Piano Trasporti, i sindaci dicono sì: “Ora basta libri dei sogni, servono interventi concreti”

L’Assemblea del CPEL, che ha riunito i rappresentanti istituzionali dei Comuni valdostani nel pomeriggio di oggi 19 maggio, ha espresso parere favorevole con osservazione al Piano regionale dei Trasporti, chiedendo un elenco condiviso delle priorità e degli interventi da realizzare.
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Politica

Vogliamo che questo Piano non rimanga un libro dei sogni, ma auspichiamo una rapida messa a terra, viste le enormi problematiche del sistema dei trasporti valdostani”. Con queste parole, il presidente Alex Micheletto ha proposto il parere favorevole dell’Assemblea dei sindaci (Cpel), riunitasi nel pomeriggio di oggi 19 maggio, alla relazione generale, al rapporto ambientale e alla dichiarazione di sintesi, nella versione aggiornata di aprile 2026, del Piano regionale dei Trasporti, a conclusione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). 

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L’Assemblea condivide in linea generale le strategie del Piano, ma ritiene necessaria la predisposizione di un elenco, condiviso con gli enti locali della Valle d’Aosta, delle priorità e degli interventi da realizzare, perché possano trovare un’applicazione concreta e tempestiva. 

Secondo l’Assessore Luigi Bertschy, “oggi la Valle d’Aosta non vive una situazione di blocco dei trasporti, perché tante persone frequentano e si muovono sul territorio. Il Piano prende in esame le attuali criticità del sistema dei trasporti valdostano e prova a immaginare soluzioni e obiettivi per i prossimi anni. Conosciamo i costi dell’auto privata e viviamo tutti la necessità di garantire al sistema di trasporto pubblico un maggiore utilizzo nel futuro”. 

Dal potenziamento in corso della rete ferroviaria Aosta-Ivrea, alla possibilità dei raddoppi selettivi, Bertschy ha sottolineato l’importanza di “favorire l’intermodalità del sistema di trasporto, per migliorare il collegamento fuori e dentro la Regione”. 

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Uno dei punti del Piano che ha fatto più discutere nelle ultime settimane è l’ipotesi di acquisizione regionale dell’infrastruttura ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier, per cui si immaginano usi diversi dal passato, come l’adozione di un sistema BRT (Bus Rapid Transit).

“Per questa infrastruttura è necessaria una forte presa di coscienza da parte della politica, per non rimanere dipendenti da modelli passati”, avverte Grosjacques. “La proposta del BRT non è definitiva. Dovremo predisporre un documento che analizzerà le varie possibilità. Vedremo se questa è la soluzione migliore o se ce ne sono altre, ma lo faremo in casa nostra, con l’autonomia di gestione che avremo una volta acquisita l’infrastruttura ferroviaria”. 

Ad auspicare un intervento in tal senso sono i sindaci dell’Alta Valle. “Condividiamo la necessità di dar gambe a questo lavoro”, commenta il sindaco di La Thuile Mathieu Ferraris. “È da dieci anni che in Valdigne e in Alta Valle siamo bloccati. Quanto fatto finora non è tempo perso, perché ci ha permesso di portare avanti un lavoro che ha cercato di prendere in campo tutte le realtà. Ora però bisogna davvero dar gamba a questo progetto”. 

Sempre in alta Valle, a motivare l’immaginazione di una seconda canna del Tunnel del Monte Bianco, c’è la necessità di una messa in sicurezza maggiore, quella di garantire una canna sempre disponibile in situazioni di emergenza e di collegarsi il più possibile al Trans-European Transport Network (TEN-T), che contorna la Valle senza attraversarla. 

Un altro nodo centrale del Piano è quello che riguarda le misure immaginate per risolvere il ‘collo di bottiglia’ Hône-Bard in bassa Valle. Qui una delle possibile strategie è quella di puntare a drenare il traffico dalla statale per immetterlo sull’autostrada, revisionando il sistema tariffario anzitutto per i residenti. 

Su questo punto, è lo stesso Micheletto, sindaco di Hône, a tenere alta l’attenzione. “Condivido la necessità di non abbandonarsi a voli pindarici e di concretizzare tutto, ma per la bassa Valle non abbandonerei i sogni. Dopo cinquant’anni che si sognava un ponte sullo Stretto qualcuno ha pensato almeno di metterci una mano. Quindi ben vengano, anche in Valle, soluzioni concrete per arginare le situazioni emergenziali, ma non dimentichiamo di sognare un sistema di trasporto migliore per la Valle d’Aosta”. 

Commentate anche le misure immaginate per la Plaine e in particolare l’hub intermodale di Aosta, dove si punterà sulla connessione tra tutti i servizi di trasporto disponibili per chi si vuole spostare verso il centro, le valli laterali e, non da ultima, la Stella di Pila. “Anche qui la scelta è di agire in autonomia”, spiega Grosjacques, “per fare investimenti che metteranno in valore questa parte della città, che può fare da punto di arrivo e di partenza per il collegamento col resto del territorio”. 

A salutare favorevolmente questa visione è il sindaco di Aosta Raffaele Rocco, che sottolinea la necessità di strategie alternative in un momento di forte crisi della mobilità cittadina: “La chiusura della galleria di Sorreley e del Pont Suaz hanno dimostrato ulteriormente che indirizzare il traffico sull’alta Valle sarebbe importante. Ben vengano queste ipotesi che sosteniamo senza nessun problema”. 

Il concetto chiave, dunque, è la mobilità integrata, dove il trasporto pubblico non è immaginato come sostituto totale a quello su gomma, ma come strumento complementare e integrativo.

“Oggi è necessario ripensare i collegamenti in una visione poco ideologica e molto concreta”, conclude Grosjacques. “Lasciamo raccontare agli altri che tutti i turisti un giorno potranno arrivare in Valle d’Aosta in treno. Noi pensiamo che ci sia ancora bisogno di autostrade: sappiamo che le persone che arrivano in treno non saranno mai tutte quelle che accoglieremo e puntiamo quindi a rendere complementari tutti i trasporti. Questo ci permetterà di andare incontro al target rispettivo di chi arriva in Valle, puntando a sviluppare sempre più progetti di mobilità integrata”.

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