Cervino CineMountain, “Where we used to sleep” vince l’Oscar del cinema di montagna

Il film di Matthäus Wörle conquista il Grand Prix des Festivals al termine di un'edizione che ha confermato il Cervino CineMountain come uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al cinema di montagna.
I vincitori del Cervino CineMountain Festival
Cultura

Si chiude con la cerimonia di premiazione la XXIX edizione del Cervino CineMountain, il festival internazionale di cinema di montagna più alto d’Europa, che per otto giorni ha trasformato Breuil-Cervinia e Valtournenche in un luogo d’incontro tra cinema, alpinismo, esplorazione, letteratura e cultura delle terre alte. Un’edizione internazionale, con 41 film in concorso, 14 anteprime italiane, 3 anteprime mondiali, 6 film fuori concorso e 70 proiezioni totali, che ha portato al Cervino storie provenienti da quattro continenti, confermando la montagna come osservatorio privilegiato delle trasformazioni del presente.

Ad aggiudicarsi il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée, quello che nel circuito internazionale è conosciuto come l’“Oscar del cinema di montagna”, è WHERE WE USED TO SLEEP di Matthäus Wörle (Germania, 2024, 81’), un intenso racconto di memoria e resistenza ambientato in un villaggio rumeno quasi sommerso dai fanghi tossici di una miniera di rame.

La Giuria Internazionale ha inoltre assegnato una Menzione Speciale a THE OLDEST MUNRO BAGGER di Christina e Jay Golian (Regno Unito, 2025, 57’), che segue l’ottantenne Nick Gardner nella straordinaria impresa di scalare tutti i 282 Munro scozzesi. Il film si aggiudica anche il Premio C.A.I.


TUTTI I VINCITORI DELLA XXIX EDIZIONE

GRAND PRIX DES FESTIVALS – CONSEIL DE LA VALLÉE

WHERE WE USED TO SLEEP  di Matthäus Wörle (Germania, 2024, 81’)

Un tempo Geamăna era un villaggio rumeno. Oggi è quasi interamente sommerso dai fanghi tossici di una miniera di rame e dal paesaggio emerge soltanto la guglia della chiesa. Mentre quasi tutti gli abitanti hanno lasciato le proprie case, Valeria Praţa continua a resistere ai margini di un disastro ambientale che ha cancellato un territorio ma non la sua memoria. Un racconto intimo e universale di appartenenza, solitudine e resilienza.

Motivazioni: Una storia toccante e semplice, raccontata attraverso un linguaggio cinematografico ricco di sensibilità e immagini suggestive. Qui non servono metafore: la forza distruttiva della miniera di rame non solo deturpa il paesaggio montano, ma diventa una vera e propria nemesi per i suoi abitanti. L’inevitabilità della catastrofe e la sua portata colpiscono il cuore e lasciano sgomenti di fronte al fatto che eventi simili possano ancora verificarsi in Europa. Ancora più ammirevoli sono la compostezza del protagonista, la sua saggezza di vita e la sua accettazione di un’esistenza difficile.

Menzione Speciale: THE OLDEST MUNRO BAGGER

di Christina e Jay Golian (Regno Unito, 2025, 57’)

Motivazioni: Per aver trasformato un’impresa alpinistica straordinaria in una toccante storia umana, ricordandoci che le avventure più grandi sono spesso quelle mosse dall’amore, dalla resilienza e dai legami che condividiamo con gli altri.

PREMIO MONTAGNE D’ITALIA

IL ROSPO E IL DIAMANTE

di Beniamino Casagrande (Italia, 2025, 75’)

L’amicizia ventennale tra Ben, filmmaker europeo, e Negi, buddhista indiano, entrambi segnati da eventi tragici, diventa il punto di partenza per un intenso viaggio interiore. Alla ricerca nell’amico di una guida spirituale per affrontare la morte, Ben finisce per confrontarsi anche con il proprio passato familiare e con la figura del padre. Un documentario intimo che attraversa culture e paesaggi per interrogarsi sulla spiritualità, sull’amicizia e sull’accettazione della morte

Motivazioni: Per la sua capacità di raccontare l’incontro tra culture lontane senza ricorrere a stereotipi, restituendo un dialogo autentico tra due amici uniti da una lunga vita condivisa. Con leggerezza e al tempo stesso con intensità emotiva, il film esplora temi universali come la mortalità e la ricerca profonda del significato della vita, offrendo una riflessione commovente e umana sul legame tra l’essere umano e la perdita. Questo film è uno spazio di riflessione che pone interrogativi profondi piuttosto che fornire risposte definitive.

