Dal 1° aprile l’ospedale “Parini” ha riaperto la Stroke Unit, segnando – spiega l’Usl – “un passaggio importante per la sanità valdostana e per la presa in carico dei pazienti colpiti da ictus cerebrale”.
La nuova unità semintensiva, al primo piano e all’interno del reparto di Neurologia diretto dal dottor Guido Giardini, dispone di quattro posti letto monitorati ed è pensata per garantire cure specialistiche nelle ore più delicate della fase acuta delle malattie cerebrovascolari.
“Si tratta di una riapertura particolarmente significativa dopo gli anni della pandemia, quando la necessità di riorganizzare i percorsi ospedalieri e la carenza di personale avevano imposto la temporanea chiusura dei letti dedicati – scrive ancora l’Azienda –. Da allora, i pazienti con ictus sono stati accolti nelle strutture di Medicina d’Emergenza, Rianimazione o Unità Coronarica e trasferiti in Neurologia solo dopo 48-72 ore, una volta stabilizzati. Oggi, grazie a un importante investimento in risorse umane e competenze specialistiche, i pazienti sono presi in carico fin dalle prime ore direttamente nel reparto di Neurologia, in una struttura dedicata”.
Il direttore sanitario dell’Usl, Mauro Occhi spiega: “La riattivazione della Stroke Unit è il frutto di un importante lavoro di programmazione e di investimento sulle persone, sulle competenze e sulle tecnologie. Dopo anni complessi, segnati dall’emergenza pandemica, oggi restituiamo al territorio un servizio fondamentale, rafforzando la capacità dell’ospedale Parini di rispondere in modo sempre più qualificato ai bisogni di salute della comunità”.
Responsabile della Stroke Unit è la dottoressa Susanna Cordera, che coordina un percorso assistenziale multidisciplinare per accompagnare il paziente dalla fase acuta fino alla riabilitazione precoce.

La struttura è stata dotata di apparecchiature di ultima generazione: un innovativo sistema di monitoraggio dei parametri vitali con registrazione al letto del paziente e controllo a distanza dalle postazioni infermieristiche, la possibilità di eseguire elettroencefalogrammi direttamente in reparto (molti pazienti con ictus infatti possono esordire con una crisi epilettica o sviluppare epilessia nella fase acuta della malattia), sistemi di ecodoppler per lo studio della circolazione cerebrale e nuovi letti con dispositivi antidecubito di ultima generazione, dato che i malati di ictus necessitano di un’attentissima prevenzione delle complicanze tra cui decubiti e infezioni.
Ogni anno in Valle d’Aosta vengono trattati circa 220 pazienti con ictus, di cui circa il 10 per cento turisti. La nuova struttura – dice ancora l’Usl – “consentirà di migliorare il percorso di cura dei pazienti valdostani e di accogliere parte dei casi oggi gestiti in altre aree intensive o semi intensive dell’ospedale”.
“Questa riapertura rappresenta molto più di un ritorno alla normalità – aggiunge il dottor Guido Giardini, direttore della Neurologia e del Dipartimento strutturale di Area medica –. È il segno concreto di una crescita maturata anche attraverso le difficoltà degli ultimi anni. La pandemia ci ha imposto scelte difficili e la Neurologia è stato il primo reparto a convertirsi in area Covid ad alta intensità. La nostra coordinatrice infermieristica Josianne Godioz aveva proprio gestito quella fase”.

“Da quella criticità abbiamo acquisito esperienza, capacità organizzativa e consapevolezza clinica – dice ancora Giardini –. Oggi ripartiamo più forti, con una struttura moderna che ci permette di offrire ai pazienti cure ancora più tempestive e specialistiche. L’ictus è una patologia in cui il tempo è determinante. Poter prendere in carico il paziente sin dai primi momenti in un ambiente dedicato significa migliorare ulteriormente la prognosi e ridurre il rischio di esiti invalidanti. È un passo avanti importante per tutta la regione”.
L’assessore alla Sanità Carlo Marzi aggiunge: “Si tratta di un risultato di grande rilievo per la sanità valdostana e testimonia la volontà di tutto il Sistema Sanità valdostano di continuare a investire in servizi altamente specialistici e vicini ai bisogni dei cittadini. Già con la riapertura del reparto di Neurologia nell’ottobre del 2023 si era restituito un importante punto di riferimento per i malati di patologie neurologiche, molto diffuse nella popolazione adulta, garantendo ai pazienti e alle loro famiglie un percorso di cura di qualità direttamente sul territorio regionale. Con la riapertura della Stroke Unit è ora possibile offrire risposte ancora più rapide ed efficaci in una patologia tempo-dipendente come l’ictus. Poter disporre di una struttura multidisciplinare e poter intervenire il più rapidamente possibile è fondamentale per limitare il più possibile i decessi e i danni che possono provocare disabilità permanenti”.
La Neurologia del “Parini” parte già da risultati positivi – spiega ancora l’Azienda sanitaria –, con un tasso di mortalità a 30 giorni tra i più bassi d’Italia per i pazienti colpiti da ictus. Ora, “la sfida è ridurre ulteriormente il tasso di complicanze e implementare le tecniche diagnostiche e le terapie più innovative previste dalle linee guida nazionali e internazionali. Inoltre, grazie alle competenze sviluppate, potrà rafforzare la collaborazione con la Rete Ictus Piemonte–Valle d’Aosta, mettendosi a disposizione anche in caso di sovraccarico delle strutture piemontesi”.
La nuova organizzazione aprirà anche prospettive sul fronte della ricerca clinica, con la possibilità “di partecipare a studi nazionali e internazionali in collaborazione con università e società scientifiche”.
