“Pochi ma buoni”: i 100 e i 100 e lode della maturità 2026

Continua a calare il numero di studenti usciti dalla maturità con il massimo dei voti. Ad alcuni di loro abbiamo chiesto di raccontarci com’è andata. 
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Si direbbe che sono ‘pochi ma buoni’ gli studenti usciti da questa maturità con il massimo dei voti. Rispetto all’anno scorso, infatti, i numeri si riducono o restano uguali in pressoché tutte le istituzioni scolastiche, con un calo drastico soprattutto nel liceo classico, dove si è passati dagli 8 studenti usciti con 100 o 100 e lode l’anno scorso, ai 3 di quest’anno. 

Il liceo scientifico è praticamente l’unica eccezione, con un lieve aumento da 6 a 7. A restare senza 100 e 100 e lode sono il liceo linguistico Bérard, l’Itpr Corrado Gex, il Manzetti, il liceo linguistico di Courmayeur, il liceo scientifico di Verrès e il liceo delle scienze umane ed economico-sociale Maria Adelaide. 

A dire il vero, i risultati di quest’anno non stupiscono più di tanto. I dati ufficiali degli anni passati, infatti, rivelavano già una riduzione significativa del numero di studenti con votazione pari a 100 o 100 e lode, passati dall’11,2% nell’anno scolastico 2020/21 al 4,1% nel 2023/24. Un ridimensionamento ancora più marcato rispetto al dato nazionale, dove la quota è scesa dal 16,6% al 9,8%. 

Studenti meno brillanti, insegnanti più severi oppure maturità particolarmente selettiva nella nostra regione? Lasciamo a te la risposta, insieme a qualche racconto di chi ha portato a casa questo traguardo. 

Al classico ordinario Irene Mozzato è l’unico 100 

“Quest’estate ho in programma l’interrail nel Nord Europa con mio fratello e sarà una bella opportunità per passare un po’ di tempo insieme prima che io vada via di casa. A settembre infatti mi trasferirò a Torino per andare a studiare Fisica“, racconta Irene Mozzato che, uscita col 100 dal liceo classico ordinario, fa un bel salto verso il mondo scientifico.

“Effettivamente un po’ di timore c’è e non posso nasconderlo, ma sinceramente prevale l’entusiasmo di iniziare un nuovo percorso, che si prospetta molto diverso da quello appena concluso”. Grazie alla sua organizzazione, è riuscita a conciliare lo studio con un percorso di pianoforte alla Sfom e con la pratica costante di vari sport a livello amatoriale, senza però rinunciare alle normali uscite con gli amici.

Ringrazia la sua famiglia per il grande supporto e riconosce di non aver mai avuto grandi difficoltà in nessuna materia, ma la stanchezza si è inevitabilmente fatta sentire. “Questo non significa ovviamente che non abbia faticato, perché comunque dietro a questo risultato ci sono tante ore di studio. Ho, però, avuto sempre una passione per lo studio in generale, che mi ha fatto pesare meno l’impegno che il classico richiede”.

Irene Mozzato
Irene Mozzato

Al classico bilingue Martina Condurro esce con 100 e Aurora Zenato con 100 e lode

Se il classico si conferma una scuola dura, non mancano però le sorprese dolci. Lo conferma il racconto della maturità da parte di Martina Antonia Condurro. “Dopo la prova Esabac prevista nel percorso bilingue, la nostra professoressa di storia e filosofia ci ha portati in una stanza dove c’era una torta gigante di cioccolato, che ci ha davvero fatto piacere perché eravamo distrutti dopo le quattro ore passate sui banchi”. 

