Da marzo 2026 è attivo, sul territorio regionale, il Centro per uomini autori di violenza (Cuav). A comunicarlo l’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali.
Il Cuav – si legge in una nota – è un servizio specialistico rivolto agli uomini autori di violenza domestica e di genere che ha come obiettivo la presa di consapevolezza delle condotte violente, la responsabilizzazione individuale e la prevenzione della recidiva attraverso percorsi strutturati di valutazione, trattamento e monitoraggio. Il Centro, con sede a Donnas, “opera in stretta integrazione con la rete territoriale e istituzionale, secondo quanto previsto dai protocolli sottoscritti”, spiegano ancora dalla Regione.
“La priorità resta garantire il supporto e i diritti delle vittime di violenza domestica e di genere – dice l’assessore alla Sanità Carlo Marzi –. Il Cuav, in questo senso, rappresenta uno strumento importante che si incasella nel più ampio sistema regionale di contrasto alla violenza di genere. In questi anni abbiamo costruito un modello integrato che mette in relazione prevenzione, tutela delle vittime e responsabilizzazione degli autori, a partire dalla formazione iniziata nel 2023, proseguendo con la progettazione e la successiva presa in carico degli uomini maltrattanti, sino ad arrivare a oggi con la concretizzazione di questo servizio che è stato pensato e declinato sulle esigenze del nostro territorio”.
“Nel mese di marzo, infatti, ci sono già state sei persone prese in carico dal Cuav, indicatore del fatto che il servizio risulti rispondente ad un’esigenza anche della nostra regione – aggiunge Marzi –. Alla presenza delle figure istituzionali presenti oggi del Tribunale, della Questura, dell’Azienda Usl, delle organizzazioni specializzate in sostegno alle vittime, delle realtà sociali e dei numerosi professionisti coinvolti, desidero ringraziare tutti per il proficuo e sinergico lavoro svolto che ci ha consentito, tra l’altro, di mettere a fattor comune procedure condivise, attuate in stretto coordinamento, volte a rafforzare ancora di più l’impegno che come Assessorato continuiamo a portare avanti su questo tema”.
L’attivazione del Centro si inserisce nel quadro normativo nazionale, in particolare nelle misure previste dal “Codice Rosso”, e si affianca agli strumenti già esistenti, come gli ammonimenti del Questore e le misure disposte dall’autorità giudiziaria.
Il Cuav “rappresenta il risultato di un lavoro di rete sviluppato in particolare negli ultimi quattro mesi, che ha portato alla costruzione di un sistema strutturato basato su tre protocolli tra loro integrati – si legge ancora nella nota –. Il primo definisce il sistema istituzionale integrato tra Regione, Tribunale, Procura, Uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna, Azienda Usl, Cuav e Centro antiviolenza, regolando la valutazione dei percorsi, il monitoraggio degli esiti e la comunicazione delle eventuali violazioni degli obblighi stabiliti dall’autorità giudiziaria”.
Il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Aosta Manlio D’Ambrosi ha evidenziato come “nei procedimenti per violenza domestica e di genere, in particolare nei cosiddetti codici rossi, è fondamentale poter contare su percorsi strutturati e verificabili. Il sistema costruito consente non solo l’invio ai percorsi, ma anche il monitoraggio degli esiti e la segnalazione di eventuali inadempienze, rafforzando l’efficacia delle misure giudiziarie”.
“Il Cuav consente l’effettiva attuazione delle disposizioni impartite dall’autorità giudiziaria, in particolare nei casi in cui la frequenza dei percorsi trattamentali è prevista quale obbligo connesso alla sospensione della pena”, aggiunge la funzionaria giudiziaria di Presidenza del Tribunale di Aosta, Maria Pia Maiuri.
Il secondo è il protocollo operativo tra Uiepe e Cuav, che disciplina in modo puntuale le modalità di accesso ai percorsi, la presa in carico e il monitoraggio dei casi, sia su invio dell’autorità giudiziaria sia su base volontaria.
Il direttore dell’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, Antonella Giordano, ha sottolineato: “L’attività del Cuav si inserisce nei programmi di trattamento seguiti dall’Uiepe principalmente nei casi di sospensione condizionale della pena, di esecuzione penale esterna e messa alla prova. Il ruolo dei nostri Uffici è verificare l’effettiva partecipazione ai percorsi e monitorarne l’andamento, trasmettendo all’autorità giudiziaria eventuali violazioni o esiti del percorso, in coerenza con quanto previsto dalla normativa”.
All’interno del sistema è previsto anche un raccordo strutturato con i servizi sanitari per garantire una presa in carico integrata nei casi più complessi. La direttrice del Dipartimento strutturale di Area territoriale, già direttrice del Distretto 2 dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, Hélène Imperial ha evidenziato: “Il protocollo prevede un raccordo con il Centro di Salute Mentale, il Ser.D. e l’ambulatorio Ptv (prevenzione e trattamento violenza del SSD Psicologia). Questo consente di integrare il percorso trattamentale con eventuali prese in carico cliniche, nei casi in cui emergano condizioni di disagio psichico, dipendenze o dinamiche relazionali complesse, garantendo un approccio realmente integrato”.
Il terzo, il cosiddetto Protocollo Zeus, disciplina il raccordo tra Questura e Cuav nei casi di ammonimento, prevedendo l’attivazione di percorsi volontari di responsabilizzazione.
Il Questore di Aosta, Gianmaria Sertorio, ha spiegato che “con il Protocollo Zeus l’ammonimento del Questore non si esaurisce più in un atto formale, ma diventa l’avvio di un percorso. La possibilità di indirizzare i soggetti ammoniti verso il Cuav consente di intervenire tempestivamente nelle fasi iniziali del rischio, rafforzando l’efficacia della prevenzione”.
Elemento centrale del modello è il collegamento con il sistema di tutela delle vittime. La presidente del Centro antiviolenza di Aosta, Anna Ventriglia, ha dichiarato: “Il protocollo prevede un raccordo strutturato tra Cuav e Centro antiviolenza, finalizzato alla valutazione del rischio e alla tutela delle vittime. La collaborazione sarà valutata caso per caso, nel rispetto della nostra metodologia e dell’auto determinazione della donna. Questo collegamento è essenziale per garantire che i percorsi rivolti agli autori non siano mai disgiunti dalla sicurezza delle donne e dei minori”.
Il funzionamento operativo del Centro è affidato al soggetto gestore specializzato, responsabile della realizzazione dei percorsi trattamentali. La presidente del Cipm Liguria, soggetto gestore del Centro, Elisabetta Corbucci, ha dichiarato: “I percorsi del Cuav si fondano su un approccio criminologico, che lavora sulla comprensione delle condotte violente, sul riconoscimento della responsabilità e sulla prevenzione della recidiva. Dopo una fase iniziale di valutazione, viene definito un programma trattamentale strutturato, individuale e di gruppo, orientato alla modifica dei modelli relazionali e comportamentali”.

Una risposta
Contenta che, dopo l’apertura di centri in tutta Italia, finalmente si sia fatto qualcosa anche qui ( anche se, come al solito, sempre a scoppio un po’ ritardato….)