans-Montana, una tragedia evitabile” il podcast dell’agenzia Ansa curato dal giornalista valdostano Benoît Girod che ricostruisce quella tragica notte del 1° gennaio 2026.

Che cosa è accaduto in quei minuti, forse in quei pochi secondi, che hanno spezzato decine di vite e segnato per sempre la località sciistica svizzera? Nel podcast, Girod ripercorre quella che è stata da tanti definita come una “tragedia evitabile”, tornando sulla strage di Capodanno che ha causato 41 morti e 115 feriti, alcuni in modo molto grave. In una puntata di circa mezz’ora, il giornalista ricostruisce quanto accaduto nel locale alpino, frequentato soprattutto da adolescenti, attraverso interviste realizzate sul campo dall’Ansa, audio raccolti nei giorni successivi alla tragedia e registrazioni delle chiamate contenute nel fascicolo sul caso.

Girod racconta lo smarrimento iniziale, una volta arrivato lì poche ore dopo il rogo, poi la paura nell’aria, il terrore delle famiglie nel non sapere dove erano i propri figli, né se erano ancora vivi. “È stata un’esperienza molto toccante – racconta -. Si avvertiva l’intensità della sofferenza e del dolore delle famiglie che non sapevano che fine avessero fatto i loro cari. Sicuramente è stata anche un’esperienza molto complessa: si sono aperti diversi aspetti giudiziari ed è forse una delle più complicate vicende degli ultimi anni”.

La tragedia ha occupato per settimane le prime pagine dei giornali e ancora oggi restano molte domande aperte, mentre si continua a cercare di fare luce sulle responsabilità di quella notte. Al di là delle questioni giudiziarie e dei tanti dubbi ancora irrisolti, restano però le persone: quelle che non ci sono più e quelle che devono continuare a vivere dopo ciò che è accaduto. “Questa è una storia che è diventata tante cose – spiega Girod – una vicenda giudiziaria, una questione politica e diplomatica. Ha molti volti, ma non bisogna dimenticare che riguarda innanzitutto molte persone, la stragrande maggioranza, giovani e adolescenti”. Da qui nasce anche il titolo del podcast: “I motivi per cui questa tragedia ha toccato molto, in Italia, ma anche nel mondo, soprattutto nei primi giorni, è che quei ragazzi potevano essere un po’ tutti figli nostri“.

Il podcast è disponibile sul sito dell’Ansa e sulle principali piattaforme di ascolto.

Una risposta

  1. Trovo l’inziativa legittima ma di cattivo gusto, le indagini sono in corso e tante famiglie stanno soffrendo. Sarebbe più giusto fare passare del tempo prima di fare audience.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte