La Giunta regionale ha aggiornato i criteri per i contributi alle piccole e medie imprese agricole

Il provvedimento - sulla concessione di contributi a fondo perduto per micro, piccole e medie imprese agricole - aggiorna i criteri introducendo semplificazioni e ampliando le spese ammissibili. L'obiettivo - dice l'Assessorato - è favorire la ricomposizione fondiaria.
Agricoltura - Foto di repertorio.
Economia

La Giunta regionale ha approvato, nella sua ultima riunione, le nuove disposizioni applicative che regolano la concessione di contributi a fondo perduto per le micro, piccole e medie imprese del settore agricolo. L’obiettivo – spiega una nota – è favorire la ricomposizione fondiaria.

Il provvedimento aggiorna i criteri vigenti introducendo semplificazioni e ampliando le spese ammissibili e si inserisce in una strategia regionale più ampia per – dice ancora l’Assessorato – “rafforzare la competitività del settore agricolo, migliorare la gestione del territorio e contrastare l’abbandono delle aree rurali”.

Non solo. “La ricomposizione fondiaria è un elemento chiave per lo sviluppo dell’agricoltura regionale – si legge ancora –: permette di superare la frammentazione dei terreni, spesso distribuiti in piccole particelle non contigue, migliorando la produttività, riducendo i costi di gestione e favorendo la nascita di aziende più efficienti, competitive e sostenibili, attraverso operazioni di compravendita o permuta”.

Cosa cambia

Stando alla Regione, le nuove disposizioni rendono lo strumento più accessibile ed efficace sotto diversi aspetti. Viene eliminato il vincolo che limitava i contributi all’acquisto di terreni confinanti con proprietà già detenute: ora è possibile accedere agli aiuti anche per l’acquisto di più particelle, purché il risultato sia un fondo accorpato di almeno 1.000 metri quadrati. Il periodo utile per completare le operazioni di compravendita si estende a dodici mesi offrendo alle imprese maggiore flessibilità nella pianificazione.

Sul fronte degli adempimenti amministrativi, invece, non sarà più necessario indicare il valore di ogni singola particella negli atti. Questo consente di ottenere il contributo nella misura piena — nei limiti dei massimali previsti — anche nei casi in cui, accanto all’accorpamento, vengano acquistate particelle aggiuntive.

Vengono inoltre incluse tra le spese ammissibili la tassa ipotecaria e la tassa d’archivio, con il riconoscimento delle spese di visura ipocatastale per ciascuna operazione di compravendita o permuta. È eliminata anche la soglia minima di punteggio per accedere ai contributi.

“Con questo intervento rendiamo uno strumento già importante ancora più efficace e vicino alle esigenze reali delle nostre imprese agricole — spiega l’assessora all’Agricoltura Speranza Girod —. Semplifichiamo le procedure e ampliamo le spese ammissibili, con l’obiettivo di sostenere concretamente chi investe nella riorganizzazione dei terreni e nella crescita del settore agricolo”.

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