A Pollein quinto successo per Negrò la bovina che non ha mai vinto alla Regionale

La reina di Stefano Charrier con un paragone sportivo si può considerare la “Poulidor” delle reines con questo risultato ottiene il suo quinto successo nelle eliminatorie.
Stefano Charrier ha presentato alla Grand Place la sua Negrò, una delle regine più forti ammirate negli ultimi anni: oggi l’ennesimo successo a Pollein
Società

Alla fine la vecchia Negrò ha sorpreso tutti, ammesso e non concesso che ci si possa ancora stupire del successo di una delle reines più amate degli ultimi anni. A dirla tutta, a questa bovina fin troppo facilmente riconoscibile – il suo colore sempre meno nero e più grigio ricorda che il tempo passa inesorabilmente – manca solo il bosquet alla Regionale. Dettaglio non trascurabile, direte voi, ma a volte bisogna sapersi arrendere all’evidenza: la grandeur di una reina non va necessariamente a braccetto con il suo palmares.

Il paragone (sportivo) è quasi automatico: Negrò è la Raymond Poulidor delle reines. Lui, Poulidor, è stato un’icona del ciclismo proprio perché non ha mai vestito la maglia gialla al Tour de France: l’essere stato un perdente di lusso gli ha permesso di diventare il favorito dei tifosi, che negli anni Sessanta e Settanta lo hanno preferito di gran lunga a sua maestà Jacques Anquetil, che collezionava vittorie (e Tour) senza però far battere veramente il cuore agli appassionati. Quella era una prerogativa di Poupou.

Negrò può essere la Poulidor delle reines: eterna come Poupou – quinto successo nei concorsi eliminatori – amata dai tifosi e puntualmente fregata sul più bello quando combatte alla Croix-Noire. Se Negrò è Poulidor, Falchetta di Renzo Rosset è senza dubbio l’alter ego di Jacques Anquetil: molti ricordano la vittoria di Falchetta in finale nel 2024 ai danni di Negrò (terzo titolo per la bovina di Nus), i suiveurs più sgamati rammentano pure l’altro scontro tra queste due grandissime regine contemporanee ai quarti di finale della Regionale 2022. Indovinate chi vinse?

Poulidor si è battuto con i grandi mostri sacri del pedale del suo tempo, trovando sulla sua strada prima chi aveva vissuto gli anni del dopoguerra (Louison Bobet) e poi i campioni degli anni Settanta come Eddy Merckx. Nella sua storia tormentata alla Regionale Negrò ha perso agli albori con Reinetta dei Bonin (semifinale 2021) e, un anno fa, nei primi turni eliminatori con Tormenta dei fratelli Quendoz. Che, per la cronaca, è arrivata fino alla finale, giustiziata dalla “solita” Falchetta.

 

Quinto titolo di concorso per una reina eccezionale

Stefano Charrier ha presentato alla Grand Place la sua Negrò, una delle regine più forti ammirate negli ultimi anni: oggi l’ennesimo successo a Pollein
Stefano Charrier ha presentato alla Grand Place la sua Negrò, una delle regine più forti ammirate negli ultimi anni: oggi l’ennesimo successo a Pollein

Nell’ultima giornata di primavera delle reines (e delle classiche del ciclismo) i parallelismi tra corna e pedali erano impossibili da evitare. Resta il fatto che la carriera di Negrò non è comune, e quindi non comune è stato l’approccio a questo resumé. Poche regine hanno vinto 5 titoli, pochissime si sono qualificate in prima o seconda categoria per poi affrontare la finale regionale sempre tra le leggere.

Stefano Charrier, che si gode l’ennesimo successo della sua grigia regina, ha un unico timore in questa assolata domenica di Pollein: che quest’anno, a ottobre, la terza categoria possa essere una chimera. Negrò è più pesante del solito, “ma anche molto più bella e prestante” mentre si appresta a compiere 11 anni. Quindi in autunno potrebbe affrontare la sua quinta regionale (nel 2023 non fu presentata) in un altro tabellone, tra reines di altra categoria di peso.

Ci sono ancora sei mesi di tempo, per capire che ne sarà di Negrò e della sua figura così facilmente riconoscibile su un campo di gara. Al momento, al netto dei colori del suo mantello, la reina di Charrier ha un palmares che fa invidia a molti, persino al povero Raymond Poulidor (che, per onor di cronaca, ha vinto una Vuelta, una Sanremo, una Freccia Vallone e pure una Paris-Nice). Regina a Valtournenche nel 2021, nel 2022 nella sua Quart: poi, dopo lo stop del 2023, è tornata a Gressoney nel 2024 mentre un anno fa si era laureata campionessa a Pasquetta a Fénis.

