“Aperigiro”, la parola ai ciclisti valdostani Mattia Agostinacchio, Charlotte Bonin ed Etienne Grimod

Al mercato coperto di Aosta si è chiuso il ciclo “Aosta cuore rosa” con Mattia Agostinacchio, Charlotte Bonin ed Etienne Grimod, alla vigilia della tappa del Giro d’Italia da Aosta a Pila.
Aperigiro
Sport

Si chiude al mercato coperto di Aosta, con vere storie di ciclismo, i vini del Consorzio Vini Valle d’Aosta e i sapori del territorio, il ciclo di appuntamenti “Aosta cuore rosa”, che ha preparato la città alla quattordicesima tappa del Giro d’Italia, in programma domani con partenza dal capoluogo e arrivo a Pila.

I protagonisti dell’evento, svoltosi nella serata odierna e organizzato dal Comune di Aosta, con la moderazione del giornalista Davide Pellegrino, sono stati Mattia Agostinacchio, ciclista professionista del team EF Education-EasyPost, Etienne Grimod, del team Solme-Olmo-Arvedi, e la triatleta olimpionica Charlotte Bonin.

Tutti e tre gli atleti sono saliti in bicicletta da piccolissimi, a circa due anni e mezzo d’età. Agostinacchio, atleta WorldTour e campione mondiale ed europeo Under 23 di ciclocross, pedalava su una bicicletta in legno a quattro ruote, ma il suo primo ricordo nitido è lo scontro con un camper non appena tolte le rotelle. I tre atleti hanno poi cominciato a correre e ad allenarsi con la mountain bike, che, come ci tiene a sottolineare Etienne Grimod — campione del mondo juniores a squadre su pista e protagonista quest’anno di un bellissimo podio durante la Coppa del Mondo su pista nella tappa in Malesia — è stata fondamentale per lo sviluppo delle capacità tecniche.

Ognuno dei tre ha poi virato verso la propria specialità. Charlotte Bonin, dopo l’esperienza nell’atletica leggera, conclusa a causa di problemi fisici, durante la riabilitazione in piscina ha incontrato il Gruppo Triathlon Aosta. Provando la disciplina, fortunatamente per lo sport valdostano, se ne è innamorata, regalando numerose medaglie a livello mondiale ed europeo e conquistando due partecipazioni alle Olimpiadi: la prima a Pechino, la seconda a Rio, dove si è piazzata in diciassettesima posizione.

Grimod ha scelto invece il ciclismo su strada e su pista, due specialità che riesce a conciliare alla perfezione, sostenendo che la pista aiuti a migliorarsi su strada e viceversa. Agostinacchio, dal canto suo, predilige strada e ciclocross, nonostante una certa avversione per il freddo e, in particolar modo, per il fango, tipico della disciplina.

Lo sport in generale, ma il ciclismo e il triathlon in particolare, richiedono una grande sopportazione della fatica, che per gli atleti valdostani intervistati non costituisce un ostacolo, ma piuttosto uno stimolo. Andare oltre il proprio limite è una caratteristica comune ai tre, nonostante il classe 2005 Grimod ci tenga a far notare che ci sono giornate in cui, testuali parole, «segherei in due la bicicletta». Sono però proprio questi momenti, ha aggiunto, ad aiutare a migliorarsi. L’atleta delle Fiamme Azzurre Charlotte Bonin ha raccontato invece come capire quando superare il proprio limite, in base alla situazione, le abbia permesso di compiere un grande salto di qualità.

Arrivare a questi livelli ha comportato sacrifici e rinunce per tutti e tre, che però non hanno rimpianti. Mattia Agostinacchio ci tiene a evidenziare, con le parole che gli ha sempre insegnato suo padre, nonché suo primo allenatore, che i suoi non sono sacrifici, ma scelte. Scelte importanti, che gli hanno consentito di essere oggi ai massimi livelli del ciclismo internazionale e che, se tornasse indietro, rifarebbe. Etienne Grimod ha invece raccontato come il periodo più difficile sia stato quello in cui i suoi coetanei hanno iniziato a uscire, intorno ai sedici anni, mentre lui doveva riposare in vista degli impegni sportivi. I suoi eccellenti risultati, però, non gli hanno fatto rimpiangere in alcun modo la strada intrapresa.

Altro fattore imprescindibile per atleti di questo calibro è la gestione della pressione. Nel caso di Grimod non rappresenta un problema; per Bonin si manifestava soprattutto durante le qualificazioni olimpiche, ma non nel grande evento delle Olimpiadi, dove arrivò diciassettesima, prima delle italiane. Per il giovane Agostinacchio, invece, l’ansia è stata un aspetto curato nei minimi dettagli con il proprio mental coach. Insieme sono però riusciti a trasformarla in forza, in qualcosa che quasi viene in aiuto al ciclista del team EF Education-EasyPost per esprimere al meglio le proprie potenzialità.

Il ruolo della famiglia, spesso controproducente e oppressivo in alcuni casi — basti pensare alle parole dell’ex allenatore di calcio Vendrame, «sarebbe più facile allenare giocatori orfani» — ha giocato invece un ruolo fondamentale per questi atleti, che hanno sempre avuto pieno sostegno dai propri genitori. Charlotte Bonin ha rimarcato come gran parte del proprio successo sia merito dei genitori e come, da mamma, cercherà di sostenere sua figlia come loro fecero con lei.

Durante l’intervista è emersa anche una forte critica al sistema scolastico italiano, che ha reso difficile conciliare studio e sport. Secondo le tre esperienze raccontate, è risultato quasi impossibile proseguire il percorso della scuola tradizionale italiana in parallelo all’attività sportiva di alto livello. La triatleta azzurra fu infatti impossibilitata a ultimare il suo ultimo anno scolastico a causa delle troppe assenze durante il periodo della sua prima Olimpiade, a Pechino. Nonostante le avversità, Charlotte riuscì poi a diplomarsi in lingue. Destino simile per Etienne, costretto a diplomarsi da privatista due anni fa. Gli atleti suggeriscono dunque un adattamento del sistema italiano ai modelli esteri, dove scuola e sport vengono considerati alla pari.

In conclusione, gli atleti si sono sbilanciati in un pronostico per la tappa di domani, indicando come favorito il danese Jonas Vingegaard. Grimod ha però aggiunto che Felix Gall è in grande forma e ha riposto una speranza anche nel giovane italiano Giulio Pellizzari.

Da segnalare la presenza di un pubblico numeroso, con la partecipazione speciale di Franco Vagneur, grande ex ciclista valdostano, intervenuto con emozione per ricordare le corse del passato e spendere parole di stima verso i tre atleti intervistati.

di Riccardo Florio

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