A Bard Paolo Ruffini fa ridere e commuovere con “Il Babysitter”

Al Forte di Bard lo spettacolo ispirato al video-podcast alterna improvvisazione, musica e momenti di commozione, con Ruffini affiancato da Claudia Campolongo e dai piccoli Noemi, Nicholas e Leonardo.
Paolo Ruffini Bard
Società

Pubblico in piedi alla fine, qualcuno si asciuga una lacrima, qualcuno ride di gusto. Tutto si può dire fuorché Paolo Ruffini, ieri al Forte di Bard con il suo spettacolo “Il Babysitter”, non abbia smosso le emozioni del pubblico di AostaClassica.

Lo spettacolo, ispirato all’omonimo video-podcast di successo, fa dell’improvvisazione, della spontaneità e della profondità dei bambini la sua cifra distintiva. Anche a Bard il pubblico risponde, interagisce e partecipa, contribuendo a creare uno show aperto agli imprevisti e, proprio per questo, diverso ogni sera.

Sul palco Paolo Ruffini è affiancato nelle gag dalla regista Claudia Campolongo, che con il suo pianoforte accompagna ogni scena, ogni parola, ogni emozione, e da tre bambini: Noemi, Nicholas e Leonardo. I tre piccoli attori duettano con Ruffini su temi centrali come l’amore, la felicità, il futuro, la vita, e su valori come l’uguaglianza e i diritti. A tratti, va detto, appaiono però un po’ troppo costruiti, quasi fosse loro sottratta quella spontaneità di cui lo spettacolo si nutre.

Nelle due ore di spettacolo c’è spazio anche per la musica, con Leonardo, undicenne genovese protagonista dell’edizione 2026 di The Voice Kids, che canta Sal Da Vinci e Lucio Corsi, e Nicholas, bambino di 9 anni, un po’ filosofo e un po’ saggio, che prima risponde alle domande più svariate del pubblico e poi si esibisce nel brano da lui scritto, intitolato Il grande pidocchio blu, dedicato al tema della tristezza e della depressione infantile. La piccola Noemi, “pescata dal pubblico”, giocando e leggendo con Ruffini lo incalza sui temi della parità e del politically correct.

I protagonisti scelti tra il pubblico di Bard e saliti sul palco sono i piccoli Bernard di Aosta, Pietro di Milano e Lorenzo di Ivrea. Poi c’è spazio anche per due coppie sposate da oltre 50 anni, a cui il comico e regista livornese chiede i segreti della loro unione e della loro felicità.

Il Babysitter a Bard si chiude con un monologo di Paolo Ruffini: la tanto attesa lettera a Babbo Natale. Un’intensa riflessione emotiva in cui il comico livornese, da adulto, senza più il papà, riscopre il bisogno di credere nella magia natalizia e di accudire il proprio io bambino. Un passaggio commovente, che condensa lo spirito dello spettacolo, esplicitato sin dal sottotitolo: “Quando diventerai piccolo capirai”.

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