Convalidati gli arresti effettuati dalla polizia, il gip Davide Paladino ha disposto la scarcerazione dei due cittadini albanesi fermati l’altro ieri, martedì 31 marzo, con l’accusa di spaccio di stupefacenti, disponendo misure cautelari alternative. In particolare, il 28enne Olgert Prenga è stato collocato agli arresti domiciliari in Valle, mentre il 24enne Klisman Ndoj sottoposto al divieto di dimora in tutti i comuni della nostra regione. Nell’operazione, gli agenti della Squadra mobile avevano sequestrato oltre 10 grammi di stupefacenti: quasi 4 di cocaina e 7 di hashish.
I due, cugini, si trovavano in Italia con un visto turistico e soggiornavano in una casa presa in affitto ad Aymavilles. In una serie di appostamenti, i poliziotti hanno appurato che si accordavano con i clienti, poi occultavano la sostanza stupefacente in un involucro che lasciavano in un rudere non lontano dall’abitazione affittata. In particolare, stando all’osservazione, mentre uno dei due arrestati posizionava il contenitore con lo stupefacente, l’altro controllava che non sopraggiungessero altre persone.
Arrivato l’acquirente per il “recupero”, i poliziotti sono entrati in azione, trovando la cocaina suddivisa in “palline”. Dalla perquisizione domiciliare è emerso l’hashish, assieme a 3900 euro in contanti, nascosti in un armadio in camera da letto (e ritenuti il provento dell’attività di spaccio). Sequestrati pure diversi coltelli e involucri per il confezionamento delle dosi e un quantitativo di sostanza per il “taglio” della cocaina. L’arresto è scattato in flagranza di reato, i due sono difesi dagli avvocati Gianfranco Sapia e Federico Parini.
All’udienza di convalida dinanzi al Gip, tenutasi nella mattinata di oggi, giovedì 2 aprile, Ndoj si è avvalso della facoltà di non rispondere al magistrato, mentre l’altro arrestato ha ricondotto la droga rinvenuta in casa all’uso personale, sostenendo di averla acquistata ad Aosta nei giorni scorsi. Il giudice ha valutato sussistente il rischio di reiterazione del reato, ritenendo tuttavia che le misure individuate siano sufficienti a soddisfare le esigenze cautelari (la Procura, con il pm Manlio D’Ambrosi, aveva chiesto il mantenimento della custodia in carcere).

2 risposte
Speriamo non siano mafie provenienti dalla Sicilia..
😄😄😄😄