Dopo aver festeggiato nella pizzeria di famiglia appena aperta dai genitori, Martina è partita per il Camerun, dove sta prendendo parte all’undicesima sessione del Parlement francophone des jeunes de l’Apf. Rientrata in Italia, dopo le vacanze al mare si trasferirà a fine estate a Roma, dove studierà giurisprudenza alla Luiss

Martina Condurro
Martina Condurro

Se per lei il voto finale è il risultato di un intero percorso in cui ha cercato di alternare gli impegni di danza a quelli scolastici, anche per Aurora Zenato, uscita con 100 e lode, questi cinque anni non sono stati leggeri. “Praticavo tennis a livello agonistico e nuoto, quindi, dato che nei primi due anni le materie erano più semplici e avevo ricevuto una buona preparazione alle scuole medie, è stato più facile. Gli ultimi anni, invece, sono stati più impegnativi.” 

Per lei le vacanze non saranno completamente all’insegna del riposo. “Dovrò iniziare a studiare in vista del test d’ingresso per IMAT, Medicine and Surgery, a Pavia. In alternativa, intraprenderò il percorso del ‘semestre filtro’”.

Aurora Zenato
Aurora Zenato

Martina Benvenuto e Matteo Negrini concludono il percorso di scienze applicate al Maria Adelaide con 100 e lode e 100

È un’identità scissa tra due passioni quella di Matteo Negrini. La sua bravura nelle materie scientifiche lo ha spinto a iscriversi al Politecnico di Torino, dove studierà ingegneria fisica e, forse, sarà ammesso al percorso di eccellenza Easy Research Honors School. Parallelamente, però, c’è anche la passione per la poesia, per la scrittura e la letteratura, che gli ha fatto scegliere nella prima prova la traccia su Brancati, in modo da collegare i suoi interessi poetici al tema della memoria e del ricordo.

“Quando sono entrato all’orale, ho cominciato con una riflessione che ha fatto subito capire alla commissione la mia passione per i libri, la scrittura e i film”, racconta Matteo. “Così i professori mi hanno subito messo a mio agio, punteggiando il colloquio di citazioni e suggestioni cinematografiche. Alla fine ricordo di aver detto che mi sarebbe piaciuto ripetere il colloquio”. 

Anche la sua estate cerca di bilanciare le sue diverse passioni. “Sto facendo l’animatore all’oratorio interparrocchiale Valdigne e a fine agosto andrò al campo estivo coi ragazzi delle medie in Valtournenche. Per il resto, voglio tenermi libero per prendere la patente e curare due piccoli romanzi che ho scritto, oltre a continuarne un terzo”. 

Matteo Negrini
Matteo Negrini

Tre gli studenti usciti con 100 dall’ISILTeP Verrès

Giorgia Bignoli
Giorgia Bignoli

Tra i tre studenti usciti con 100 dal polo scolastico di Verrès – oltre a Alessio Ghirardo (Informatica e Telecomunicazioni) e Vanessa Lini – c’è anche Giorgia Bignoli, ventenne con sindrome di Down. Giorgia era integrata nella quinta dell’indirizzo linguistico. Tante le attività in cui era coinvolta a scuola, a partire dal coinvolgimento nel Barbrilla, il bar simulato gestito dagli studenti, nato per scopi didattici e professionalizzanti all’interno del vecchio cotonificio Brambilla, sede dell’Isiltep di Verrès.

Grazie all’alternanza scuola-lavoro, poi, Giorgia ha frequentato l’Accademica dell’indipendenza di Asti, città dove continuerà a frequentare la scuola alberghiera dall’anno prossimo. A fianco alla scuola, Giorgia era impegnata inoltre in varie attività extrascolastiche, come gli Special Olympics, il laboratorio teatrale I monelli dell’arte di Montjovet e il laboratorio dell’associazione Insieme di Pont-Saint-Martin. “Sono molto contenta, ma mi mancheranno molto i miei compagni”, racconta Giorgia, che ha svolto un esame esclusivamente orale, durato però ben tre quarti d’ora. “Sono venuti quattro compagni a sentirmi e mi hanno regalato dei fiori. Poi ho festeggiato e sono andata in vacanza al mare in Toscana”.

