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Il Prix Willien 2025 al dizionario del patois di Gaby

Ditsiounèri de la moda dou Gòbi di Etty De La Pierre e Paola Alberta Lazier è un dizionario patois-italiano/italiano-patois che preserva la memoria del patois di Gaby,
Cultura

Va a Ditsiounèri de la moda dou Gòbi (Tipografia Duc) di Etty De La Pierre e Paola Alberta Lazier  la XXX edizione del Prix littéraire René Willien. Il dizionario patois-italiano/italiano-patois preserva, come spiega la motivazione della giuria, la memoria del patois di Gaby, enclave francoprovenzale nel contesto walser, contribuendo a salvaguardare una lingua oggi minacciata di estinzione.

Il Prix littéraire René Willien, dedicato alle opere che raccontano la realtà valdostana e che contengono almeno una parte in francese o francoprovenzale, si è chiuso ieri con la consegna dei premi da parte del presidente della Regione Renzo Testolin, dell’Assessore alla Cultura Erik Lavevaz e di Roberto e Renato Willien del Centre culturel René Willien.

Il secondo premio di quest’anno è andato a Au mois de Marie. Canti mariani in Valle d’Aosta (Tipografia Duc) di Carlo A. Rossi, Mauro Balma e Cesare Charruaz, un lavoro di ricerca che valorizza il patrimonio immateriale del canto devozionale, testimonianza di identità e condivisione comunitaria.

Il terzo premio ex aequo ha visto la vittoria di due opere: Notre Histoire, la Vallée d’Aoste du Néolithique à l’an Deux mille – La nostra Storia, la Valle d’Aosta dal Neolitico al Duemila (Tipografia Duc) di Joseph-Gabriel Rivolin, sintesi chiara e aggiornata della storia regionale, e Valle santa patria carnale. Fisica e metafisica del regionalismo valdostano (Le Château) di Andrea Désandré, interpretazione originale del contesto culturale e politico valdostano dal periodo post-unitario all’epoca post-bellica.

Infine, una menzione speciale è stata attribuita a Valle d’Aosta. Borghi, boschi e castelli lungo il Cammino Balteo (Poetica del territorio) di Maria Vassallo ed Enrico Formica, per il contributo alla valorizzazione del territorio e del suo patrimonio storico-culturale.

Una risposta

  1. La “serietà” della politica valdostana evince da questo premio.
    LucianoiCaveri introdusse nello Statuto regionale la balla secondo cui in tre comuni della valle del Lys (Issime e le due Gressoney) si parlerebbe tedesco.
    Gli feci presente la bugia e lui ammise la frottola dicendo che localmente ci sarebbero due dialetti con influssi tedeschi, ma sono altra cosa dal tedesco e sono carbonari e molti residenti manco ne conoscono il nome.
    Feci presente la stranezza di Gaby posta nel mezzo di tre comuni falsamente germanofoni ma non linguisticamente contaminato da loro.
    L’Unione Valdostana allora inserìì Gaby tra i comuni di lingua tedesca.
    Ora si inventa Gaby come isola similfrancofona per il patois.
    Ergo, Gaby con 501 residenti contemporaneanmente:
    — è comune di lingua tedesca;
    — è anche bisex perchè anche similfrancofona;
    — è imposto lo studio del francese nelle scuole di altri comuni ove gli studenti di Gaby vanno, mancando localmente scuole per le dimensioni micro del comune:
    — tutti parlano taliano.
    Questo è il carnevale pseudolinguistico valdostano che imperversa 365 giorni l’anno.

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