Ai nuovi centri estivi comunali più sport e attenzione ai disabili

La gestione è stata affidata con una gara d’appalto alla Cooperativa Noi & Gli Altri e la maggior parte delle attività sportive (nuoto, atletica rugby, baseball), saranno concentrate nella zona del polo sportivo in Regione Tzamberlet.
Società

Il Comune di Aosta rivoluziona il sistema dei centri estivi comunali, che da lunedì prossimo fino alla fine di agosto animeranno le giornate di quasi 1500 ragazzi. Le attività proposte negli scorsi anni sono state raggruppate in un’unica soluzione, che ora prende il nome “centro ludico sportivo”, declinata in gruppi suddivisi a seconda della fascia di età, compresa tra i 3 i 12 anni.

La gestione è stata affidata con una gara d’appalto alla Cooperativa Noi & Gli Altri, e la maggior parte delle attività sportive (nuoto, atletica rugby, baseball), saranno concentrate nella zona del polo sportivo in Regione Tzamberlet. A queste si aggiungono i laboratori di musica, di studio, di cucina e di riciclo delle piccole cose che non servono, oltre a animazioni varie, attività circensi e di scoperta del mondo animale.

“La nuova formula ci permetterà di risparmiare circa 1 milione di euro nel prossimo triennio – ha spiegato l’assessore comunale alla Cultura Andrea Paron – grazie all’accorpamento dei servizi e all’ottimizzazione delle risorse”.

L’investimento da parte dell’amministrazione comunale sarà di circa 380 mila euro l’anno, mentre la quota a carico delle famiglie, per due settimane di frequenza è di 125 euro, anche se la cifra può essere inferiore a seconda dei singoli casi.

“L’obiettivo rimane quello di offrire una serie di attività sane e costruttive – ha continuato l’assessore allo Sport, Patrizia Carradore – alle famiglie che non possono tenere a casa i propri figli nel periodo in cui la scuola rimane chiusa”.

Gli iscritti sono in tutto 1457, a fronte di un’offerta di circa 1700 posti. “Abbiamo comunque attivato un sistema di graduatorie – ha aggiunto Paron – basato sul reddito, il numero dei componenti nel nucleo famigliare e sul tempo lavorativo dei genitori: qualcuno è rimasto escluso nella fascia dei più piccoli, ma erano famiglie che potevano comunque provvedere in altro modo ai figli”.

Tra le novità di quest’anno, ci sono l’anticipo di mezz’ora sull’orario di apertura dei centri, ora fissato per le 8 di mattina, in modo da “venire incontro alle necessità lavorative dei genitori”, e l’attivazione di un servizio di Pedibus, grazie al quale le famiglie potranno lasciare i figli in due punti strategici della città, i giardini pubblici della stazione e le scuole del quartiere Cogne, dai quali partirà la carovana che accompagnerà i ragazzi fino al polo sportivo in Regione Tzamberlet.

Un’attenzione particolare è stata riservata ai disabili. Per i 19 iscritti è stato pensato un piano triennale, che prevede per quest’anno un approfondimento sull’acquaticità e per i prossimi un avvicinamento al mondo animale.

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