PREMIO MONTAGNES DU MONDE

WHISPERS IN MAY

di Dongnan Chen (Hong Kong / Paesi Bassi / Corea del Sud / Svezia, 2026, 93’)

Vincitore del Grand Prize del CPH:DOX e presentato al Cervino CineMountain in anteprima italiana, il film accompagna una quattordicenne e le sue amiche tra le montagne del Liangshan, in Cina. La ricerca di un abito tradizionale per un rito di passaggio diventa un racconto poetico sulla crescita, l’amicizia e il delicato equilibrio tra tradizione e modernità.

Motivazioni: Per la grazia unica con cui accompagna lo spettatore, reinventando un racconto di formazione attraverso un viaggio sospeso tra sogno e realtà, immaginazione e quotidianità. Il film bilancia con delicatezza la spensieratezza dell’infanzia e coraggiosi passi verso il futuro e la vita adulta. Pur essendo profondamente radicato nel proprio territorio, questo film esplora esperienze condivise come l’amicizia e la costruzione della propria identità, trasformandole in una storia dal respiro universale, capace di conquistare pubblici trasversali, di ogni età e provenienza.

Menzione Speciale – THE LAMA’S SON

di Kesang Tseten (Nepal, 2026, 72’)

Motivazioni: Un ambiente ostile, un clima che cambia, tradizioni, rituali e l’antica religione Bon: tutto questo riuscirà a sopravvivere all’impatto con la realtà e la modernità? Con sguardo attento e sensibile, il regista racconta la difficile esistenza, la serenità e la dignità degli abitanti.

PREMIO MONTAGNES TOUT COURT

SUKUA

di Omar E. Ospina Giraldo (Colombia, 2025, 17’)

Pirimín, un bambino Kogui, riceve in regalo una pistola ad acqua. Un oggetto apparentemente innocente assume un significato diverso quando ascolta il padre ricordare le armi che costrinsero la sua comunità ad abbandonare i propri insediamenti. Attraverso lo sguardo dell’infanzia, il cortometraggio interroga memoria, violenza e identità.

Motivazioni: Pirim, dopo aver ricevuto in regalo una pistola ad acqua, inizia a esplorare gli spazi del suo territorio con uno sguardo nuovo. La stranezza e la curiosità suscitate da questo giocattolo, unite alla sua tenerezza infantile, creano un legame con il protagonista che richiama le emozioni positive della nostra infanzia, immergendoci nel silenzio della natura.


PREMIO FILM COMMISSION VALLÉE D’AOSTE

KIMSHUNG – LA MONTAGNA DEL DESTINO

di Damiano Levati (Italia, 2026, 130’)

Un ritorno in Nepal, sul Kimshung, dove François Cazzanelli riapre una pagina di alpinismo rimasta sospesa. Attraverso la spedizione e la dinamica della cordata, il film intreccia memoria e responsabilità, mettendo in dialogo passato e presente: più che la conquista della vetta, al centro ci sono il valore del percorso, le relazioni e le scelte che definiscono l’identità in alta quota.

Motivazioni: Un classico racconto di montagna, magnificamente illustrato con immagini mozzafiato dell’Himalaya: la storia di un protagonista perseguitato dai ricordi e dal trauma, e del suo viaggio interiore attraverso successive spedizioni alla conquista della montagna dei suoi sogni.

Menzione Speciale – RENZINO

di Pietro Taldo (Italia, 2026, 29’)

Motivazioni: Renzino ha dedicato la sua vita alla montagna. Fin dall’infanzia ha sempre sentito un profondo legame con la natura, lavorando come guida alpina e poi come gestore di un rifugio. Attraverso immagini meravigliose e una nostalgica capacità di raccontare, Renzino ci riporta nel passato, ma allo stesso tempo ci invita a riflettere sul futuro osservando i cambiamenti climatici. Nelle sue parole vive la speranza che il suo rifugio possa continuare a esistere per molte generazioni e questo ce lo auguriamo anche noi.


