Università e libertà: ad Aosta un incontro dedicato a Giulio Regeni

L’incontro “Libertà sotto pressione? Stampa e ricerca tra minacce e resistenze” è in programma martedì 12 maggio 2026 alle ore 16.45 al Polo universitario di via Monte Solarolo 1 ad Aosta.
Giulio Regeni

“La vicenda di Giulio Regeni ci riguarda profondamente come comunità educante e come comunità accademica: ci interroga sulla libertà di studio e sulla protezione di chi indaga la realtà con rigore e coraggio”. Con queste parole la rettrice dell’Università della Valle d’Aosta, Manuela Ceretta, rinnova l’invito alla cittadinanza, agli studenti e al mondo della scuola, della ricerca e dell’informazione a partecipare all’incontro “Libertà sotto pressione? Stampa e ricerca tra minacce e resistenze”, in programma martedì 12 maggio 2026 alle ore 16.45 al Polo universitario di via Monte Solarolo 1 ad Aosta.

L’iniziativa, a ingresso libero, unirà una tavola rotonda dedicata alla libertà di studio, di ricerca e di informazione alla proiezione speciale del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni.

L’appuntamento valdostano rientra nel progetto nazionale Le Università per Giulio Regeni, promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore Giulio Regeni. Il progetto coinvolge 76 università e oltre 15 mila persone in una serie di incontri e proiezioni dedicate al tema della libertà della ricerca.

Alla tavola rotonda interverranno, oltre a Elena Cattaneo, Domenico Quirico, editorialista de La Stampa, Franca Roncarolo e Patrik Vesan, che modererà il confronto.

L’evento è realizzato con il patrocinio di Long Neck Doc ETS, Longitudes, Frontdoc – Festival Internazionale del Cinema di Frontiera e Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta.

“La libertà della ricerca rischia di essere seriamente minacciata, in maniera quasi invisibile, dalla polarizzazione dei dibattiti pubblici legati alle piattaforme digitali, dalle fake news e dal proliferare di informazioni incontrollate”, sottolinea ancora Ceretta. “Difendere la libertà della ricerca scientifica significa anche contenere queste minacce”.

Accanto al tema della ricerca, l’Ateneo valdostano ha voluto porre al centro anche la libertà di stampa. “Le democrazie possono crollare sotto la pressione dei carri armati, ma possono anche svuotarsi lentamente quando vengono meno i pilastri che le sostengono”, osserva la rettrice. “Tra questi pilastri ci sono la libertà di ricerca e quella di stampa”.

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