Oltre 100 piazze e 80 città sono interessate in questi giorni dalla mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, per chiedere al governo Meloni il ritiro definitivo della proposta di legge sul fine vita. Presentata nove mesi fa, in occasione dell’incontro della Premier col Papa, e da allora all’esame del Senato senza alcun avanzamento, la proposta di legge, secondo l’Associazione, restringe drasticamente i diritti oggi esistenti.
Fino al 19 aprile, volontarie e volontari dell’Associazione saranno presenti con banchetti e iniziative in 80 città distribuite in tutte le Regioni italiane, per un totale di oltre 100 appuntamenti tra piazze, università e luoghi pubblici con l’obiettivo di informare e raccogliere adesioni all’appello pubblico.

Ad Aosta il banchetto è previsto per sabato 18 aprile dalle ore 15 alle ore 19 in via Aubert, angolo biblioteca.
In Valle d’Aosta, era stata respinta nell’estate 2025 la proposta di legge regionale sul suicidio medicalmente assistito “Liberi Subito”, depositata nel febbraio 2024 dalle consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli. La proposta riprendeva la legge di iniziativa popolare già approvata in Toscana, ma il Consiglio aveva preferito approvare una risoluzione che chiedeva al Parlamento una legge nazionale.
Ora, la legge nazionale proposta dal governo Meloni non solo è bloccata in Parlamento, ma secondo l’Associazione Luca Coscioni introduce degli ostacoli all’accesso all’aiuto al suicidio da parte del Servizio sanitario nazionale. Quest’ultimo continua a essere per ora garantito, in assenza di una legge nazionale, in presenza di specifiche condizioni secondo quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza sul caso Cappato-DJ Fabo e le successive sentenze.
“In Italia, grazie alla sentenza della Consulta, venti persone hanno già ottenuto il via libera dal Servizio sanitario nazionale e in quattordici hanno effettivamente avuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, spesso dopo lunghi percorsi giudiziari”, spiega Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

“Nessuna di queste avrebbe potuto farlo se la proposta di legge del Governo fosse stata in vigore: invece di semplificare, introduce ostacoli che renderebbero l’accesso di fatto impossibile. Nel dettaglio, la proposta: elimina il ruolo dei medici del Servizio sanitario nazionale, sostituendoli con un comitato di nomina governativa; limita l’accesso ai soli pazienti dipendenti da macchinari; svuota di valore le disposizioni anticipate di trattamento; introduce l’obbligo di passaggio in tribunale anche in presenza dei requisiti”.
“Dopo i primi tre anni dalla sentenza della Corte costituzionale del 2019, durante i quali nessuno aveva ottenuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, dal 2021 le persone hanno iniziato a vedere riconosciuti i propri diritti”, dichiara Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

“Dal primo caso di Federico Carboni nel luglio 2022 si è arrivati a sei persone nel 2025 e già quattro sono state aiutate a morire dal Servizio sanitario nazionale nei primi tre mesi del 2026. È proprio perché la sentenza della Corte costituzionale ha iniziato a essere applicata dal Servizio sanitario che il Governo ora tenta di bloccare l’applicazione con una legge. Si tratta di una scelta politica precisa: non essendo più riusciti a bloccare totalmente l’applicazione della sentenza della Consulta con l’ostruzionismo, il Governo ha tentato di intervenire legislativamente, senza però finora riuscirci. Chiediamo alla Presidente del Consiglio di ritirare questa proposta, che non ha consenso nemmeno nella maggioranza, ed è di ostacolo alle e ai Parlamentari per finalmente discutere del tema liberi da disciplina e vincoli di partito e coalizione”.
Con la mobilitazione in corso, l’Associazione Luca Coscioni rilancia tre richieste: il ritiro del testo governativo; l’avvio di un confronto parlamentare libero anche sulla base della proposta di legge popolare “Eutanasia Legale”; l’adozione, da parte delle Regioni, di procedure certe e tempi rapidi per garantire i diritti già riconosciuti.
