Per i 29 bambini iscritti alla scuola dell’infanzia di Donnas Capoluogo il prossimo anno scolastico inizierà in una sede diversa. Da settembre le attività saranno trasferite infatti nel plesso di Grand Vert, a circa 1,5 chilometri dalla scuola del capoluogo, per lasciare spazio alle classi della scuola primaria durante i lavori di adeguamento antisismico previsti nell’anno scolastico 2026/2027.
La decisione aveva già suscitato negli scorsi mesi la protesta di alcune famiglie. Ora, queste ultime si sono mobilitate lanciando una petizione in cui chiedono al Comune di rivedere il trasferimento o di introdurre misure capaci di limitarne le conseguenze organizzative ed economiche.
I genitori contestano in particolare di essere stati informati del cambio di sede soltanto dopo la chiusura delle iscrizioni. La scelta della scuola, spiegano, era stata effettuata anche tenendo conto della vicinanza all’abitazione o al luogo di lavoro e della disponibilità di servizi come prescuola, doposcuola e mensa.
“Lo spostamento senza misure di mitigazione”, si legge nella petizione, “sarebbe una scelta sproporzionata perché scaricherebbe i costi del Comune interamente sulle tasche e sul tempo dei genitori”.
Il Comune ha deciso di archiviare formalmente la petizione perché “le adesioni sono state raccolte attraverso modalità che non risultano conformi a quanto previsto dall’articolo 44 dello Statuto e dall’articolo 37 del regolamento comunale”. Il documento non può quindi essere considerato “formalmente valido ai sensi della normativa vigente”.

Le richieste avanzate nella petizione e la risposta del sindaco
Alle richieste e alle proposte di misure compensatorie avanzate dalle famiglie, il sindaco di Donnas Matteo Bosonin, considerando l’attenzione che si è creata attorno alla tematica, ha però deciso di rispondere puntualmente in una nota di riscontro e delucidazione.
Tra le opzioni avanzate dai genitori c’era anzitutto il rinvio dell’avvio dei lavori alla conclusione dell’anno scolastico 2026/2027. Secondo i promotori, lo slittamento avrebbe consentito di reperire le risorse necessarie per finanziare strumenti di supporto alle famiglie.
Il sindaco ha però spiegato che il calendario del cantiere è legato alle condizioni del finanziamento regionale ottenuto dal Comune. L’intervento, del valore di 2 milioni 279 mila 940 euro, rientra nel “Piano degli interventi di edilizia scolastica di competenza degli enti locali per l’annualità 2025” della Regione autonoma Valle d’Aosta e dovrà essere completato entro il 2027.
Sarebbe quindi “né giustificato né opportuno”, secondo Bosonin, “porsi già in partenza in condizioni tali da non rispettare le tempistiche dettate dal finanziamento”.
Quanto alla richiesta, avanzata nella petizione, di conoscere le ragioni che hanno condotto alla scelta attuale e all’esclusione di soluzioni alternative di minore impatto, il sindaco assicura che “Il Comune non dispone di alcun altro immobile con tutte queste caratteristiche”.
Se gli aderenti alla petizione sollecitavano l’amministrazione a considerare come alternativa la biblioteca, secondo il sindaco la sua esclusione è dettata non solo da motivi tecnici ma anche giuridici.
“La struttura di Donnas non è una biblioteca comunale, bensì una biblioteca regionale comprensoriale”, precisa Bosonin. “Il Comune non ne ha la libera disponibilità, in quanto i locali sono regolati da un contratto di comodato e da una convenzione con la Regione”.
Con tanto di tabelle orarie e dettagli tecnici, gli aderenti alla petizione proponevano anche l’adozione di misure compensative straordinarie per sostenere logisticamente le famiglie penalizzate dal trasferimento.
Riguardo alla richiesta di garantire servizi di trasporto totalmente gratuito per tutta la durata dei lavori, il sindaco assicura di aver inviato una richiesta di preventivo a diverse aziende di noleggio con conducente.
L’unico preventivo ottenuto, però, è di un importo ritenuto insostenibile per l’amministrazione comunale. Quest’ultima, d’altra parte, aveva disattivato il sevizio di scuolabus già dall’anno scolastico 2011/12 proprio per il costo troppo elevato rispetto al numero di utenti.
Per ridurre le difficoltà delle famiglie prive di mezzi propri, il Comune ha comunque avviato un’interlocuzione con l’Amministrazione regionale per aumentare il numero delle fermate della linea “Circolare di Vert” negli orari compatibili con l’attività scolastica.
Le famiglie potranno inoltre contare sui servizi di prescuola e doposcuola in entrambi i plessi di Donnas capoluogo e di Vert. Grazie a una deroga, saranno attivati durante tutti i giorni scolastici, compreso il mercoledì pomeriggio, anche nel caso in cui non venga raggiunto il numero minimo di cinque iscritti.
“L’Amministrazione è pienamente consapevole dei disagi che ogni trasferimento temporaneo può comportare per le famiglie e per i bambini coinvolti”, conclude il sindaco.
Secondo il Comune, il trasferimento della scuola dell’infanzia a Vert rappresenta però “il miglior equilibrio possibile tra le esigenze di sicurezza, la continuità del servizio scolastico, il benessere degli alunni e la sostenibilità economica degli interventi e dei servizi connessi”.

Una risposta
È vergognoso che le famiglie debbano sobbarcarsi costi aggiuntivi quali trasporto, prescuola e doposcuola a seguito di una scelta obbligata dettata dall’amministrazione comunale.
Per non parlare del disguido che devono affrontare le famiglie che hanno figli nei due ordini di scuola che dovranno gestire pressoché agli stessi orari i figli della primaria a Donnas e dell’infanzia a Vert.