Un inverno più mite della media, ma non eccezionalmente caldo e, soprattutto, non il più caldo mai registrato. È questo il bilancio della stagione appena conclusa, almeno secondo il calendario, tracciato dal Centro funzionale della Regione.
A livello globale, l’inverno 2025/2026 è stato il quinto più caldo mai registrato, con una temperatura media superiore di 0,51 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. In Europa, però, il quadro è stato più articolato, con condizioni più miti sull’Europa occidentale e meridionale e temperature più fredde in Scandinavia e nei settori nord-orientali del continente.
In Valle d’Aosta l’inverno è risultato più caldo della media, soprattutto alle quote più basse. Alla stazione di Saint-Christophe Aeroporto la temperatura media stagionale è stata di circa 3 gradi, contro una media climatica 1991-2020 di 1,9 gradi, con un’anomalia positiva di +1,1 gradi.
Nel corso della stagione non sono mancati episodi significativi. La temperatura minima più bassa è stata registrata il 7 gennaio, con -11,6 gradi, durante una fase fredda che ha interessato l’inizio del mese. La massima più elevata è invece arrivata il 24 febbraio, quando il termometro ha toccato i 23,8 gradi in un episodio eccezionalmente mite.
Anche in quota le temperature sono state superiori alla norma, ma con scarti più contenuti. Al Mont de la Saxe, a 2.110 metri, la temperatura media stagionale è risultata superiore alla media di 0,7 gradi, confermando un’anomalia meno marcata rispetto al fondovalle.
Sul fronte delle precipitazioni, il totale medio invernale sul territorio valdostano è stato di 124,6 millimetri, un valore vicino alla media storica di 136,8 millimetri. Le piogge e le nevicate sono risultate più abbondanti nei settori nord-occidentali e lungo i rilievi di confine, mentre nel resto della regione si sono mantenute su valori prossimi alla norma.
Anche le portate della Dora Baltea si sono mantenute complessivamente in linea con i valori medi stagionali.
