Nuovo episodio di spray al peperoncino anti-aggressione spruzzato in un ambiente chiuso senza che la situazione lo giustificasse. E’ accaduto ieri, martedì 5 maggio, nella sede di Brissogne di “Progetto formazione”, dove si stava tenendo un corso di informatica. Poco dopo l’inizio delle lezioni, attorno alle 8.30 del mattino, alcuni allievi hanno iniziato ad avvertire irritazione e tosse.
“Dopo la segnalazione dell’insegnante – spiega l’amministratore unico di Progetto Formazione, René Benzo – sono scattate la procedura di evacuazione e la chiamata al 112”. Sono così intervenuti i Carabinieri, il 112 e i Vigili del fuoco. Gli ultimi hanno verificato (con esito negativo) la presenza di eventuali tracce di gas tossici, quindi hanno posizionato dei ventilatori per areare il locale.
Il 118, sul posto anche con un medico, ha visitato le persone che manifestavano sintomi e per una ragazza si è reso necessario il trasferimento in Pronto soccorso (da cui è stata dimessa poco dopo). Per parte loro, i militari hanno avviato accertamenti, cercando di raccogliere informazioni dai presenti, ma – spiega ancora Benzo – “il fatto è stato aggravato dall’atteggiamento non collaborativo” di chi sosteneva di non aver visto nulla o di non avere indicazioni da fornire.
Sono quindi stati approfonditi i controlli sui partecipanti al corso, fino a ritrovare la bomboletta di spray utilizzata, ricondotta ad un 17enne. La posizione del giovane è al vaglio dei Carabinieri. Le lezioni sono riprese già nella giornata di ieri, tornati agibili i locali nel giro di un paio d’ore.
“Resta il rammarico forte della scuola, per un episodio che non derubrico a ‘ragazzata’. – aggiunge Benzo – Stamane è stato convocato un Consiglio d’amministrazione straordinario per assumere i provvedimenti disciplinari del caso. I ragazzi devono capire che gesti del genere possono integrare reati e presentano conseguenze. In generale, continuiamo a lavorare per fornire un’offerta formativa di qualità”.
Un episodio simile si era verificato, nelle scorse settimane, al liceo “Maria Adelaide” di Aosta, senza che nessun alunno avesse bisogno di cure sanitarie.
