Le piogge mancano, le temperature restano alte e i corsi d’acqua segnano portate ridotte. Questi i dati emersi dalla riunione di ieri, lunedì 29 giugno, dell’Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica, coordinato dall’assessore alle opere pubbliche, territorio e ambiente Davide Sapinet e dall’assessora all’agricoltura e risorse naturali Speranza Girod.
L’incontro è stato convocato per valutare e monitorare l’evoluzione della situazione meteorologica e climatica delle ultime settimane, che con l’attuale ondata di calore ha richiesto interventi e misure da parte di esperti e amministratori.
Alla riunione hanno partecipato anche l’assessore allo sviluppo economico e attività produttive Luigi Bertschy, dirigenti e funzionari di diverse strutture dell’amministrazione regionale e rappresentanti di Cpel, Arpa Valle d’Aosta, Cva e Bim.
Nel corso dell’incontro è stata svolta un’analisi dei dati forniti dal Centro funzionale regionale e da Arpa Valle d’Aosta, in collaborazione con la Fondazione Cima, per definire l’inquadramento meteo-climatico stagionale. Sono state inoltre prese in esame le prime segnalazioni arrivate da alcuni territori e le criticità emerse nell’Osservatorio sugli utilizzi idrici istituito a livello del bacino idrografico del Po.
I dati evidenziano un quadro di attenzione. Le precipitazioni degli ultimi due mesi sono state inferiori del 50 per cento alla media storica. Negli ultimi tre mesi la temperatura è invece risultata superiore di un grado rispetto alla media storica, con un aumento di 2,9 gradi nell’ultimo mese. Anche le portate dei corsi d’acqua risultano ridotte di circa il 50 per cento rispetto alla media storica del mese di giugno.
“Molto lavoro è stato fatto negli ultimi anni in sede di programmazione e sostegno alle infrastrutture, in particolare al Bim-Vda per quanto riguarda la rete degli acquedotti“, spiega l’assessore Sapinet. “Le temperature particolarmente alte e la scarsità di precipitazioni degli ultimi mesi ci chiedono di tenere alta l’attenzione. Ciò che preoccupa maggiormente è la situazione che si potrebbe creare tra due o tre settimane. A tal fine abbiamo già calendarizzato un prossimo incontro dell’Osservatorio”.
Le ricadute interessano anche il settore agricolo e zootecnico, come evidenziato dall’assessora Girod. “Si registra, ad esempio, una riduzione della produzione di foraggio, stimata in alcune zone intorno al 40 per cento. Qualora la situazione non dovesse migliorare nelle prossime settimane, c’è il rischio di una demonticazione anticipata del bestiame dagli alpeggi. Anche i consorzi di miglioramento fondiario stanno affrontando crescenti difficoltà nella gestione irrigua”.
Per la Regione, l’Osservatorio dovrà avere un ruolo di coordinamento tra assessorati ed enti competenti. L’obiettivo, spiegano Sapinet e Girod, è individuare “scelte tecniche e politiche mirate e lungimiranti nel rispetto delle esigenze delle comunità e di tutte le attività produttive”.
