Tariffe autostradali, il Tar: senza Pef niente aumenti dei pedaggi, ma il Ministero deve trattare

Il Tar si è espresso su due ricorsi di Rav, accogliendo la richiesta della società che gestisce l’autostrada Aosta-Traforo del Monte Bianco di annullare il provvedimento del Ministero di rigetto della proposta di aggiornamento del Piano economico finanziario (Pef), che prevedeva aumenti tariffari superiori al 20% annui.
autostrada Monte Bianco
Economia

La revisione dei pedaggi è strettamente collegata al Piano economico-finanziario. A ribadirlo è il Tar della Valle d’Aosta, che si è pronunciato sui due ricorsi presentati da Rav, la società che gestisce l’autostrada Aosta-Traforo del Monte Bianco, respingendone uno e accogliendo in parte l’altro.

Rav era tornata davanti al Tribunale amministrativo regionale per contestare il mancato aumento dei pedaggi per il 2025. Nel frattempo, però, è intervenuta la sentenza della Corte costituzionale, proprio su un precedente ricorso della società, chiarendo che l’aggiornamento tariffario del singolo concessionario presuppone, a monte, un Pef approvato.

Secondo i giudici, solo attraverso il Piano economico-finanziario è infatti possibile definire il quadro complessivo degli investimenti, le direttrici di sviluppo dell’infrastruttura, i parametri di costo nel rispetto dell’efficienza e della regolazione, nonché i criteri con cui tali costi possono essere recuperati: attraverso le tariffe a carico degli utenti, mediante il valore di subentro del futuro concessionario o, eventualmente, con una componente di finanziamento pubblico.

Per questo motivo il Tar ha respinto il ricorso contro il mancato aumento dei pedaggi, ritenendo legittimo il no del Ministero agli adeguamenti tariffari per il 2025: senza un Pef approvato, Rav non può ottenere aumenti.

Esito diverso, invece, per il secondo ricorso, quello contro il rigetto della proposta di aggiornamento del Piano economico-finanziario presentata da Rav nel marzo 2025 e respinta dal direttore generale del Ministero competente.

Il Ministero aveva bocciato il nuovo Pef sostenendo che, pur essendo costruito secondo le regole dell’Autorità di regolazione dei trasporti, avrebbe comportato aumenti tariffari troppo pesanti per gli utenti: in alcune ipotesi oltre il 23% medio annuo, o comunque superiori al 25% nel triennio 2025-2027.

Il Tar riconosce che il criterio della sostenibilità per l’utenza è legittimo e rilevante. Ma, allo stesso tempo, osserva che il Ministero non poteva limitarsi a respingere il piano e a invitare Rav a presentarne uno nuovo, scaricando di fatto tutta la responsabilità sulla concessionaria.

Scrivono infatti i giudici che il Ministero, “assumendosi la doverosa quota di responsabilità nelle scelte che gli competono in materia, non avrebbe potuto limitarsi ad invitare la sola Rav a trovare, unilateralmente, una soluzione sostenibile per l’utenza formulando una nuova proposta, bensì avrebbe dovuto farsi parte diligente nell’indicazione di possibili soluzioni che riteneva di poter condividere”.

In sostanza, secondo il Tar, anche la parte pubblica deve fare la propria parte, indicando soluzioni concrete e praticabili. Per questo il tribunale, pur confermando che senza Pef non ci possono essere aumenti tariffari, chiede ora a Rav e Ministero di tornare a confrontarsi in modo serio e costruttivo, per arrivare a un piano aggiornato che rispetti le regole ma sia anche sostenibile per chi utilizza l’autostrada.

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