“Comportamento antisindacale”: il giudice condanna l’Usl Valle d’Aosta

Il Tribunale ha riconosciuto che "l’Azienda ha escluso illegittimamente le organizzazioni sindacali dalla contrattazione decentrata, dall’informazione e dal confronto su materie fondamentali, relegandole al ruolo di semplici uditrici".
USL via Guido Rey
Cronaca

“Una pronuncia netta, che non lascia spazio a interpretazioni”. Così Eleine Krieger Garcia, segretaria della FP Cgil e Annunziata Pisanti della Uil PF nel commentare la sentenza del Giudice del lavoro del tribunale di Aosta Luca Fadda che ieri ha dichiarato antisindacale il comportamento dell’Usl Valle d’Aosta, accogliendo il ricorso promosso dalle due sigle sindacali.

Il Tribunale ha riconosciuto che “l’Azienda ha escluso illegittimamente le organizzazioni sindacali dalla contrattazione decentrata, dall’informazione e dal confronto su materie fondamentali, relegandole al ruolo di semplici uditrici. Una scelta che ha violato in modo evidente i diritti sindacali e il principio di partecipazione”.

Il Giudice ha quindi ordinato all’Usl Valle d’Aosta di cessare immediatamente il comportamento antisindacale, di rimuoverne gli effetti e di rendere pubblica la decisione attraverso affissione nelle bacheche aziendali.

“È una vittoria chiara e senza ambiguità – dichiarano FP Cgil e Uil FP –. Il Tribunale ha ristabilito un principio fondamentale: la partecipazione sindacale non è una concessione dell’azienda, ma un diritto. Escludere chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori significa colpire la democrazia nei luoghi di lavoro. Questo non è più tollerabile”.

“Nessun datore di lavoro può decidere unilateralmente chi ha diritto di parola – proseguono FP Cgil e Uil FP –. Il confronto sindacale è un obbligo, non una facoltà. Da oggi questo principio è stato ribadito con forza”.

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