Damasco, 28 mar. – (Adnkronos/Aki/Ign) – La polizia siriana ha aperto il fuoco oggi contro alcune centinaia di manifestanti che protestavano nella città di Daraa, nel sud della Siria, già teatro di violenze nei giorni scorsi. Lo riferisce la tv satellitare ‘al-Arabiya’, secondo la quale la polizia avrebbe duramente represso la manifestazione indetta per oggi per chiedere l’abrogazione della legge d’emergenza in vigore nel paese dal 1963.
Oggi il vice presidente siriano, Faruq Sharaa, citato dalla tv libanese degli Hezbollah, ‘al-Manar’, ha detto che il presidente Bashar al-Assad, annuncerà importanti riforme “entro i prossimi due giorni” che, ha sottolineato, “rallegreranno i siriani”.
Intanto, la Turchia si propone come mediatore anche nella crisi in corso in Siria. Come scrive l’agenzia turca Anadolu, il ministro degli Esteri di Ankara, Ahmet Davutoglu, ha telefonato all’omologo Walid Muallim, per spiegare che la Turchia monitora da vicino la situazione nel Paese. Nella telefonata, che risale a ieri, Davutoglu ha espresso apprezzamento per le riforme promesse, offrendo “sostegno e un contributo” per una loro rapida attuazione.
Il capo della diplomazia turca si è inoltre detto rammaricato per le vittime degli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, definendo come “un passo nella giusta direzione le indagini avviate per individuare i responsabili e il rilascio di alcuni detenuti”. Sabato, anche il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha telefonato al presidente siriano Bashar al-Assad per esprimere apprezzamento per la decisione di avviare riforme politiche.
