“Quando nasciamo, siamo già vecchi di 9 mesi”. E’ partita da questa semplice ma non così scontata osservazione, la lunga chiacchierata che ieri sera ha coinvolto un centinaio di persone presso la biblioteca regionale di Aosta, approfondendo il curioso tema dell’arte d’invecchiare.
L’ospite della serata, organizzata dal Consiglio Valle, era la professoressa Ambra Arangio, laureata in Pedagogia all’Università di Bologna e insegnante di materie letterarie a riposo, che ha proposto una riflessione sulle possibilità di invecchiare meglio – perché il processo, ovviamente, è inevitabile – in un percorso di crescita personale che duri e si evolva nel corso di tutta la vita.
“In realtà la definizione stessa di vecchiaia è sbagliata – ha spiegato la professoressa – perché s’invecchia sempre in maniera costante”. In effetti, anche il mondo sta seguendo questa tendenza. Grazie al miglioramento delle condizioni di vita e al progredire della scienza medica, in particolar modo nella lotta alle malattie, nell’ultimo secolo la durata media dell’esistenza si è allungata costantemente.
E il fenomeno non accenna ad arrestarsi, tanto che per il prossimo ventennio si prevede un ulteriore aumento della popolazione anziana. In che modo la società si sta preparando a questa rivoluzione demografica? Come possiamo imparare ad accettare, e vivere quindi con sempre maggior consapevolezza, la nostra terza età?
“Quest’arte presuppone abilità, genialità, fantasia e creatività – ha spiegato Arangio – anche perché il mondo ci è cambiato sotto gli occhi: siamo nati in un’epoca e stiamo vivendo in un’altra. Si tratta di una sfida massiccia anche per i governi nazionali e regionali che si troveranno ad affrontare problemi di carattere sanitario-assistenziale, socio-culturale e previdenziale per garantire dignità e qualità di vita”.
Anche se poi, il contributo maggiore all’evoluzione della società stessa deve venire dal singolo individuo. “In fondo – ha concluso la professoressa Arangio – le più grandi battaglie si combattono dentro noi stessi, ricercando costantemente un equilibrio tra quelli che sono i doveri, gli obblighi e la libertà di scegliere come gestire il tempo senza essere schiacciati dai sensi di colpa. S’invecchia bene se si accetta di diventare vecchi e l’arte d’invecchiare è un’arte che s’impara da giovani”.