Oggi a Pollein – pubblico delle grandi occasioni, a proposito – ha sconfitto in finale Marmotta di Ronny Vial, terza a Valpelline la primavera scorsa: in semifinale erano arrivate due bovine dei fratelli Pinet di Issogne, la new entry Strega e la vecchia Guerra, già vista in azione al Col de Joux.

 

Seconda categoria, tornano a sorridere i fratelli Viérin

Vittoria in casa per Jardin dei fratelli Viérin, la migliore del secondo peso
Vittoria in casa per Jardin dei fratelli Viérin, la migliore del secondo peso

Come succede spesso, una storia (grande storia, quella di Negrò) fagocita le storie più piccole. Che, poi, definire piccola la storia dei fratelli Viérin sarebbe come sputare sui quasi settant’anni degli Amis des Batailles de Reines. Che annoverano, tra i fondatori, proprio i capostipite della famiglia di Pollein.

I Viérin da qualche anno “giravano a vuoto”, trovando un’altra parafrasi sportiva (scomodiamo il baseball, questa volta). Oggi in casa, invece, sono arrivati a cancellare un passato recente senza soddisfazioni con il bosquet della loro Jardin, alla prima apparizione sui campi di gara. Jardin ha il merito di vincere un concorso particolarmente lungo e impegnativo (73 iscritte) e di far sorridere pure i proprietari delle bovine sconfitte in finale e semifinale: Pierangelo Ronco con Baronne (finalista) e Yuri Brunet con Odessa (out in semifinale) andranno comunque alla Regionale, dopo aver sfiorato entrambe questo traguardo almeno un paio di volte in quarti di finale persi in modo inopinato. L’altra qualificata del secondo peso è invece Vipère di Remo e Gilles Dalbard, anche lei alla prima qualificazione.

 

Terza categoria, il debutto di Patrick Bionaz

Samba di Dario Bétemps ha vinto in terza categoria
Samba di Dario Bétemps ha vinto in terza categoria

La storia di terza categoria è quella di un debutto che debutto non è: Patrick Bionaz da Brissogne calca i campi delle reines da parecchio tempo, ma in questo 2026 presenta le reines a nome suo e non con il nome di papà Michele, che comunque lo segue da vicino a bordo transenne. Non vedere più il nome di Michele Bionaz dall’elenco delle iscritte è un duro colpo da digerire, per i suiveurs delle batailles. Patrick Bionaz però mette quasi tutti d’accordo, presentando la sua Latrà e qualificandola per la Regionale. L’unica bovina che gli va di traverso è Samba di Dario Bétemps, che vince a Pollein per la prima volta: è una pronipote di Manda – a proposito di bovine che hanno vinto 5 eliminatorie – ed è figlia di un toro di Brunie dei Quendoz. Seconda Latrà, terze Monella di Davide Bieller ed Enrico Grivel (già seconda di terza a Vertosan nel 2024) e Alison di Aurelio Crétier, che bissa le qualificazioni di Gignod 2025 e Bionaz 2024.

La primavera delle reines finisce qui: 5 combats contro gli 8 ai quali eravamo abituati, arriviamo alla chiusura più freschi del solito. L’appuntamento è per il 2 agosto a Vertosan di Avise, là dove la leggenda narra che tutto sia iniziato.

I RISULTATI

Prima categoria (33)

  1. Negrò di Stefano Charrier di Quart (630 chili)
  2. Marmotta di Ronny Vial di Nus (652 chili)
  3. Strega dei fratelli Pinet di Issogne (707 chili)
  4. Guerra dei fratelli Pinet di Issogne (650 chili)

Seconda categoria (73)

  1. Jardin dei fratelli Viérin di Pollein (564 chili)
  2. Baronne di Pierangelo Ronco di Issime (568 chili)
  3. Odessa di Yuri Brunet di Gressan (570 chili)
  4. Vipère di Remo e Gilles Dalbard di Pollein (560 chili)

Terza categoria (87)

  1. Samba di Dario Bétemps di Saint-Christophe (515 chili)
  2. Latrà di Patrick Bionaz di Brissogne (512 chili)
  3. Monella di Grivel e Bieller di Pré-Saint-Didier (506 chili)
  4. Alison di Aurelio Crétier di Saint-Christophe (518 chili)

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