“Ero già da tempo a conoscenza di questi fatti, ma non ho voluto subito creare allarmi”. Con queste parole il vescovo Franco Lovignana commenta la lettera circolare del 19 maggio con cui la Diocesi di Aosta segnala una vicenda poco conosciuta anche a Verrès.
Nel documento si parla dell’apertura in paese di un presunto luogo di culto non autorizzato dalla Chiesa, dove si terrebbero incontri di preghiera.
“La chiamano ‘chiesa’ o ‘santuario’”, racconta il vescovo, “ma l’apertura di un luogo di culto, per avvenire in seno alla Chiesa, deve essere autorizzata dalla Diocesi e non è questo il caso”.
A motivare l’intervento del vescovo è stata la segnalazione della simulazione di un’adorazione eucaristica con relativa benedizione, avvenuta nell’ambito di questo sedicente luogo di culto. ‘Un atto molto grave’, si legge nella circolare, che configura questi incontri, ‘dal punto di vista canonico, come un abuso e un sacrilegio’.
Senza esprimersi ulteriormente sui dettagli, il vescovo ribadisce l’obiettivo del suo intervento. “Ho voluto mettere in guardia i fedeli delle nostre comunità e dire loro che se vogliono pregare, hanno tutte le opportunità per farlo. Ci sono molte chiese sul territorio in cui si fa l’adorazione eucaristica vera e autorizzata. Adesso, per di più, siamo nel mese di maggio e in molte chiese e cappelle si organizza la recita del rosario. Le occasioni non mancano: non andate a cercare cose strane”.

Crescono curiosità e interrogativi
La diffusione della circolare ha suscitato attenzione e interrogativi tra i cittadini di Verrès e dei paesi limitrofi, informati dagli stessi parroci. In paese si è rapidamente diffusa la volontà di capire dove si svolgano gli incontri citati dal vescovo e chi ne sia all’origine.
La vicenda, fino alla pubblicazione del documento, sembrava infatti sconosciuta a gran parte della comunità locale. Tra curiosità e preoccupazione, molti cercano ora di ricostruire contorni e dimensioni del fenomeno.
Anche il sindaco Alessandro Giovenzi e il parroco di Verrès Don Sandro Canton sarebbero venuti a conoscenza della situazione attraverso la comunicazione della diocesi. Entrambi stanno cercando di raccogliere ulteriori informazioni per comprendere meglio quanto segnalato nella circolare e seguire l’evoluzione della vicenda.
Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sul luogo indicato dal vescovo né sulle persone coinvolte nell’organizzazione degli incontri. La situazione resta quindi oggetto di attenzione da parte della comunità locale e delle autorità ecclesiastiche.
Di Diletta Peretto e Elena Del Col

Una risposta
Il modo migliore per spingere la curiosità della gente e per confondere i fedeli.
Chi non ha voglia di saperne di più su questa fantomatica chiesa eretica… mente.