Cambio al vertice della Fondazione comunitaria, Roberto Grasso è il nuovo Presidente

La nomina conclude il mandato di Passerin d’Entrèves, che aveva auspicato e promosso il ricambio alla guida della Fondazione comunitaria della Valle d'Aosta. Alessandra Dalmasso confermata vicepresidente e Patrik Vesan segretario generale.
Fondazione comunitaria VDA Roberto Grasso
Società

Un passaggio di testimone voluto e preparato nel segno della continuità, ma anche con qualche novità. Il Consiglio generale della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, riunitosi mercoledì 17 giugno, ha nominato Roberto Grasso nuovo presidente, raccogliendo la proposta formulata dall’uscente Pietro Passerin d’Entrèves.

La nomina, approvata all’unanimità dei presenti con l’astensione dell’interessato, conclude il mandato di Passerin d’Entrèves, che aveva espressamente auspicato e promosso il ricambio alla guida della Fondazione. Il presidente uscente continuerà a far parte del Consiglio generale, assicurando così il proprio contributo di esperienza e competenza.

Fondazione comunitaria VDA Roberto Grasso e Pietro Passerin d’Entrèves
Fondazione comunitaria VDA – Roberto Grasso e Pietro Passerin d’Entrèves

Colonnello in quiescenza del Corpo sanitario dell’Esercito Italiano, Roberto Grasso è laureato in Medicina veterinaria ed è socio fondatore e presidente della cooperativa sociale Forrestgump VdA 2.0, impegnata nell’agricoltura sociale e nell’inserimento lavorativo. Dal 2017 presiede inoltre il CoDiVdA, il Coordinamento delle organizzazioni di volontariato che si occupano di disabilità in Valle d’Aosta.

“Ringrazio Pietro Passerin d’Entrèves per la fiducia, per il lavoro svolto e per avere costruito questo passaggio con grande senso di responsabilità – dichiara il neo presidente Grasso –. Raccolgo il testimone con l’obiettivo di dare continuità al percorso della Fondazione e, allo stesso tempo, di rafforzarne ulteriormente la capacità di ascoltare i bisogni, creare alleanze e trasformare la generosità della comunità valdostana in interventi concreti”.

Il nuovo Consiglio generale è composto da René Benzo, Elena Cattelino, Anna Maria Cerise, Edda Crosa, Alessandra Dalmasso, Giovanni Favre, Roberto Grasso, Pietro Passerin d’Entrèves, Nadia Picot, Wally Orsi, Nicola Rosset, Patrizia Scaglia e Maria Grazia Vacchina, a cui si aggiungono sette nuovi membri: Nicole Bianquin, Nicole Dujany, Cristina “Chicco” Margaroli, Cristiano Pivato, Francesca Repetto, Laura Roullet, Marco Sarboraria.

Il nuovo Comitato direttivo

Fondazione comunitaria VDA Comitato Direttivo
Fondazione comunitaria VDA – Comitato Direttivo

Il Consiglio generale ha confermato Alessandra Dalmasso nel ruolo di vicepresidente. Il nuovo Comitato direttivo, composto oltre che dal presidente e dalla vicepresidente e da Patrizia Scaglia, vede l’ingresso anche di René Benzo, Nicole Bianquin, Edda Crosa e Nicole Dujany.

Revisori, segretario generale e presidente onorario

È stato inoltre nominato il Collegio dei revisori, composto da Federico Raimo, presidente, e dai componenti Veronica Celesia e Matteo Frassille. Confermato nel ruolo di segretario generale Patrik Vesan e Luigino Vallet come presidente onorario, quale riconoscimento per il contributo offerto alla nascita e allo sviluppo della Fondazione.

Le linee d’azione future

Il nuovo corso proseguirà lungo una strategia fondata su tre obiettivi: presidiare i bisogni sociali prioritari, generare nuove risorse e fiducia e migliorare la capacità organizzativa della Fondazione.

Tra gli ambiti individuati figurano la continuità educativa e il protagonismo giovanile, l’accesso alle cure, il welfare socio-relazionale, l’abitare e l’agricoltura sociale, il contrasto alle povertà economica e alimentare e il sostegno alle famiglie con persone con disabilità. A questi si affiancheranno il rafforzamento della raccolta fondi e dei lasciti testamentari, nuove alleanze con imprese e soggetti economici e una maggiore strutturazione della governance interna.

“Non vogliamo limitarci a sommare singoli progetti, ma costruire un insieme coerente di interventi capace di unire risorse pubbliche e private, competenze del Terzo settore e partecipazione della comunità – sottolinea il segretario generale Vesan –. La Fondazione dovrà essere sempre più una piattaforma civica e filantropica al servizio della Valle d’Aosta, vicina ai bisogni e capace di generare risposte, relazioni e fiducia”.

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