Gianni Champion vince a Saint-Marcel: è successo il 25 settembre scorso, quando nel Comune della media valle si votava per il rinnovo del Consiglio comunale, ed è successo pure oggi – nel lunedì di Pasqua – in occasione della seconda eliminatoria delle batailles de reines.
E’ merce rara, un Sindaco che vince nei combats (e ai seggi elettorali): a dirla tutta, sono pochi al momento i primi cittadini valdostani che condividono la passione per le reines. In circolazione, oltre al primo cittadino di Saint-Marcel, c’è solo Roger Georgy (Valsavarenche), tra gli ex spicca il nome di Jean-Antoine Maquignaz (Valtournenche), ma non si può nemmeno dimenticare il compianto Riccardo Bieller di Pré-Saint-Didier.
Conclusa questa copertina para-istituzionale, la vera vetrina dell’eliminatoria di Pasquetta è per le lacrime di Michela Champion: la figlia di Gianni, 18 anni ancora da compiere, ha osservato dalle transenne la finale di prima categoria tra la sua Berleun e Bijou di Davide Bieller e Enrico Grivel. L’ultimo combat di una Pasquetta quasi afosa, che ha portato a Saint-Marcel il pubblico delle grandi occasioni e nomi noti (anche notissimi) del mondo dei combats. Nessuno si aspettava Berleun, forse neanche Gianni e Michela Champion: e quando la loro protetta ha allontanato l’avversaria, le lacrime sono scese copiose.
Berleun, la seconda reina di Gianni Champion

Lacrime e reines, quasi a mitizzare quel rapporto tanto stretto quanto difficile da raccontare che esiste tra una reina e il suo proprietario. Ma evitiamo voli pindarici o romanticismo portato all’eccesso: le lacrime (di Michela) sono vere, come conferma felice – ma senza piangere – papà Gianni Champion.
“Lei è giovane, ma ha le idee chiare: vuole continuare l’attività della nostra azienda agricola: abbiamo circa 50 capi di bestiame, tutti con una loro storia. Oggi ne abbiamo portate 9 alla bataille di casa, ma mai ci saremmo aspettati un finale così”.
Eh sì, perché la famiglia Champion festeggia non solo la vittoria nel primo peso di Berleun – che gli appassionati ricordano al terzo posto al concorso del Deuxième Veau 2024 – ma pure il terzo posto di Severa nel secondo peso, senza dimenticare due quindi posti (che solitamente alimentano il rammarico, ma non in giornate come queste).
Due qualificate in casa, come nel 2009. Anzi, meglio: allora erano state una seconda e una terza. Per ritrovare un bosquet conquistato in casa, invece, bisogna andare indietro di 15 anni: terza categoria 2011, Bambi.
I numeri, però, lasciano il tempo che trovano. Le emozioni tendono a essere più sincere. La vittoria di Berleun, così come il secondo posto di Bijou (terza a Brusson un anno fa, sempre tra i pesi massimi) arriva al termine di un concorso di prima categoria che in mattinata aveva registrato iscrizioni di un certo livello: su tutte Marmotta di Gimmy Dujany, l’ultima ad arrendersi alla Croix-Noire l’autunno scorso a Suisse di Ymak Frassy e Christopher Letey.
Poca gloria, per l’attempata bovina di Châtillon: un sorteggio poco attento ai grandi nomi dei combats l’ha messa subito di fronte a Rambla di Gildo Bonin. Marmotta l’ha battuta, ma al secondo turno ha dovuto arrendersi – dopo un incontro di alto lignaggio – a Tenéré di Bredy e Gachet, che poi si è qualificata come terza. In gara c’erano pure Paison di Jadir Vallet (quinta all’ultima regionale) e Odessa di Milvio Yeuillaz, già reina a Cervinia: per loro niente da fare, bisognerà riprovare ad andare alla Croix-Noire passando da un’altra eliminatoria.
In questo crogiolo di nomi rischia di passare sottotraccia l’ultima qualificazione di prima categoria, quella di Magneur di Bétemps e Jordaney. Se non vi dice niente questo nome riavvolgete il filo del tempo e tornate al 2024: Magneun fu vice reina a Bionaz nel secondo peso, sconfitta in finale da Malice de Lo Tsantì, e neanche due mesi dopo le bovine furono protagoniste della finale regionale per il titolo dei pesi medi. Stesso risultato in ambo i casi, mentre oggi Magneun si è accontentata del terzo posto, dopo la sconfitta in semifinale con Berleun.
La seconda categoria delle novità

