Se il 2025 per il settore dell’edilizia valdostano si è chiuso in positivo, portando al riconoscimento di un premio di produzione, sul 2026 sindacati e associazioni datoriali continuano a esprimere una “profonda preoccupazione”.
Nei giorni scorsi Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Savt e Ance Valle d’Aosta, Cna Valle d’Aosta e Confartigianato Imprese Valle d’Aosta hanno siglato l’accordo per il riconoscimento dell’Elemento Variabile della Retribuzione (Evr), un premio di produzione previsto dal contratto integrativo che le aziende erogheranno ai loro dipendenti in virtù dei risultati positivi del settore registrati nel corso del 2025.
I dati forniti dall’Ente Paritetico Edile della Valle d’Aosta per l’anno scorso parlano di 486 imprese, 2.763 operai e 364 impiegati e più di 3.800.000 ore lavorate complessive. Numeri che confermano il ruolo dell’edilizia continua nell’economia regionale.
Ma l’entusiasmo per il 2025, come detto, si affiancano le nubi nere rappresentate dai conflitti in corso e dalle tensioni sui mercati energetici, capaci di innescare “ripercussioni dirette e violente sui prezzi delle materie prime e sui costi della logistica”.
“Siamo preoccupati per l’estrema volatilità che caratterizza questo periodo”, dichiarano congiuntamente i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. “Gli sbalzi improvvisi dei costi dei materiali non solo mettono a rischio i margini delle imprese, ma minacciano la stabilità occupazionale e la corretta esecuzione delle opere pubbliche e private. In questo contesto, ogni investimento diventa insidioso”.
L’auspicio delle parti sociali “è che si possa ritrovare al più presto una stabilità internazionale. Una situazione di equilibrio permetterebbe al settore di continuare a operare con programmazione e serenità, garantendo un contributo fondamentale all’economia e al benessere sociale della Valle d’Aosta”.
