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70 anni ecole hoteliere chatillon
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70 anni scuola alberghiera
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a70 anni scuola alberghiera
Dopo 70 anni si sono ritrovati seduti uno accanto all’altro, non più tra i banchi di scuola, ma nel Salone Ducale del Comune di Aosta, per festeggiare quella scuola che per primi ebbero la fortuna di frequentare. Un percorso che li ha portati a intraprendere strade diverse e lontane: uno a proseguire l’attività di famiglia a Sarre, l’altro a viaggiare per il mondo imparando cinque lingue e costruendo una carriera internazionale.
Augusto Armand e Adriano Savoye sono stati ieri sera tra i testimoni dei primi settant’anni dell’Ecole Hôtelière valdostana. Armand, dopo alcune esperienze stagionali, ha rilevato l’attività di famiglia. Savoye, invece, grazie alla scuola alberghiera ha iniziato a lavorare e viaggiare prima in Inghilterra, poi in Germania e Spagna, fino ad arrivare in Nord America, dove vive tuttora dividendosi tra Saint-Pierre e Toronto.

I due ex compagni di scuola non sono stati gli unici protagonisti della serata celebrativa, arrivata dopo un pomeriggio di giochi dedicato agli studenti di oggi e prima dell’aperitivo e della cena di gala servita sul sagrato di piazza Chanoux.
Numerosi gli ex alunni, i docenti e i direttori che hanno voluto partecipare per ricordare il lungo percorso che ha portato la scuola alberghiera di Châtillon a diventare una delle “migliori d’Italia”.

Tra loro anche la storica direttrice Maria Pia Praz, alla guida dell’istituto dal 1992 al 2011. “È stata severa, ma anche la nostra seconda mamma”, ricordano molti ex studenti. Tante le parole di riconoscenza rivolte anche al professor Filippo Ribois, figura presente fin dalla nascita della scuola e considerato uno dei padri dell’istituto. Un “buon padre” che, con i colleghi, ha insegnato ai circa 2.600 allievi formati in questi 70 anni “rigore, rispetto e impegno”. Non è mancato poi il ricordo di Victor Vicquéry, il docente tragicamente scomparso nel 2023.

Tra gli ex alunni presenti, anche l’ex presidente del Consiglio regionale François Stevenin, che dopo gli studi in seminario fu indirizzato dal padre alla scuola alberghiera, e don Alessandro Valerioti, che invece ha compiuto il percorso inverso.
Nel corso della serata non sono mancati i momenti di riflessione sul significato della scuola e sul ruolo che continua a ricoprire per il territorio valdostano.

“Siamo fatti di sogni, di sacrifici, di successi e anche di delusioni. Dal 1956 a oggi il mondo è cambiato profondamente: era diversa l’Italia, era diversa la Valle d’Aosta, ed è cambiato anche il turismo”, è stato ricordato dai vertici attuali della scuola alberghiera. “Quello che però è rimasto immutato in tutti questi anni è il valore della formazione per la crescita delle nuove generazioni e della nostra regione. La scuola ha saputo formare ragazzi e ragazze non soltanto dal punto di vista professionale, ma anche umano: aiutandoli a conoscere se stessi, a individuare il proprio percorso e a trovare il coraggio di seguirlo”.
Più volte è stato sottolineato come dietro i settant’anni dell’Ecole Hôtelière ci siano persone, storie e professionalità che hanno contribuito a costruire il prestigio dell’istituto. Volti che in parte è possibile ritrovare nell’esposizione fotografica allestita sotto i portici di piazza Chanoux.
Nel corso della cerimonia è stato inoltre ribadito il forte legame con il territorio valdostano e l’importanza di offrire agli studenti esperienze internazionali senza perdere il rapporto con le proprie radici. “Auguriamo ai nostri ragazzi di fare esperienze all’estero e crescere professionalmente, ma anche di poter riportare in Valle d’Aosta ciò che hanno imparato” ha evidenziato la presidente Jeannette Bondaz.
La storia dell’Ecole Hôtelière affonda le proprie radici negli anni Cinquanta, quando la Valle d’Aosta decise di investire nella professionalizzazione del turismo. La Regione stanziò allora 7 milioni e 300mila lire — circa 150mila euro oggi — per permettere a sei giovani valdostani di frequentare la scuola alberghiera di Losanna. Tra loro anche Renzo Truchet del Pavillon di Courmayeur. L’obiettivo era creare le basi per la futura scuola alberghiera regionale, formando insegnanti e professionisti del settore.
Nel 1956 l’Ente nazionale per l’assistenza agli orfani italiani aprì a Villa Panorama di Châtillon una scuola alberghiera riservata agli orfani. La Valle d’Aosta riuscì a ottenere 20 posti destinati agli studenti valdostani. Un’esperienza che durò circa vent’anni, fino alla conclusione della convenzione.
Sempre nel 1956 prese forma anche la collaborazione con l’Ente nazionale addestramento lavoratori del commercio (Enalc). Il primo corso di scuola alberghiera venne avviato all’albergo La Grande Rochère sotto la guida del professor Ribois, che portò in Valle d’Aosta la propria esperienza pedagogica.
Nel 1958 anche le donne poterono frequentare la scuola, con due sedi distinte: a Étroubles per le ragazze e a Pré-Saint-Didier per i ragazzi. Nel 1973, all’Hotel Miravalle di Porossan, arrivò una sede unica maschile e femminile. I corsi si svolgevano da ottobre a maggio, alternando lezioni teoriche e attività pratiche.
La svolta arrivò nel 1989, quando la scuola alberghiera trovò finalmente una sede stabile. La Regione realizzò, infatti, a Châtillon una vera scuola-albergo progettata dall’ingegner Franco Binel, con particolare attenzione all’identità valdostana: arredi realizzati da falegnami locali, tendaggi e finiture ispirati alla tradizione del territorio.
Nel 1991 una legge regionale istituì poi la Fondazione per la formazione professionale turistica, incaricata della gestione della struttura e dell’organizzazione dei percorsi formativi e nel 2001 partirono i percorsi per il diploma, con la nascita dell’Ipra, istituto professionale alberghiero legalmente riconosciuto e parificato.
In questi lunghi 70 anni sono stati circa 2.600 gli allievi formati. Oggi gli studenti iscritti sono 283, di cui il 57% maschi e il 43% femmine.






























