L’Usl condannata: illegittime le co.co.co a un’educatrice

La sentenza emessa dal Tribunale di Aosta che ha condannato l'Azienda Usl a risarcire la donna con 20 mensilità. Jean Pierre Guichardaz: "E’ una situazione molto delicata, nella stessa situazione si trovano centinaia di lavoratori".
Jean Pierre Guichardaz
Economia

I contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati, dal 2005 al 2008, con una lavoratrice impiegata presso l’Asilo nido aziendale, sono "illeggittimi". E’ questa la sentenza emessa dal Tribunale di Aosta che ha condannato l’Azienda Usl a risarcire la donna con 20 mensilità.

L’educatrice dell’asilo nido, difesa dall’avvocato Federico Mavilla, si era rivolta, a gennaio del 2011, al Giudice del lavoro Eugenio Gramola di Aosta dopo aver stipulato con l’Azienda Usl, dal 2005 al 2008, contratti di co.co.co.Secondo la lavoratrice, che ha goduto del patrocinio della Cgil, questi contratti di collaborazione dovevano essere dichiarati nulli nella parte in cui veniva inserito il termine di durata. E il giudice, dopo aver sentito alcuni testimoni, ha accolto la sua tesi, dichiarando illegittimi i contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati tra le parti.

Con questa sentenza, torna di attualità il tema del rispetto della normativa sul lavoro e del ricorso, anche da parte di enti pubblici, a forme di lavoro flessibili. “E’ una situazione molto delicata, quella che abbiamo davanti – spiega Jean Pierre Guichardaz, responsabile dell’Area sanità della CGIL – perché nella situazione di questa lavoratrice si trovano centinaia di lavoratori. L’Azienda Usl, nonostante i nostri moniti e i nostri continui avvertimenti, continua a fare un ricorso spropositato del precariato, prima con le co.co.co, ora con i contratti di lavoro interinale, senza, di fatto, rispettare le condizioni previste dalla norma". "Credo che in questa vicenda – continua poi Guichardaz – bisognerà capire le responsabilità della dirigenza, se non ci sono state delle negligenze, visto che noi da anni abbiamo ammonito l’Azienda USL sui rischi che queste scelte potevano comportare".

I lavoratori interinali attualmente impiegati dall’Usl con qualifiche e mansioni diverse sono oltre 350. “Da anni siamo impegnati contro il precariato: nel 2008 abbiamo firmato un protocollo con cui l’Azienda si impegnava a trovare delle soluzioni per andare verso una progressiva stabilizzazione dei lavoratori. Questo non è stato fatto: il ricorso al Giudice del lavoro per noi rappresenta davvero l’ultima strada per vedere il rispetto dei diritti dei lavoratori" conclude Guichardaz.
 

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