Secondo “Cinema Talk”: Elettra Gallone e Jean-Claude Chincheré raccontano il reale tra fotografia e documentario

Protagonista del secondo appuntamento di "Cinema Talk", sabato 11 aprile al Plus Café, è stato il cinema del reale, dalle vette innevate di Courmayeur alla complessità del Libano.
Cinema Talk Jean Claude Chincheré Fabiola Megna e Elettra Gallone ph Simone Mombelli
Cultura

“Giornalisti, fotoreporter, videomaker rischiano veramente tutto, solo per l’amore del cinema o per quell’idea”. Con queste parole si apre il dialogo della serata, che introduce subito il tema dello sguardo e del modo in cui ci si avvicina alle storie e alle persone che le abitano.

Due esperienze diverse ma complementari quelle dei due ospiti, Elettra Gallone e Jean Claude Chincheré, del secondo appuntamento di “Cinema Talk”, inserito nell’ambito del progetto “The Party” di Long Neck Doc,  che si è svolto al Plus Café di Aosta sabato 11 aprile. Moderati da Fabiola Megna, entrambi hanno raccontato la loro esperienza personale nel mondo del documentario in particolar modo dalla nascita di un’idea, alla produzione fino al suo sviluppo finale.

Elettra Gallone, milanese d’origine, da ormai alcuni anni si è trasferita e vive stabilmente a Courmayeur. “Sono cresciuta con mio padre che faceva il fotoreporter di guerra e quindi tornava a casa con queste immagini anche abbastanza difficili”, racconta la regista su come si sia avvicinata alla fotografia e in seguito aggiunge “diciamo che l’attenzione anche per certi temi viene anche da quello. Poi io ho fatto studi classici, non sapevo bene cosa fare successivamente”. Entra alla NABA di Milano, dove scopre il Media Design e un modo nuovo di pensare le immagini. Qui realizza i suoi primi lavori tra cui “Il tempo di uno sguardo“, un cortometraggio nato come progetto di laurea mentre si trovava in Benin con l’ONG Emergenza Sorrisi. Successivamente Gallone sentendo il bisogno di approfondire la ricerca antropologica ed etnografica decide di andare a Londra per un master in Antropologia del film.

Poi arriva il primo vero punto di svolta. Dopo un incidente che la costringe in stampelle, Gallone si ritrova a guardarsi intorno e a notare ciò a cui prima non aveva fatto caso. Nella realtà milanese racconta di aver osservato a lungo un senzatetto che stazionava sempre nello stesso punto della città: la gente gli passava accanto, lo ignorava o lo apostrofava, eppure lui era lì, giorno dopo giorno, parte del paesaggio urbano. Per raccontare quella presenza ha scelto di non limitarsi allo sguardo esterno: si è avvicinata attraverso il volontariato, collaborando con una ONG locale, distribuendo pasti. Da quell’impegno nasce l’incontro con Samir, protagonista del suo film “Incontrando Samir la Sera“, dove non viene raccontata la storia di com’è diventato un senzatetto, ma la sua quotidianità.

Cinema Talk Jean Claude Chincheré Fabiola Megna e Elettra Gallone ph Simone Mombelli
Cinema Talk: Jean Claude Chincheré Fabiola Megna e Elettra Gallone ph Simone Mombelli

Il secondo punto di svolta è Courmayeur. Gallone avrebbe dovuto iniziare un workshop con il famoso regista e documentarista Werner Herzog in Colombia (esperienza che realizzerà in seguito), ma la pandemia blocca ogni spostamento e lei si ritrova a trascorrere un periodo più lungo del previsto in Valle d’Aosta, dove si era momentaneamente trasferita in attesa della partenza. Nel periodo successivo al lockdown lavora in un bar del paese e lì scopre la comunità, le sue storie, le sue tensioni con il turismo. Da quell’immersione nasce Courma e Courmayeur, unico lungometraggio italiano selezionato al Trento Film Festival di quest’anno. Un risultato che lei stessa definisce “inaspettato e potentissimo”, perché arrivato da un progetto nato dal quotidiano, dall’osservazione, dall’ascolto. In esso vengono raccontate le due anime della celebre località valdostana attraverso tre storie che seguono un gruppo di turisti milanesi, una famiglia di allevatori del posto e un giovane freerider che vive la montagna ogni giorno.Questa esperienza la porta anche a fondare nel 2023 una casa di produzione l’Emerald Mountain Films, per dare continuità ai progetti in Valle d’Aosta con la collaborazione degli enti locali.

Cinema Talk Jean Claude Chincheré Fabiola Megna e Elettra Gallone ph Simone Mombelli
Cinema Talk: Jean Claude Chincheré Fabiola Megna e Elettra Gallone ph Simone Mombelli

Dall’altra parte Jean Claude Chincheré, fotografo e documentarista che da dieci anni lavora in Libano e in Medio Oriente. Il suo legame con il territorio nasce quasi per caso, durante un viaggio, e si trasforma in un percorso di lunga durata. Inizialmente stava lavorando a un progetto di tesi per l’Accademia di Belle Arti di Torino sugli sbarchi a Lampedusa, nel frattempo conosce un gruppo di ragazzi libanesi e si interessa del loro paese e dopo aver contattato l’UNICEF per la parte logistica e averlo attraversato tutto nasce “l’amore per il Libano”.

“Il Libano è una contraddizione vivente, difficile da trasmettere a 360 gradi attraverso delle foto o dei reportage”, racconta. “All’inizio avevo uno sguardo quasi per l’esotico, adesso conosco molto bene il Libano e le sue dinamiche… ed è più difficile raccontarlo.” Il suo metodo si basa molto sulle ricerche di archivio e sopralluogo sul campo. Il suo ultimo progetto “Beirut Addio: cantando sotto le bombe“, racconta la storia di Joe Diverio, cantante italiano molto apprezzato in Libano che, durante la guerra civile del 1982, si esibiva nei rifugi di Beirut, portando speranza e umanità in un contesto devastato dal conflitto. Sebbene conoscesse questa storia già da tempo, l’urgenza della sua realizzazione nasce dall’aggravarsi delle condizioni di salute del protagonista, che gli ha precluso il viaggio in Libano come previsto inizialmente. Il documentario di Chincheré è in questo momento in proiezione in molti festival cinematografici libanesi in giro per il mondo, tra cui in Australia e in Canada, sottolineando l’interesse dietro la storia raccontata.

Per quanto riguarda nuovi progetti Gallone ha anticipato un lavoro sul lupo transfrontaliero ancora in fase di sviluppo, mentre Chincheré sta seguendo una nuova storia legata alla Siria, di cui ha già contatti e del materiale fotografico, ma resa complessa dalla situazione geopolitica. Il prossimo appuntamento di Cinema Talk è previsto per il 9 maggio con ospiti Chiara Zoja e Gaël Truc.

di Mattia Sciulli

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