Il Comune di Aosta rinuncia ad esercitare il diritto di prelazione sugli alloggi popolari del Quartiere Cogne inseriti nel piano vendita. La delibera di Giunta deve ancora passare sotto la lente della Commissione patrimonio, ma di fatto oramai la decisione è stata presa. Inoltre l’amministrazione ha confermato la rinuncia all’esercizio del diritto di prelazione in relazione anche alle domande gia’ pervenute, e rispetto alle quali non e’ stato possibile dare riscontro entro i termini previsti.
In chiaro, significa che quando un proprietario di alloggio Erp vorrà vendere casa, non sarà più tenuto a dare la precedenza all’amministrazione comunale rispetto ad altri possibili acquirenti, e quindi potrà disporre liberamente del suo bene, vendendolo a prezzo di mercato.
Non sarà quindi necessario avviare delle cause, come era stato ventilato da Federconsumatori. "E’ un fatto positivo" commenta a caldo il presidente dell’associazione Bruno Albertinelli, appena informato della notizia. "Riconosce ai cittadini il diritto a una proprietà. Il comune non può diventare proprietario di alloggi, ma deve gestire un patrimonio, e se possibile aiutare le fasce deboli a comprare gli alloggi.
Il Comune ha scelto di evitare uno scontro frontale. Lo scarso entusiasmo per la legge regionale del marzo del 2010 che stabiliva che il diritto di prelazione sugli alloggi Erp sarebbe passato da 10 anni a 30 anni era già balzato all’occhio durante un incontro tra l’assessore comunale Baccega e i proprietari furenti.
“Noi – aveva ammesso l’assessore– eravamo impegnati con le elezioni comunali, e abbiamo un po’ perso il filo. All’improvviso ci siamo trovati a dovere applicare le nuove regole. Per capire cosa fare abbiamo chiesto spiegazioni alla Regione, e poi ci siamo rivolti all’avvocatura, finché non abbiamo capito che eravamo costretti ad applicare al norma”.
Ora almeno ad Aosta tutto è stato chiarito.
Sono soddisfatti i cittadini, che in questi mesi si erano mobilitati, stringendosi attorno a Federconsumatori. A impensierirli era anche l’apparente retroattività della legge. In realtà l’interpretazione in senso retroattivo non è stata ancora confermata né negata. Il problema quindi resta, per quanto riguarda gli altri proprietari di case Erp della Valle d’Aosta.
La patata bollente passa integralmente nelle mani dell’amministrazione regionale, dell’assessore Marco Vierin e dell’Arer.
Intanto il PD, che aveva presentato una mozione in consiglio regionale sull’argomento, può ritenersi soddisfatto almeno nel capoluogo.
