Lunedì scorso, 25 maggio, con l’Assemblea generale, si è chiuso l’iter delle assemblee dei soci di Alpifidi convocate per approvare il bilancio dell’esercizio 2025. Bilancio che, spiega una nota della cooperativa di garanzia dei fidi, ne consolida la crescita.
Nell’Assemblea separata di Aosta, il presidente Stefano Fracasso, presentando la relazione del Consiglio di amministrazione, ha evidenziato soprattutto la crescita dell’attività creditizia di Alpifidi nel suo complesso dell’ultimo esercizio. Crescita accompagnata – si legge – da una qualità del credito più che buona e adeguati coverage per le posizioni deteriorate.
Infatti, i flussi di credito complessivi (come le garanzie rilasciate, le fidejussioni ed il credito diretto) erogati nel 2025 hanno superato i 41 milioni di euro con una crescita del 4,2 per cento, mentre gli stock complessivi hanno raggiunto la quota di 145,2 milioni di euro, in aumento del 7 per cento.
Il volume delle attività finanziarie ha superato i 175 milioni di euro, ben sopra la soglia imposta dalla Banca d’Italia per mantenere l’iscrizione nell’Albo Unico, il che permette ad Alpifidi non solo di concedere garanzie, ma anche di continuare ad erogare quei prodotti e servizi riservati ai Confidi iscritti all’Albo come le fidejussioni dirette, il credito diretto e la consulenza finanziaria.
Dal punto di vista patrimoniale il Confidi – spiega ancora la nota Alpifidi – “si presenta ben solido, con un Total capital ratio del 25,74 per cento”, ovvero “quattro volte superiore al limite del 6 per cento richiesto dalla Banca d’Italia ai confidi vigilati”.
Qualche dato
Nel presentare più nel dettaglio i dati dell’attività 2025, il direttore generale Davide Boccato ha evidenziato che al 31 dicembre 2025, Alpifidi contava 8.742 soci ordinari costituiti da imprese e professionisti e 7 soci sovventori, mentre lo stock complessivo di garanzie ammonta a 129 milioni 512 mila 235. Lo stock di credito diretto ammonta a 15 milioni 696 mila 705. Complessivamente, lo stock di credito intermediato ammonta a 145 milioni 208 mila 940 euro ripartito per il 78 per cento sulla filiale di Aosta e il 22 per cento sulla filiale di Cuneo.
Nel corso del 2025, Alpifidi ha erogato 41,4 milioni di euro di crediti complessivi, di cui 34,4 di garanzie e 6,9 di credito diretto, ripartiti per l’80 per cento sulla filiale di Aosta ed il 20 su quella di Cuneo.
Inoltre, le garanzie in bonis rappresentano il 90,26 per cento del totale e le garanzie deteriorate il 9,74; mentre il patrimonio netto della società ammonta a 19 milioni 404 mila 348 euro e i Fondi propri a 19 milioni 363 mila 410 euro. L’indice di solidità patrimoniale rappresentato dal CET1 – Total capital ratio si attesta al 25,74 per cento.
Le disponibilità finanziarie proprie del Confidi ammontano ad oltre 21,3 milioni, in buona parte investite in strumenti finanziari a basso rischio, mentre le disponibilità di terzi (Fondi di Terzi) in gestione ammontano a 7,3 milioni di euro. Il margine di intermediazione ammonta a 2 milioni 615 mila 044 euro, in crescita dell’1 per cento, e i costi operativi totali (comprensivi delle svalutazioni) a 2 milioni 716 mila 070.
L’esercizio 2025 si chiude con una perdita di 376 mila euro a causa – dicono a Alpifidi – “delle maggiori svalutazioni dei crediti effettuate e dei costi sostenuti per la nuova sede di Cuneo ed il rinnovo del management”.
Commentando i dati, il Direttore generale ha evidenziato “il buono stato di liquidità del confidi che ha consentito di limitare la richiesta di funding per l’erogazione del credito diretto utilizzando disponibilità proprie. La solidità patrimoniale del confidi è confermata dall’indice Total capital ratio in costante crescita negli anni. Buona è anche la qualità del credito con uno stock di garanzie classificate in bonis che supera il 90 per cento e, di conseguenza, le garanzie deteriorate inferiori al 10 per cento e che presentano una copertura media del 60 per cento”.
“Questi dati – aggiunge – dimostrano come Alpifidi non abbia fatto mancare il proprio sostegno alle imprese, soprattutto alle micro imprese e, attingendo anche alle risorse pubbliche disponibili quali il Fondo Centrale di Garanzie per le PMI ed i Fondi di Terzi messi a disposizione dalla Regione e dal Ministero del Made in Italy, abbia mantenuto un livello di rischio contenuto e comunque adeguatamente presidiato dalle svalutazioni effettuate e contemporaneamente abbia erogato finanziamenti alle imprese a tassi estremamente competitivi”.
Boccato evidenzia, infine, come i risultati 2025 siano “pienamente allineati al Piano Industriale 2024-2026, anzi dal punto di vista volumetrico abbiano superato le previsioni di piano”.
Al termine dei lavori il presidente Fracasso ha ringraziato tutti i dipendenti e, in particolar modo il direttore generale Roberto Ploner che, dopo vent’anni di direzione di Alpifidi ha lasciato l’incarico lo scorso 1° gennaio.
