L’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari della Valle d’Aosta ha organizzato ieri, giovedì 7 maggio alla sala convegni Bcc di Aosta, un momento di confronto per riflettere sul tema degli affitti brevi e sulle implicazioni delle normative sul territorio.
Tra le riflessioni proposte spicca quella sulla situazione delle abitazioni non occupate in Valle d’Aosta: secondo un’indagine Istat è la ragione con il più alto numero di immobili vuoti. Quasi una casa su due non è abitata: il 56% sul territorio regionale.
Eppure non manca l’interesse: negli ultimi anni ad Aosta, la domanda di case in affitto ha superato l’offerta disponibile.
Come si è finiti in questo paradosso?
“Le ragioni sono molteplici” sottolinea Jean-Claude Mochet, presidente Uppi Valle d’Aosta. Da un lato, chi è alla ricerca di una casa deve fare i conti con l’aumento del costo della vita; con la precarietà lavorativa e con il mercato immobiliare poco accessibile. Dall’altro, i proprietari immobiliari spesso si trovano in possesso di case da ristrutturare, con classi energetiche basse e con importanti interventi strutturali da compiere per renderle appetibili sul mercato. In più, molti hanno paura di non riavere l’immobile in caso di morosità. Questo porta ad avere immobili sfitti e vuoti e persone alla ricerca di un alloggio senza avere le possibilità economiche di ristrutturarlo.
Gli affitti brevi: una soluzione o un problema?
L’opzione degli affitti brevi è una possibilità per uscire da questo blocco: consente flessibilità, pagamenti anticipati e controllo diretto sull’immobile. Il rischio? La riduzione dell’offerta delle locazioni stabili e la competitività rispetto alle strutture alberghiere. In Valle d’Aosta, però, i dati non sembrano allarmare da questo punto di vista, in particolare per quanto riguarda il capoluogo. “La questione degli affitti brevi riguarda una minima percentuale dello stock immobiliare di Aosta” afferma Roberto Nale, consigliere regionale Fiaip Valle d’Aosta. Sono circa 620 gli alloggi che presentano questa modalità di locazione, circa il 15%. L’85% restante rientra nel gruppo degli appartamenti “spenti”: immobili non utilizzati o abitati secondo uso improprio.

Verso le “case green”
Per fare fronte a questo problema, secondo Adolfo Dujany, segretario regionale Uppi, la regione Valle d’Aosta “deve verificare lo stato degli immobili sul piano statico e favorire il recupero di tutto il patrimonio esistente, anche in stato di abbandono, in modo da garantire il diritto alla casa prima di incidere su fondi inedificati”.
Dujany fa notare inoltre come in Europa il settore edilizio torni ad assumere un ruolo strategico. Se gli edifici sono responsabili circa del 36 per cento di emissioni di CO₂ e del 40 per cento dei consumi energetici, la direttiva europea della “casa green” diventa fondamentale per coniugare costo, salute pubblica e sostenibilità ambientale.
Problematiche degli affitti brevi
Andrea Billotti, host e community leader VdA per Airbnb, porta al centro del suo intervento le difficoltà nell’operare come host restando aggiornati sulle normative. Evidenzia inoltre una mappa delle criticità riscontrate nel rapporto con l’apparato burocratico a seguito delle ultime normative.
Meno burocrazia, più cura dell’ospite
Il CIR, che identifica la locazione turistica nel sistema regionale, ha portato controlli e interpretazioni dopo il rilascio, generando incertezza nei proprietari. Il CIN, codice nazionale da esporre e utilizzare nei canali di promozione, presenta una duplicazione di passaggi e adempimenti tecnici. L’imposta di soggiorno, per la riscossione, la dichiarazione e il riversamento ai Comuni, non ha un sistema PagoPa uniforme e piattaforme integrate. Inoltre, l’applicazione rigida delle metrature, può ridurre i posti letto offerti anche in immobili già utilizzati e coerenti con il mercato turistico.
Cinque le proposte Uppi e Host VdA: eseguire i controlli prima del rilascio dei codici, pensare dei criteri proporzionati per le metrature e i posti letto, consentire correzioni e scadenza al giorno 15 per l’Istat, inserire l’imposta di soggiorno su piattaforme uniche e integrate e porre attenzione alla sicurezza con impianti e requisiti sostenibili.