Escono con 100 dall’Institut Agricole Beatrice Georgy e Davide Brusaferro

A unire le esperienze di Beatrice Georgy e Davide Brusaferro, è il ricordo del collegio. “Non siamo solo compagni di classe, ma c’è una vera e propria amicizia, ci siamo aspettati l’un l’altro fuori dalla porta per foto e scherzi”, racconta Davide. 

Con la speranza di portare avanti questi legami, il giovane artigiano, di cui abbiamo già raccontato la passione in occasione della scorsa Fiera di Sant’Orso, ha come obiettivo un corso di laurea triennale all’Università della Montagna di Edolo, per poi puntare ad eventuali master a Milano o Torino. 

Ora, per i mesi estivi, i suoi programmi guardano dritti al futuro e a ciò che ama. “Punto a fare fiere e mercatini in giro per la valle, partecipando a diverse veillà. Sto cercando di aprire un po’ il mercato: per ora sono solo hobbista, ma mi piacerebbe fare dell’artigianato un lavoro”. 

Davide Brusaferro
Davide Brusaferro

Anche per Beatrice il legame creato tra le mura del collegio è indissolubile. “Eravamo in sette a dormire fisicamente in collegio: non condividevamo solo gli appunti, ma soprattutto momenti diversi, uscite insieme, esperienze personali. Il valore di arrivare in fondo insieme attraverso tutte queste tappe è quello che mi ricorderò per sempre”. 

Ora, però, è arrivato il momento di staccare la spina. “Per la maturità ho dedicato più tempo nell’ultima parte dell’anno. Da gennaio ho iniziato a dare i test d’ingresso, dedicandomi di più a me stessa“.

Lo sguardo è quindi rivolto al futuro universitario. “Vorrei iscrivermi a un nuovo corso, Biology of Human and Environmental Health, erogato interamente in inglese, ma non so se ho passato il test d’ingresso. In alternativa farei comunque biologia. A lungo termine non ho ancora un’idea, ma mi piace costruire pezzo per pezzo”.

Beatrice Georgy
Beatrice Georgy

L’unico 100 all’Ipra di Châtillon è di Hu Jia Hao

A Hu Jia Hao è bastato prepararsi soprattutto nell’ultima settimana prima dell’esame, senza vivere un’eccessiva pressione, perché gli argomenti erano quelli affrontati durante l’anno scolastico. 

Anche il colloquio orale si è rivelato più semplice di quanto immaginasse: “È stata quasi una chiacchierata, molto più tranquilla delle interrogazioni che facevamo a scuola. Sono entrato con un buon voto ed è andato tutto liscio”. 

Più impegnativo, invece, il primo impatto con la prova di italiano: “Quando ho visto le tracce ho pensato ‘è la fine’, perché i temi erano troppo filosofici”. Alla fine ha scelto la traccia dedicata alla meraviglia e si è trovato bene. Anche il francese – “il mio punto debole” – gli ha riservato una sorpresa positiva, riuscendo a svolgere un buon tema, mentre la prova di indirizzo di Scienze degli alimenti gli è sembrata piuttosto semplice. 

Ripensando ai cinque anni di scuola, spiega che i primi due sono stati i più difficili, soprattutto per il carico orario e le numerose ore di laboratorio, più impegnative rispetto a quelle di un liceo. Dal terzo anno, però, la situazione è cambiata: “Ho trovato un metodo di studio efficace, ho iniziato a ottenere risultati migliori e ho vissuto il percorso con maggiore serenità, anche grazie alla disponibilità dei docenti e al buon rapporto con i compagni di classe”. 

Se l’Istituto alberghiero gli consentirebbe già di inserirsi nel mondo del lavoro, Hu Jia Hao ha però deciso di proseguire gli studi universitari, iscrivendosi alla facoltà di Economia, o ad Aosta o a Milano. 