CVALPS AWARD

PRIMA DELL’AURORA

di Chiara Zoja

Il CVALPS Award va a Prima dell’Aurora, uno sguardo sulla montagna valdostana in cui memoria e territorio diventano strumenti per interrogare il presente.

Motivazioni: Per aver raccontato con autenticità e sensibilità una pagina fondamentale della storia valdostana, trasformandola in una testimonianza viva di memoria, coraggio e libertà. La giuria ha inoltre apprezzato lo sguardo di una giovane autrice, capace di rendere questa storia significativa e attuale anche per le nuove generazioni.

PREMIO C.A.I. – MIGLIOR FILM DI ALPINISMO

THE OLDEST MUNRO BAGGER

di Christina e Jay Golian (Regno Unito, 2025, 57’)

Il film dedicato all’impresa di Nick Gardner conquista anche il riconoscimento del Club Alpino Italiano, trasformando la scalata dei 282 Munro scozzesi in un racconto nel quale l’alpinismo diventa esperienza umana, resilienza e ricerca di senso.

Motivazioni: Per aver trasformato un’impresa alpinistica in un racconto intimo e universale sulla cura, sulla perdita e sulla capacità di reagire alle prove della vita. Seguendo con sensibilità e discrezione il lungo cammino di Nick Gardner attraverso i 282 Munro scozzesi, il film restituisce alla montagna il suo significato più profondo: non uno spazio di conquista, ma un luogo nel quale ritrovare equilibrio, dignità e speranza. Con una narrazione autentica, capace di unire la dimensione fisica dell’avventura a quella emotiva dell’amore e della fragilità, questo film esprime pienamente i valori del Club Alpino Italiano: la frequentazione consapevole delle terre alte, la solidarietà, la condivisione dell’esperienza e una cultura della montagna fondata sul rispetto, sulla responsabilità e sulla crescita personale.

Menzione Speciale – THE FALL

Menzione Speciale – KRONOSHOCK


PREMIO DEL PUBBLICO

IL CANTIERE NEL CIELO di Nicolò Bongiorno

A 3.830 metri di quota, sulla Cresta del Leone, prende forma uno dei cantieri più estremi delle Alpi. Il documentario segue la costruzione della nuova Capanna Carrel, destinata a sostituire lo storico rifugio minacciato dall’instabilità della roccia, raccontando il lavoro di operai specializzati, ingegneri e guide alpine sospesi tra innovazione, alta quota e rispetto per un ambiente tanto spettacolare quanto fragile. Una straordinaria sfida umana e tecnica che diventa riflessione sul rapporto tra l’uomo e la montagna.

PREMIO DEL PUBBLICO CIRCUIT:

WHERE WE USED TO SPLEEP di Matthäus Wörle (Germania, 2024, 81’) già vincitore del Grand Prix


PREMIO DEL PUBBLICO CVA MOUNTAIN KIDS

ALLER RETOUR di Lucia Bulgheroni, Michele Greco (Italia, 2025, 9’)

Due piccoli ermellini devono adattarsi all’arrivo dell’inverno cambiando il loro mantello da estivo a invernale, ma la loro trasformazione è complicata dall’intervento dell’uomo. Il corto è senza dialoghi ed esplora temi come la crescita, l’empatia e il valore della comunità.


PREMIO DEL PUBBLICO VERSANTE SPORT

OLTRE I VENTI DEL SUD di Gian Luca Gasca (Italia / Svizzera, 2026, 27’)

Ai piedi del Fitz Roy, Matteo Della Bordella e Marco Majori affrontano l’inverno patagonico per realizzare la prima salita invernale della via Casarotto. Un racconto di alpinismo, amicizia e perseveranza tra le montagne più selvagge del mondo.


PREMIO DEL PUBBLICO FILM COMMISSION VALLÉE D’AOSTE

RENZINO di Pietro Taldo (Italia, 2026, 29’)

Il ritratto di Renzino Cosson, figura profondamente legata alla storia dell’alpinismo valdostano. Dall’infanzia trascorsa tra gli alpeggi all’incontro con la guida alpina Giorgio Bertone, il film racconta una vita costruita seguendo il richiamo della montagna, trasformando un sogno di bambino in una scelta di vita e in un passaggio di testimone tra generazioni.

