Nata per seguire le donne in gravidanza e al momento del parto, la professione ostetrica si è evoluta nel tempo, ampliando il suo sguardo alla prevenzione, all’educazione sanitaria e alla continuità assistenziale. In Valle d’Aosta sono 37 le ostetriche in servizio nell’Azienda Usl, 26 operano in ambito ospedaliero e 11 sul territorio, all’interno delle Case della Comunità e dei Consultori Familiari.
In occasione della Giornata Internazionale delle Ostetriche, che si celebrava ieri, martedì 5 maggio, l’Usl racconta l’attività di queste professioniste fornendo alcuni dati.

L’attività principale si concentra sul territorio, con circa 36.000 prestazioni erogate all’anno tra cui screening oncologici (Pap test e HPV), tamponi vaginali e accessi per l’ambulatorio del pavimento pelvico. A queste si affianca un’intensa attività di gruppo e di prevenzione: nel 2025 sono stati realizzati complessivamente 1.876 incontri, tra cui i percorsi di accompagnamento alla nascita e del dopo parto.
Le ostetriche entrano anche nelle scuole per progetti di prevenzione e in risposta alle richieste, soprattutto provenienti dalle scuole medie. I temi affrontati sono quelli dell’affettività e della contraccezione. nel 2025 sono stati realizzati 244 incontri nelle scuole su tutto il territorio regionale coinvolgendo oltre mille studenti delle scuole di primo e secondo grado.
Presenti nei consultori familiari, le ostetriche garantiscono non solo assistenza sanitaria ma anche informazione, ascolto e presa in carico globale della persona, in stretta integrazione con i servizi ospedalieri.

“Le ostetriche territoriali sono ogni giorno accanto alle donne e alle famiglie, non solo nei momenti più delicati come la gravidanza e il post-partum, ma lungo tutto il percorso di vita. Il nostro lavoro si fonda sulla relazione, sull’ascolto e sulla continuità assistenziale, elementi fondamentali soprattutto in un territorio come quello valdostano, dove la prossimità dei servizi fa davvero la differenza”, sottolinea Stefania Fazari, responsabile delle ostetriche territoriali.

L’attività principale rimane quella del Percorso Nascita: le ostetriche seguono le gravidanze a basso rischio secondo le più recenti linee guida nazionali, organizzano corsi di accompagnamento alla nascita gratuiti e aperti anche ai futuri padri, offrono supporto nel puerperio e nell’allattamento e promuovono i nuovi incontri del Dopo parto dedicati alla genitorialità, in cui è prevista la presenza anche la collaborazione degli istruttori Pbls-D e dei volontari Nati per leggere e Nati per la Musica. A queste attività si aggiunge l’assistenza alla donna durante il travaglio, il parto e il puerperio e nei momenti successivi alla nascita, in ambito ospedaliero, oltre al supporto nell’avvio dell’allattamento e nella gestione del neonato.
In ambito ospedaliero le ostetrice sono presenti negli ambulatori del Beauregard, dove nel 2025 hanno effettuato oltre 4.200 prestazioni, tra cardiotocografie, diagnosi prenatali, bilanci di salute e colloqui ostetrici, contribuendo in modo significativo al monitoraggio della gravidanza e alla presa in carico delle pazienti.

La figura dell’ostetrica riveste un ruolo centrale anche nell’accompagnamento delle coppie nei percorsi di procreazione medicalmente assistita e contribuisce alla sensibilizzazione sulle manovre per il rivolgimento del podalico e sul parto vaginale dopo taglio cesareo. Inoltre l’ostetrica fornisce un importante supporto nell’esecuzione di esami specialistici come l’isteroscopia diagnostica e l’esame urodinamico invasivo.
“In ospedale accompagniamo le donne in uno dei momenti più importanti della loro vita, garantendo sicurezza clinica e umanizzazione dell’assistenza – evidenzia Christine Vicquéry, responsabile delle ostetriche ospedaliere -. Ma il nostro lavoro è sempre più integrato con il territorio: solo così possiamo assicurare continuità e qualità del percorso nascita”.
