Scontri a Roma, liberi 11 dei 23 arrestati Fermato il minore fotografato con la pala

Il giovane ha precedenti per rissa e resistenza a pubblico ufficiale
News Nazionali

Roma, 16 dic. – (Adnkronos/Ign) – Convalida degli arresti e remissioni in libertà per i primi arrestati per gli scontri di martedì scorso a Roma comparsi oggi davanti ai giudici.

In coincidenza con le decisioni prese dalla II Sezione del Tribunale sul primo gruppo di manifestanti sono volati spintoni e urla. Il giudice ha deciso che resti agli arresti domiciliari Mario Migliucci, difeso in aula da sua madre l’avvocato Simonetta Crisci. Divieto di dimora a Roma, invece, per tre liguri (Dario Campagnolo, Emanuele Gatti e Fabrizio Ripoli), obbligo di firma due volte al giorno per Patrizio D’Acunzo, piena libertà per Charlie Robin Thibault Plaze. Per un altro imputato Edoardo Zanetti affidato all’esame della V Sezione penale, i giudici hanno disposto la scarcerazione senza alcun obbligo. Tutti questi imputati saranno processati il 23 dicembre prossimo dalle rispettive Sezioni.

Il provvedimento preso dal Tribunale nei riguardi di Mario Migliucci che come tutti gli altri imputati risponde di resistenza aggravata, (per alcuni c’è anche l’accusa di danneggiamento), è conseguente al fatto che a lui nel verbale di arresto è stato contestato di essere stato in possesso al momento del fermo di tre sassi del peso complessivo di circa 6 chilogrammi, sassi che si accingeva secondo il rapporto a tirare. Intervenendo a sua difesa però la madre, avvocato Crisci, ha sostenuto che come lo stesso Migliucci ha dichiarato aveva con sé soltanto una bomboletta di vernice, un telefonino e una macchina fotografica. Il Tribunale però ha tenuto conto soltanto di quanto messo a verbale nel momento dell’arresto e gli argomenti di difesa saranno riproposti all’udienza del 23 dicembre.

Con la conferma degli arresti ha concluso l’udienza anche la prima sezione del Tribunale. Alle persone comparse in Aula cioè Michele Cruciani, Matteo Angius, Matteo Sordini, Alessio Zervoli e Leo Fantoni, che sono accusate a seconda della posizione, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale o di danneggiamento aggravato, i giudici hanno imposto l’obbligo di firma del registro dei sorvegliati per due volte al giorno. Il processo a loro carico si svolgerà il 13 giugno prossimo.

I processi per direttissima contro 23 dei 26 manifestanti arrestati martedì scorso sono stati affidati a cinque diverse sezioni del Tribunale penale: l’accusa è di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Per altri 3 manifestanti finiti in carcere la Procura sta ancora valutando la loro posizione. Il giudizio, in particolare, è affidato alle Sezioni I, II, IV, V e X.

In previsione dell’inizio delle udienze attorno alla città giudiziaria di piazzale Clodio sono state dislocate numerose camionette di polizia e carabinieri. All’interno del Palazzo di Giustizia la vigilanza è stata rinforzata.

“Sono costretto a protestare a nome della città di Roma contro le decisioni assunte dalle sezioni II e V del Tribunale di Roma di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti gli imputati degli incidenti di martedì scorso”, afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che confessa di essere “molto preoccupato che si possano ripetere scontri come quelli di martedì scorso”. “C’è una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni – aggiunge – perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati”. “Non è minimizzando la gravità di questi fatti – sottolinea il sindaco che che “nei prossimi giorni farò un incontro con il questore e con il prefetto – si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città mentre è evidente che queste persone hanno dimostrato, soprattutto in un momento di grande tensione sociale quale quello che stiamo vivendo, di essere soggetti pericolosi per la collettività”.

Il primo cittadino di Roma ha inoltre annunciato che “Saremo molto vicini ai negozianti, verificheremo le loro istanze e le recepiremo: appena ci saraà un quadro economico preciso, formuleremo le nostre richieste al governo e alla regione”.

Intanto è stato fermato con l’accusa di rapina aggravata il minore fotografato durante gli scontri con in mano una pala e con manette e manganello durante l’aggressione al finanziere. Il giovane è stato riconosciuto attraverso il giaccone che indossava durante gli scontri e per una ferita riportata sulla mano destra.

Le immagini apparse su alcuni organi di stampa, riferite a un possibile infiltrato delle forze dell’ordine tra i manifestanti, sono state attentamente vagliate dalla Digos e dalla polizia Scientifica ieri, anche attraverso il confronto con la documentazione video e fotografica realizzata dalla stessa polizia Scientifica. Il minore, con precedenti per rissa e resistenza a pubblico ufficiale, era stato fermato in occasione di un episodio diverso rispetto a quello dell’aggressione al finanziere, fotosegnalato e poi rilasciato, in attesa del riscontro della documentazione acquisita durante gli scontri. Proprio durante il fotosegnalamento il minore aveva attirato l’attenzione degli agenti per il fatto che indossava il giaccone al rovescio, verosimilmente per evitare il riconoscimento del colore della giacca come ritratta nelle foto pubblicate. Al momento il minore si trova in un centro di accoglienza a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nel frattempo continuano senza sosta le indagini per l’identificazione di altre persone coinvolte negli episodi di violenza.

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