C’è “Luce” in Ferrari?

Per presentare la sua prima full electric, Ferrari ha scomodato la luce. E mai una nuova "Rossa" è stata, fin dalla nascita, così divisiva.
Ferrari Luce - Foto Facebook Ferrari
Gioie e Motori

Per presentare la sua prima full electric, Ferrari ha scomodato la luce. Elemento primordiale che da sempre evoca vita, purezza, positività. Elemento che, quindi, ha oltrepassato le soglie della fisica ed è divenuto un simbolo direi quasi metafisico. E, a mia memoria, mai una nuova Rossa è stata, fin dalla nascita, così divisiva. In borsa, il titolo del Cavallino è caduto di oltre l’otto per cento. Ma soprattutto, un discreto numero di appassionati ha bocciatoLucesenza appello.

L’aspetto tecnologico, su cui tra poco ci intratterremo, è passato in secondo piano, nonostante le indubbie peculiarità. Non è un dato che stupisce: Ferrari è poesia dell’automobile, sogno, inopinata innovazione stilistica ai massimi sistemi. Il look non ha convinto, anzi alcuni hanno eretto una vera e propria alzata di scudi.

Benedetto Vigna, CEO Ferrari, ha chiarito che l’ideazione di una macchina elettrica non significa mera sostituzione del motore termico con quello elettrico, ma prevede di fare i conti con proporzioni, masse, ingombri e distribuzione dei pesi diversi. Quindi, linee originali, con la forma che si modella sulla funzione, filosofia peraltro già ampiamente sperimentata.

“Luce” stupisce e sconcerta per il suo look certamente non convenzionale. L’anteriore è molto ridotto: personalmente, mutatis mutandis ovviamente, mi ha ricordato – per la logica di fondo – la Dacia “Sandrider”, che ha vinto la “Dakar” 2026, non propriamente il benchmark per una Ferrari.

La parte posteriore rappresenta un esplicito richiamo alla tradizione, ma pare non coerente con il resto. Ampio spazio è riservato alla superficie vetrata superiore, mentre le portiere si aprono a libro. “Luce” è una Gran Turismo/Crossover di dimensioni ragguardevoli: cinque metri di lunghezza, due di larghezza, con il bagagliaio capace di circa 600 litri, come mai su una Ferrari: l’obbiettivo è quello di conciliare comodità – le quattro porte consentono cinque posti – e prestazioni.

Forma che si adegua alla funzione, ma supercar elettriche come Rimac “C Two”, Pininfarina “Battista”, Lotus “Evija”, propongono linee più piacevoli e seducenti: parere personale, probabilmente altri possono definire convenzionale questo ragionamento e apprezzano il nuovo corso.

“Luce” è una scommessa, una sfida per raggiungere una clientela (anche) diversa, giovanile e interconnessa. D’altra parte, il design è frutto della collaborazione determinante con “LoveFrom”, il cui leader Jony Ive ha dato la personalità ai prodotti della Apple.

Dal punto di vista squisitamente tecnico, i numeri sono inequivocabili e di alto livello. Una batteria alloggiata a pavimento da 122 kWh esprime una potenza pari a 772 kW (1050 cavalli), con velocità massima di 310 chilometri orari e un’accelerazione da 0 a 100 chilometri orari in soli 2”5. I propulsori sono quattro, uno per ruota, e i quattro ammortizzatori attivi collegate alle ruote sterzanti comportano grande stabilità. Prezzo euro 550.000, nelle concessionarie in autunno.

2 risposte

  1. Preferisco esteticamente le Posche 911 a qualunque Ferrari.
    Questa di brutto ha il colore, per il resto non dice nulla.

  2. Auto bellissima: brava Ferrari. Coraggio da vendere e capacità di rivolgersi ad un pubblico di super-nicchia (per il costo) che non cerca il solito “brum brum”. Quasi tutti gli altri produtttori non possoono che restare al palo.

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