Il Cairo, 3 feb. (Adnkronos/Aki) – “Un paese come l’Egitto, che rischia l’esplosione demografica, non può più reggere la situazione attuale”. E’ l’allarme dell’ex segretario generale dell’Onu, l’egiziano Boutros Boutros-Ghali, che commenta in un’intervista ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL i violenti scontri tra opposizione e gruppi filo-Mubarak che hanno causato solo nella giornata di ieri almeno una decina di morti e oltre 800 feriti.
“La divisione nelle piazze tra chi è soddisfatto dell’ultimo discorso del presidente Hosni Mubarak e chi ritiene che il rais debba abbandonare subito il potere rischia di trascinare il paese in una crisi economica devastante – dice – della cui portata e dei cui effetti nei prossimi mesi l’opinione pubblica è ignara”. Secondo Boutros-Ghali, un cristiano copto, “la richiesta della piazza non è del tutto chiara”, perché si ignora che “non si può effettuare una transizione in 24 ore e al tempo stesso scongiurare il rischio di un caos incontrollabile”.
L’ex segretario generale Onu, che presiede la Commissione Nazionale per i Diritti Umani, non si sbilancia a proposito della possibile via d’uscita dalla crisi, ma spiega che non rifiuterebbe un ruolo da “mediatore” tra le opposte fazioni se gli venisse richiesto e dopo “il via libera della Commissione” che presiede. Ma, precisa, “nel paese non sono l’unica persona che potrebbe svolgere il ruolo del mediatore”.
Boutros-Ghali si augura che “una soluzione politica sia trovata al più presto, visto il prezzo che il paese sta pagando, con la fuga in massa dei turisti e degli investitori stranieri” e ribadisce che “la crisi del paese non ha solo carattere politico, ma è demografica, con una popolazione che va verso i 100 milioni di abitanti che vivono nel 5 per cento del territorio, mentre il resto è tutto deserto”.
La Commissione per i diritti umani presieduta da Boutros-Ghali, che “non gode di un parere vincolante nei confronti dell’istituzioni”, si è riunita ieri al Cairo, spiega l’ex numero uno dell’Onu. “Abbiamo avanzato richieste sia al presidente Mubarak – spiega – che al suo vice Omar Suleiman”, che riguardano “la revoca dello stato di emergenza, l’emendamento degli articoli 76 e 77 della Costituzione sulla candidatura e sul termine del mandato presidenziale e il vaglio dei ricorsi sulle ultime elezioni parlamentari da parte delle istituzioni giudiziarie”, oltre al “pieno ripristino di Internet”.