Nel frattempo, sta lavorando per mettere da parte i soldi necessari sia per il viaggio in Grecia con gli amici sia per le spese dell’università. Il ricordo più bello di questi 5 anni? “La vincita del Viaggio della Memoria durante il quarto anno, un’esperienza molto importante per la mia crescita personale”.

Hu Jia Hao
Hu Jia Hao

Allo scientifico i 100 e lode di Carole Champrétavy, Max Breuer e Etienne Curtaz e i 100 di Joaquin Andres Jimenez, Bianca Annibal, Emanuele Cuaz e Gabriele Meneghetti 

“Aver finito il liceo è fonte di grande sollievo”, spiega Max Breuer, uno dei 100 e lode del liceo scientifico. “Da un altro lato, però, mi rende triste e nostalgico per le persone con cui ho stabilito stretti legami di amicizia. Non dimenticherò mai i momenti di solidarietà e le risate”. 

Nel vallone di Ollomont in cui abita, Max festeggia il risultato godendosi l’estate. “Vado spesso a camminare in montagna e lavoro sui miei fumetti ascoltando vinili”. Coinvolto dalle problematiche ambientali, il prossimo anno andrà a studiare ingegneria ambientale al Politecnico di Torino

Max Breuer
Max Breuer

Anche Carole Champrétavy ripensa al suo percorso e racconta: “Ci sono tanti ricordi, alcuni positivi e altri negativi. Alcune attività che mi sono rimaste impresse sono la notte dei ricercatori, la gita di quinta a Parigi e la gita a Ravenna che abbiamo fatto in seconda. In questi giorni sono contenta di aver finito, ma c’è anche un po’ di nostalgia”. 

Già iscritta all’Afam di violino al Conservatorio della Valle d’Aosta, è convinta della sua scelta. “Il mio percorso è quello. Non mi pesa affatto studiare violino tutti i giorni”. Del suo percorso, ha un ricordo tutto sommato positivo: “Sono stati anni pesanti che mi hanno fatto crescere. Ho capito che l’organizzazione è importante, così come acquisire un metodo di lavoro che rimane”. 

Carole Champretavy
Carole Champrétavy

Se Carole era abituata a dare esami, Joaquin Andres Jimenez ammette che all’inizio era “molto in ansia e non sono riuscito a partire tranquillamente come pensavo. Grazie ai professori, però, sono riuscito ad andare avanti. Ricorderò i bei momenti con la classe, ma anche il consiglio docenti che ci trattava come persone e non come numeri”. 

Con l’intenzione di passare l’estate a leggere, attività che non si era concesso da un po’, vuole iscriversi a Fisica a Torino

Joaquin Andres Jimenez
Joaquin Andres Jimenez

Le vacanze di Etienne Curtaz, al contrario, saranno dedicate al lavoro e allo studio per i test d’ammissione all’università. “Vorrei provare a entrare in una scuola di eccellenza, come la Normale di Pisa, ma anche quella di Udine o Torino”. 

Nonostante la sua grande ambizione, ammette: “Va bene prendere 100 e lode, ma la scuola non è tutto. La maggior parte degli aspetti della vita non è legata alla scuola. Sono contento, ma non mi sento così gasato.”

Etienne Curtaz
Etienne Curtaz

Elisa Belotti finisce l’artistico con 100 e lode, Sara Gaspari il musicale con 100

La scelta del liceo artistico si è rivelata un successo per Elisa Belotti: “Mi ha permesso di scoprire e coltivare la mia grande passione per la storia dell’arte, che prima era solo un interesse personale e che ora è diventata a tutti gli effetti la mia strada”. 

Dopo un’estate di riposo, non vede l’ora di cominciare un nuovo capitolo. “A ottobre mi trasferirò a Venezia per frequentare l’università Ca’ Foscari, dove studierò Gestione e Conservazione dei Beni Culturali. Poter continuare a seguire la mia passione in una città così ricca di arte e storia è un’opportunità stupenda”.

di Elena Del Col e Amélie Odin

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