UN’EDIZIONE OLTRE IL CINEMA

I premi chiudono otto giorni in cui il Cervino CineMountain ha confermato la propria capacità di andare oltre lo schermo, trasformando Breuil-Cervinia e Valtournenche in luoghi di incontro tra cinema, alpinismo, esplorazione, letteratura e cultura. Una dimensione che ha accompagnato l’intera edizione, portando il pubblico a incontrare registi, attori, scrittori, esploratori e alcuni dei protagonisti più importanti della montagna contemporanea.

Grande partecipazione per le serate Mountain Telling, a partire dall’apertura dedicata al cinema italiano ambientato in Valle d’Aosta, con Lillo Petrolo e il produttore Mattia Guerra per Agata Christian – Delitto sulle nevi, seguita dall’incontro con Matteo Oleotto, Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta per Ultimo Schiaffo. Tra gli appuntamenti più attesi anche X-Treme – Oltre un limite, che ha riunito Francesca “La Rossa Volante” Porcellato, Frédéric Montigny, Matteo Della Bordella e Franco Collé, quattro esperienze differenti per raccontare il limite come spazio di ricerca, sfida e possibilità.

Uno dei momenti di maggiore richiamo è stata la presentazione in anteprima mondiale de Il cantiere del cielo – La nuova Capanna Carrel sul Cervino di Nicolò Bongiorno, il racconto di un cantiere estremo a 3.830 metri sulla Cresta del Leone, dove ingegneria, lavoro umano e alta quota si incontrano in uno dei luoghi simbolo del Cervino. Un film profondamente legato al territorio che ha trovato proprio al festival il suo primo incontro con il pubblico.

A segnare l’edizione anche il grande omaggio a Hayao Miyazaki, maestro dell’animazione mondiale e autore che ha saputo raccontare il rapporto tra uomo, natura e immaginazione. Il percorso è iniziato con la proiezione speciale open air di Laputa – Il Castello nel Cielo nel cuore di Breuil-Cervinia ed è proseguito nella giornata conclusiva con la matinée “40 anni con Miyazaki e Lucky Red”. A suggellare l’omaggio, durante la cerimonia finale di premiazione, lo spettacolo originale Di Miyazaki e della sospensione, ideato da Lucia Folco, Roberta Calcagno e Andrea Carlotto, che ha chiuso il festival celebrando la forza evocativa delle storie e quella capacità di sospendere il tempo che accomuna il cinema alla montagna.

Grande seguito anche per Les Matinées, che hanno trasformato le mattine del festival in occasioni di incontro tra libri, viaggi, musica e alpinismo. Dal dialogo tra Lorenzo Barone e Hervé Barmasse, nato da Dust – La via delle polveri, scritto da Barone, e diventato una riflessione sull’esplorazione contemporanea, agli appuntamenti con Roberta Mori e Marco Giani, Stefano Motta e Franco Faggiani, Matteo Della Bordella, Federica Mingolla e Andrea Greci, fino a Linda Cottino, Enrico Camanni. Particolarmente suggestiva la matinée al Lago BluParole e note dal mondo per il Cervino, che ha portato musica e letteratura in uno dei paesaggi simbolo della manifestazione, facendo della montagna stessa parte del racconto. A chiudere gli appuntamenti della mattina, l’incontro con Andrea Occhipinti, fondatore di Lucky Red, condotto da Carlo Chatrian, critico e direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, un dialogo d’eccezione sul cinema italiano e sul suo futuro.

Il festival ha rinnovato infine il proprio impegno verso le nuove generazioni con il tradizionale pomeriggio Born to Climb, dedicato all’arrampicata per bambini e ragazzi, e con il Cervino CineMountain Kids, confermando la volontà di avvicinare i più giovani alla montagna attraverso il cinema, l’esperienza e l’incontro diretto con i suoi protagonisti.

Il Cervino CineMountain chiude così la XXIX edizione confermandosi laboratorio e comunità, un luogo in cui cinema, cultura, territorio e nuove generazioni si incontrano per costruire nuovi sguardi sulla montagna e, attraverso di essa, sul nostro presente.

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