Confindustria critica sul decreto fiscale del Governo: “Lesa la fiducia delle imprese”

Il decreto fiscale approvato nel Consiglio dei Ministri finisce nel mirino di Confindustria: "Penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025". Turcato (Confindustria VdA): "Auspichiamo che in Parlamento arrivi una correzione"
Confindustria Valle dAosta
Economia

Ieri, in Consiglio dei Ministri, l’approvazione del decreto fiscale. Oggi, la riposta di Confindustria. E non è una replica conciliante già dal titolo della nota: “Lesa la fiducia delle imprese”.

Insomma, all’associazione il decreto proposto dalla presidente del Consiglio Meloni e dal ministro alle finanze Giorgetti non piace. Da Roma, il vicepresidente di Confindustria con la delega alle Politiche industriali e il Made in Italy Marco Nocivelli spiega che “Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025”.

Non solo: “Il testo prevede un taglio del 65 per cento del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’Enea, che le imprese sono state indotte ad acquistare”.

“Una simile decisione, che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento, penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso”.

Nocivelli aggiunge: “A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese esodate del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia”.

“Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento – chiude Nocivelli -. La nostra risposta è: prima si paghi il debito con le imprese esodate del 5.0. Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto, e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi”.

Alle nostre latitudini, la questione non cambia: “Non vorremmo che il Governo, causa referendum, avesse tolto gli occhi dalla palla che deve continuare a essere la difesa del tessuto industriale e produttivo – spiega Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta -. Auspichiamo che in Parlamento arrivi una correzione e che l’intero sistema sociale, economico e produttivo continui a far fronte comune in questo scenario complesso”.

Assemblea Generale Confindustria VdA
Presidente Confindustria VdA Turcato – Assemblea Generale Confindustria VdA

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