A Saint-Marcel in molti aspettavano Odessa di Milvio Yeuillaz, una delle colonne portanti dell’allevamento locale, e invece si sono dovuti accontentare di Volga di Alessia Déjanaz. Per i nostalgici del vecchio Pci cambia poco, per i suiveurs dei combats è un gioco di parole geografico: da una cittadina ucraina a un fiume russo che nasce sugli Urali e sfocia nel mar Caspio, peraltro un nome piuttosto comune tra le bovine valdostane (sarebbe curioso sapere il perché). Un nome scelto dall’allevatrice di Antey per la reina che oggi – a sorpresa – ha vinto a Saint-Marcel.
Di lei poco si sa, perché non ha grandi precedenti nel mondo dei combats: ma, in effetti, tutte le quattro semifinaliste del secondo peso di Pasquetta hanno conquistato la prima qualificazione della loro carriera.
Volga ha avuto la fortuna – elemento sempre fondamentale, nella vita come nei combats delle reines – di approcciare il tabellone odierno nella sua parte più morbida, arrivando pronta nel finale e sfruttando appieno l’occasione che le si è parata davanti. Al secondo posto Italia di Ivan Aguettaz, terze la già citata Severa di Gianni Champion e Sangria di Alfredo Girod.
Champagne in terza categoria

Il titoletto di quest’ultima categoria altro non è che l’estrema banalizzazione del fatto che in terza categoria abbia vinto una reina di nome Champagne. A questo punto è giusto segnalare che le scuole di giornalismo scoraggiano fortemente l’uso di questi giochi di parole (ed è il secondo quest’oggi), soprattutto quando sono di una banalità estrema (e questo è un caso da manuale). Ma mentre il sole tramonta su questa Pasquetta chiediamo un po’ di comprensione ai lettori: per chi scrive e pure per chi “passa” il pezzo prima della pubblicazione, ovvero colui che ha lavorato tutto il giorno sacrificando grigliate e simili per far sì che questo giornale online fosse aggiornato in ogni momento.
Champagne, dunque: di Luigi Mus di Châtillon, per essere corretti, alla sua prima qualificazione. Regina spigliata, Champagne, e capace di soverchiare il pronostico in una finale che la vedeva partire sfavorita contro Tiky di Philippe Perron, già terza un anno fa a Brissogne.
Per onor di cronaca, sono terza Malice dei fratelli Brocard e Belva de La Borettaz, anche loro alla prima qualificazione.
La cronaca di Saint-Marcel si interrompe qui: il prossimo appuntamento con le reines è a Chatelair di Jovençan domenica prossima, 12 aprile.
I risultati
Prima categoria (31)
- Berleun di Gianni Champion di Saint-Marcel (658 chili)
- Bijou di Bieller-Grivel di Pré-Saint-Didier (664 chili)
- Magneun di Jordaney-Bétemps di Bionaz (691 chili)
- Teneré di Bredy-Gachet di Bionaz (627 chili)
Seconda categoria (54)
- Volga di Alessia Dejanaz di Antey-Saint-André (535 chili)
- Italia di Ivan Aguettaz di Verrayes (558 chili)
- Severa di Gianni Champion di Saint-Marcel (563 chili)
- Sangria di Alfredo Girod di Fontainemore (569 chili)
Terza categoria (66)
- Champagne di Luigi Mus di Chatillon (515 chili)
- Tiky di Philippe Perron di Valtournenche (517 chili)
- Malice dei fratelli Brocard di Charvensod (509 chili)
- Belva de La Borettaz di Gressan (517 chili)
