Roma, 22 feb. (Adnkronos/Aki/Ign) – La situazione in Nord Africa porterà un’ondata di clandestini? ‘Intanto non sono arrivati, speriamo che non arrivino. Se arrivano li manderemo in Francia e Germania’. Così il ministro delle Riforme Umberto Bossi a proposito delle possibili conseguenze sui flussi d’immigrazione per le tensioni nel Maghreb. Quanto alla situazione in Libia, ha aggiunto: ‘Aspettiamo ordini dall’Europa’.
Sulla situazione di instabilità che sta interessando i Paesi dell’area del Mediterraneo e i relativi riflessi sull’immigrazione verso l’Italia e l’Europa, mercoledì si svolgerà a Roma una riunione dei ministri dell’Interno di Italia, Cipro, Francia, Grecia, Malta e Spagna. La riunione, voluta dal ministro Maroni, è finalizzata a sostenere la posizione espressa dall’Italia in seno all’Unione Europea e affermare una linea comune in vista del Consiglio Giustizia Affari Interni in programma il giorno successivo a Bruxelles.
Nel frattempo, il portavoce della commissaria europea agli Affari interni Cecilia Malmstroem fa sapere che, qualora ve ne fosse bisogno, la missione Frontex dispiegata due giorni fa a Lampedusa “può essere ampliata in termini di risorse umane e tecniche”. Per il momento, ha poi riferito Michele Cercone “non abbiamo informazioni su arrivi a Lampedusa dalla Libia”.
Dalla Caritas si avverte però circa il possibile afflusso di profughi dalla Libia. ‘Non bisogna essere allarmisti né riduzionisti, tuttavia quello che si teme ora è un grande afflusso di profughi che potrebbero arrivare nei prossimi giorni dalla Libia’, ha detto il responsabile nazionale immigrazione della Caritas Oliviero Forti all’ADNKRONOS.
‘Già a suo tempo avevamo criticato il pacchetto sicurezza e l’introduzione del reato di clandestinità, ma al di là di questo dobbiamo dire che è fallita la politica degli accordi bilaterali con la Libia sui flussi per fermare l’immigrazione’, ha aggiunto Forti. Il tentativo di gestire il fenomeno migratorio ‘attraverso scorciatoie costruite con accordi con un governo come quello di Tripoli – ha detto il rappresentante della Caritas – ha dimostrato la sua debolezza’. Quanto sta avvenendo, ha spiegato ancora Forti, dimostra che ‘non si possono stabilire accordi di questo tipo con un governo antidemocratico’.
Intanto continuano gli sbarchi sull’isola di Lampedusa. Salgono a 46 gli immigrati tunisini arrivati all’alba di oggi a Lampedusa direttamente sulla terraferma dopo essere riusciti a sfuggire ai controlli. In un primo momento erano stati bloccati dai carabinieri in 43, ma successivamente ne sono stati notati altri 3 facenti parte dello stesso gruppo di immigrati arrivati a Cala Pisana a bordo di una barchetta in legno.
Avvistati due barconi che si trovano ancora rispettivamente in acque tunisine e maltesi. Non si sa ancora quanti sono gli immigrati a bordo.
Ieri sono stati quasi duecento gli immigrati arrivati a Lampedusa a bordo di quattro barconi.