Saranno 330 chilometri di sentieri, colli e notti con poche ore di sonno a mettere alla prova il graduato capo Daniele Marabottini e il maresciallo ordinario Alberto Vichi. I due alpini del 5° Reggimento alpini dell’Esercito italiano parteciperanno al Tor330 – Tor des Géants, in programma dal 13 al 19 settembre 2026 sulle montagne della Valle d’Aosta.
La partenza della gara è prevista domenica 13 settembre da Courmayeur. I concorrenti saranno suddivisi in due gruppi, con il via fissato alle 10 e alle 12. Dovranno completare un percorso di 330 chilometri e 24 mila metri di dislivello positivo entro il tempo massimo di 150 ore. L’arrivo dovrà avvenire entro le 18 di sabato 19 settembre.
“Quando la testa cede, è il cuore a prendere il sopravvento”, spiegano Marabottini e Vichi presentando una sfida nella quale alla preparazione atletica dovranno affiancarsi resistenza mentale, capacità decisionale e gestione della fatica.

Il progetto “Over the Top”
La partecipazione dei due alpini si inserisce nel rapporto costruito negli anni tra l’Esercito italiano e il Tor des Géants. Un legame legato non soltanto alla presenza degli atleti militari ma anche alle attività di supporto logistico e alle competenze sviluppate nell’addestramento in ambiente montano.
L’esperienza era iniziata nel 2018 con il progetto “Over the Top – Cognitive training”, ideato dall’Ufficio di psicologia e psichiatria militare dello Stato maggiore dell’Esercito. L’obiettivo era sperimentare un modello di preparazione nel quale l’allenamento fisico e tecnico fosse affiancato da un percorso psicologico e cognitivo.
Il protocollo comprendeva attività dedicate alla gestione della fatica, del ritmo sonno-veglia e dello stress, insieme a esercizi cognitivo-motori e a un lavoro specifico sull’approccio mentale alla competizione.
La prima fase coinvolse due militari che riuscirono a concludere il Tor des Géants entro il tempo limite senza manifestare particolari problemi fisici o psicologici. Da quell’esperienza nacque nel 2019 “Over the Top 2”, con 21 militari al via.

La preparazione e la gara furono utilizzate per allenare la capacità di elaborare informazioni in condizioni di difficoltà, gestire il sonno e sopportare dolore e affaticamento.
A distanza di alcuni anni Marabottini e Vichi raccolgono il testimone di quel progetto. Per entrambi il Tor330 rappresenterà una verifica delle capacità sviluppate durante l’addestramento e un confronto individuale con una gara che sottopone corpo e mente a diversi giorni di attività in condizioni estreme.
Dal 13 settembre la loro prova sarà scandita dai chilometri, dai passaggi in quota e dalle soste decise lungo il percorso. Alla preparazione fisica dovranno affiancare lucidità e capacità di adattamento, soprattutto quando la stanchezza e la mancanza di sonno renderanno più difficile ogni scelta.
