Al Centro Addestramento Alpino più richieste di volontari dei posti disponibili

Dal 43% di quattro anni fa, i volontari nelle truppe alpine sono oggi il 120%. Il dato è emerso in occasione della cerimonia di avvicendamento al Comando del Centro Addestramento Alpino tra i generali di Brigata Alessio Cavicchioli e Carlo Di Somma.
Il passaggio della bandiera tra i generali Cavicchioli e Di Somma
Società

Avvicendamento al vertice del Centro Addestramento Alpino. Dopo quattro anni di comando, il generale di Brigata Alessio Cavicchioli ha ceduto l’incarico al parigrado Carlo Di Somma. Alla cerimonia, svoltasi nella mattinata di oggi venerdì 24 luglio, al Castello Cantore, da sempre sede dell’istituzione militare nata nel 1934, era presente anche il comandante delle Truppe alpine, il generale di Divisione Alberto Vezzoli.

Nel salutare personale e autorità, e la rappresentanza dell’Associazione Nazionale Alpini guidata dal presidente Sebastiano Favero, il Comandante uscente ha anzitutto ricordato “coloro che appartenevano a questa comunità militare e che ci hanno lasciato”: Denis Trento e Matilde Lorenzi, ma anche – ultimo in ordine di tempo – un Alpino del 6° Reggimento. Guardando ai suoi anni ad Aosta, Cavicchioli ha sottolineato che “l’immagine che più di ogni altri identifica questa scuola è quella di una cordata che affronta una montagna”.

Cavicchioli: “cercati anche percorsi non convenzionali”

Un gruppo in cui “nessuno sale da solo”, ognuno “affida qualcosa di sé agli altri e viceversa”, ricevendo “dagli altri la forza per continuare”. Per il Generale uscente, “chi guida la cordata ha una responsabilità particolare: deve dare il passo, scegliere l’itinerario, assumersi il rischio di percorrere sentieri nuovi, quando quelli conosciuti non sono più sufficienti per raggiungere vette più alte”.

“Io in questi quattro anni ho cercato di fare proprio questo”, ha premesso Cavicchioli. Per poi aggiungere che “la cordata, passo dopo passo, è diventata sempre più numerosa. Si sono aggiunti i partner istituzionali, il mondo della ricerca, dell’università, dello sport, dell’industria, della scuola, delle associazioni e della società civile”.

Il riferimento è all’affermazione del Centro, con un percorso iniziato nel 2022, non solo per la formazione militare di base e specialistica in alta e media montagna, ma anche quale banco di prova e facilitatore per la sperimentazione di materiali, equipaggiamenti e procedure operative adatti all’ambiente di media – alta montagna e alle condizioni artiche (ambiente, quest’ultimo, che era marginalizzato nella letteratura scientifica, di cui il Centro ha anticipato la centralità).

In questo senso, tra le altre esperienze, il “Campo Alta Quota”, esercitazione sul campo condotta sul ghiacciaio del Dente del Gigante (nel massiccio del Monte Bianco), ha rappresentato un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, consentendo di testare sul campo soluzioni e procedure mutuate anche dalla ricerca applicata. Cavicchioli ha pure inteso ricordare il ruolo di coordinatore della Joint Task Force della Difesa per i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, che ha visto il Centro Addestramento Alpino impegnato in prima linea nel supporto alla manifestazione

Il risultato dell’evoluzione si è visto anche in termini di “appeal” del Centro. “Quando sono arrivato qui – ha dichiarato il comandante uscente – i volontari soldati di montagna erano il 43%. Lascio il comando che sono al 120%. Non è un’anomalia statistica, è che abbiamo più volontari dei posti disponibili. Quando sono arrivato qui, i corsi erano da 60 frequentatori. Oggi sono 260 i partecipanti al corso e la statistica ci chiede di portarli a 290, capacità che questa scuola non ha”.

Di Somma: “continuare sul filone del Duca degli Abruzzi e di Nobile”

Il Comandante entrante, Carlo Di Somma, rientra nell’ambiente delle Truppe alpine dopo un periodo di servizio all’Ufficio generale pianificazione finanziaria dello Stato Maggiore dell’Esercito e resterà anche Presidente del Comitato di indirizzo interforze per l’Artico, il sub Artico e l’Antartide. “La montagna è la nostra prima maestra e ci insegna che non si improvvisa nulla. – sono state le sue parole nella cerimonia – La preparazione, il rigore e lo spirito di corpo sono le uniche guide per affrontare e superare ogni ostacolo e ogni sfida”.

“Da oggi cammineremo e lavoreremo insieme per continuare a far coesistere questa eccellenza alla comunità locale e alle istituzioni del territorio. – ha aggiunto – Confermo la piena volontà di continuare a rinforzare quel legame profondo e indissolubile che ci unisce alla montagna e alla gente di questa magnifica valle”. In tal senso, parlando ai cronisti, il generale Di Somma ha assicurato l’impegno a sfruttare “tutta la mia preparazione ed esperienza che ho acquisito presso gli organi centrali per cercare di spingere ancora più in alto questa scuola che ha una storia importantissima”.

Ricordando il Duca degli Abruzzi, che “nel 1898 sfiorava il Polo Nord con la nave Stella Polare”, e l’esistenza “alle isole Svalbard dell’isola degli Alpini”, perché “gli Alpini erano là con la missione del dirigibile Italia di Umberto Nobile”, per Di Somma “dobbiamo continuare su questo filone”. “E la scuola – ha concluso – ha tutta l’energia e le possibilità, le competenze per farlo”.

Vezzoli: “l’avvicendamento di oggi è un giusto cambio”

Per parte sua, il comandante delle Truppe alpine Alberto Vezzoli, ricordando gli anni da giovane Tenente al Castello Cantore, ha sottolineato come “è sicuramente tornata la Scuola militare alpina a essere un punto di riferimento non solo per la preparazione in montagna nazionale, ma anche con uno sguardo oltre le nostre frontiere”. In questo senso, l’avvicendamento tra Cavicchioli e Di Somma, è “un giusto cambio”, perché il nuovo Comandante è già “parte di questo cambiamento”, ed è a lui ora “ricevere questa eredità impegnativa”.

“Viviamo momenti difficili, ce lo sentiamo dire, io me lo sento dire da quando mi sono arruolato, – ha proseguito – però, effettivamente, ogni volta bisogna adeguarsi, bisogna avere quella flessibilità per riuscire a portare avanti e raggiungere gli obiettivi, nonostante le cose cambino sempre, nonostante possa sembrare tutto uguale in maniera gattopardesca, ma in realtà non è nulla uguale, perché tutto cambia con una velocità incredibile e bisogna sapersi adeguare”.

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